Come farsi amare. Le antiregole per essere felici e in armonia

Che cos’è l’amore? Come far innamorare la persona dei nostri sogni? Come farsi amare per davvero? Come amare? Sono domande legittime che però ingabbiano il sentimento caro a Cupido. Di conseguenza se pensi che io ti dia una ricetta standard per amare o per farti amare hai sbagliato articolo e indirizzo. Non sono una persona che dispensa consigli sull’amore perché non ho inventato ancora una pozione per farsi amare o per riuscire ad amare davvero; perciò quello che so lo riporto in poche righe facendomi ispirare dal cinema e dalla letteratura, spesso dalla mitologia e talvolta dall’arte ma non è legge.

Allora che cos’è l’amore? Come far innamorare la persona dei nostri sogni? Come farsi amare per davvero? Come amare? Ci sono tanti modi di amare e nessuno è il migliore, perché ognuno di noi ha il suo. Di conseguenza non posso dirti come fare.  Tu custodisci dentro di te la fiamma dell’amore, basta solo che trovi il canale giusto per accenderla e per manifestarla alle persone che ami.

Premetto, tuttavia, che amare non significa dare sempre, poiché può capitare che l’amato, per evolvere davvero, abbia bisogno più di sfide che di appoggi. L’amore comunque non è possesso e si nutre di emozioni, a volte anche viscerali, che se non ascoltate si esprimono con impeto solo per farci cambiare direzione.

Nel film Io mi chiamo Sam ci sono due figure femminili agli antipodi eppure così simili nelle rispettive incongruenze e difficoltà, perché entrambe hanno un disperato bisogno di amore. Una è di primo piano, l’altra più marginale nel film.

Sam (Sean Penn) ha le capacità intellettive di un bambino di sette anni ed è il padre di Lucy, una bambina molto intelligente avuta da un rapporto occasionale. Sam si prende cura della piccola alla sua maniera ma con particolare impegno fino a quando il tribunale non gli toglie la custodia perché non lo considera all’altezza. Così si fa seguire da uno dei migliori avvocati della zona (Michelle Pfeiffer).

Il legale in una delle sequenze del film fa un monologo che dice tanto sull’amore rispondendo a Sam che si è lamentato della disabilità e degli enormi sforzi quotidiani che questa lo costringe a fare quotidianamente. “Tu credi davvero di avere il monopolio della sofferenza umana. La gente come me si sente persa e piccola e brutta. Completamente inutile. (…) La gente come me ha dei figli che la odiano… e io urlo come una pazza… una pazza dicendo cose orribili a un bambino di sette anni perché non vuole salire in macchina alla fine della giornata. E allora lui mi guarda con una tale rabbia e io lo odio a quel punto… E` come se ogni mattina io mi svegliassi e fallissi. Poi mi guardo intorno e sembra che tutti gli altri ce la facciano ma io invece non ce la faccio anche se ce la metto tutta. E` come se io non fossi mai abbastanza…”, afferma tra le lacrime l’avvocato con gli occhi di ghiaccio.

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Sempre nel film c’è la donna che prende in custodia Lucy, la quale pensa di sapere cosa sia bene per la piccola e cosa non lo sia. Presa dal desiderio di maternità vuole tenerla con sé a tutti i costi. Tra le due donne c’è Sam, un padre che per la società è incapace di crescere la bambina ma che sa usare bene altri canali che vanno oltre il pensiero logico arrivando al cuore. Ecco… l’amore è questo per me: non è possesso né perfezionismo, è libertà… è un’energia cosmica che fa evolvere le persone, anziché bloccarle in compartimenti stagni.

E allora come farsi amare? Faccio ancora un esempio. Tra i mammiferi siamo gli unici a non volerci separare dai nostri figli quando questi diventano adulti o quando stanno crescendo. C’è chi ci riesce meglio però in generale siamo meno propensi di altre specie. Non si tratta di mettersi da parte o di fare uno sforzo per separarsi ma di far emergere ciò che nel nostro intimo già sappiamo, cioè che nulla ci appartiene, né le persone né le cose

E allora perché dobbiamo farci amare a tutti i costi? Amore è naturalezza ed autenticità, non è menzogna né artificio. Chi è naturale non conosce possesso né perfezionismo nel darsi all’altro, dato che sono due errori della mente e di quelle convinzioni che ci limitano.  (articolo della dott.ssa Maria Ianniciello, naturopata ad indirizzo psicosomatico e giornalista pubblicista. Seguila su Instagram)

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Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Fondatrice di Cultura & Culture. Giornalista, iscritta all'Ordine dei giornalisti della Campania. Naturopata (diplomata presso l'Istituto Riza). Laureata in lettere con il massimo dei voti (vecchio ordinamento) presso la Seconda Università di Roma, lavora a tempo pieno da diversi anni nel giornalismo. Ha lavorato con quotidiani e televisioni dell'Irpinia e del Sannio: Valtelesinanews, Buongiorno Irpinia, Telenostra e Ottopagine. Ha collaborato con Paolo Filippi per il programma "Cordialmente" e con Radio Sì di Bruxelles. Dal dicembre 2010 al dicembre 2011 ha diretto la rivista a vocazione territoriale XD Magazine, che esce nelle province di Avellino e Benevento. A dicembre 2010 è uscito il suo primo romanzo "Conflitti" Tra il 2012 e il 2013 escono i primi due quaderni della serie: Le interviste di Maria Ianniciello. Il direttore di Cultura & Culture intervista Aldo Masullo e il fratello di Salvo D'Acquisto, Alessandro. Da gennaio 2016 è naturopata in formazione presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica, presieduto da Raffaele Morelli. Su Cultura & Culture si occupa di benessere e naturopatia con un occhio sempre attento alla cultura. Pratica l'aromaterapia sia in gruppo che individualmente e fa consulti naturopatici.

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