14 settembre 2012
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CONFINDUSTRIA DISCUTE DEI PROJECT BOND UE

Si è riunito questa mattina, 14 settembre 2012, il Comitato Tecnico Europa di Confindustria, presieduto da Giorgio Squinzi, per un aggiornamento sui principali temi europei.

Il Comitato, dopo aver esaminato le conseguenze della sentenza della Corte Costituzionale tedesca sui meccanismi in difesa dell’Eurozona, ha analizzato in dettaglio le misure adottate dal Consiglio europeo di giugno a sostegno della crescita, con il contributo del Vice Presidente della Banca Europea per gli Investimenti, Dario Scannapieco, ospite della riunione.

Scannapieco ha spiegato i meccanismi e i tempi per attivare la fase pilota dei project bonds:  «La BEI è al centro del piano di rilancio varato lo scorso giugno. Tra i nuovi strumenti su cui si focalizza l’attenzione cruciali sono i project bonds: un’iniziativa che prevede lo stanziamento, tra il 2012 e il 2013, di 230 milioni di euro delle risorse del bilancio Ue, per favorire lo sviluppo di infrastrutture nei settori trasporti, energia e telecomunicazioni nei paesi membri, con l’obiettivo di generare investimenti complessivi per 4.6 miliardi di euro».

Dal Comitato Tecnico Europa è emerso un forte sostegno alla Project Bonds Initiative. Il Presidente Squinzi, convinto che la crisi economica europea dipenda anche da una forte contrazione degli investimenti, ha commentato: «Confindustria ritiene che i project bonds possano svolgere un ruolo chiave nella strategia a favore della crescita dell’UE”. Alla luce delle politiche di austerity adottate a livello nazionale e delle restrizioni sui requisiti patrimoniali delle banche, “i project bonds rappresentano uno strumento innovativo, in grado di rendere gli investimenti su importanti progetti infrastrutturali più attraenti per gli investitori, senza rischi eccessivi per i contribuenti». Per questo, ha concluso Squinzi, «il mondo delle imprese, fortemente provato dalla crisi, chiede un rapido avvio della fase pilota e un aumento del budget disponibile nella prossima programmazione».

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