Chiara Ferragni e quelle critiche cattive che fanno male solo a chi le fa

Mi piace leggere e guardare ciò che pubblicano le influencer italiane per una questione lavorativa legata all’approfondimento del costume e dello stile di vita contemporaneo che poi posso sviluppare in questa sede. In particolare seguo con una certa assiduità Chiara Ferragni, la fashion blogger che ha costruito un impero con la sua immagine.

Le critiche mosse a Chiara Ferragni sono disparate: la si giudica perché non si è presa i sei mesi di congedo di maternità, lasciando così il figlio Leone a casa spesso, e ultimamente sono arrivati dei giudizi negativi (non da parte dei suoi follower bensì di una giornalista del Corriere della Sera) sull’aspetto fisico di alcune amiche di Chiara Ferragni che hanno festeggiato l’addio al nubilato a Ibiza con lei. Ragazze tra l’altro attraenti e con un corpo invidiabile. Il messaggio è fuorviante per le tante adolescenti che la seguono e che spesso si crucciano sul proprio aspetto esteriore sottoponendosi a diete drastiche.

La mancanza di autostima e una personalità in via di formazione rende le adolescenti vulnerabili a ciò che viene propinato con una certa leggerezza in rete. Viviamo in una società che dà troppo spazio all’esteriorità dimenticando che, prima di curare il corpo, bisogna occuparsi dello spirito, cioè della nostra interiorità, prestando attenzione a ciò che davvero ci piace e a ciò che ci fa stare bene, senza sottoporci a trattamenti spesso invasivi pur di raggiungere quel modello di perfezione che in realtà esiste solo nella mente collettiva e che non ha nulla a che vedere con la bellezza autentica.

La bellezza vera è uno stato dell’essere, è armonia, fluidità. Anche il rapporto con il cibo, se è sano, ci dona quel benessere di cui abbiamo tutti bisogno. Guardare il proprio corpo senza giudizio ma con amore – perché ci permette di respirare e di vivere, di fare esperienze e di amare – dovrebbe essere l’unico e solo approccio possibile. E invece i modelli, propinati dalla Moda, dalla Televisione e dal Web, ci schiavizzano rendendo sempre più vulnerabile il corpo femminile. Inoltre ci si dimentica che ciascuno è diverso; di conseguenza la tendenza ad omologarci ci rende troppo fragili.

Chiara Ferragni

Siate voi stesse, prendetevi cura del vostro corpo in modo sano e naturale con la consapevolezza che la bellezza è tutta nella varietà. Io non sono tra quelle che rinnegano l’emozione dell’invidia perché penso che quest’ultima – quando non ci acceca e viene fatta defluire – possa darci la possibilità di realizzare delle cose importanti. Il problema subentra nel momento in cui essa genera frustrazione: quando si sedimenta nel corpo creandoci disagi psicofisici e quando la usiamo per danneggiare l’altro o per insultarlo.

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In questi casi un’emozione, anche naturale, come l’invidia, diventa nociva e molto pericolosa. Prendetevi cura delle vostre emozioni pure di quelle considerate negative attraverso le cose che vi piacciono come l’Arte per esempio. Di recente ho visto il film Il cigno nero con una straordinaria Natalie Portman che, grazie a questa pellicola, ha vinto l’Oscar come migliore attrice protagonista nel 2010.

La Portnam interpreta una ballerina che ha una doppia personalità e sarà proprio la danza ad aiutarla a far emergere quel lato del carattere che si rifiuta di vedere. Dovrà interpretare sia il cigno bianco che il cigno nero nel classico Il lago dei cigni. Il film ci ricorda che il buio non può esistere senza la luce così come l’uomo senza la donna, il calore senza il freddo, la malattia senza la salute, il sole senza la luna…

L’alternanza degli opposti ci fa evolvere e anche l’invidia, se saputa canalizzare, può farci scoprire tesori inesplorati. Al contrario quanto più la soffochiamo più essa emerge in modo distruttivo. Allora le domande da farsi sono: perché giudico così tanto quella persona? Cosa fa lei che io vorrei fare? Qual è quel lato del mio carattere che sto sopprimendo?

Le critiche feroci e cattive mosse a Chiara Ferragni fanno male solo a chi le fa. Non vi suggerisco pertanto di non provare simili emozioni ma di scorgere, con uno sguardo allargato, ciò che quelle sensazioni vogliono raccontarci perché sono dei messaggi dell’anima. Cambiate il vostro sguardo sulle cose e la vita sarà più semplice, più bella… e comincerete a vedere in una ragazza – che vive a suo modo senza danneggiare nessuno – una motivazione in più per autorealizzarvi.

Dott.ssa Maria Ianniciello, naturopata e giornalista pubblicista

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Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Fondatrice di Cultura & Culture. Giornalista, iscritta all'Ordine dei giornalisti della Campania. Naturopata in formazione presso l'Istituto Riza. Laureata in lettere con il massimo dei voti (vecchio ordinamento) presso la Seconda Università di Roma, lavora a tempo pieno da diversi anni nel giornalismo. Ha lavorato con quotidiani e televisioni dell'Irpinia e del Sannio: Valtelesinanews, Buongiorno Irpinia, Telenostra e Ottopagine. Ha collaborato con Paolo Filippi per il programma "Cordialmente" e con Radio Sì di Bruxelles. Dal dicembre 2010 al dicembre 2011 ha diretto la rivista a vocazione territoriale XD Magazine, che esce nelle province di Avellino e Benevento. A dicembre 2010 è uscito il suo primo romanzo "Conflitti" Tra il 2012 e il 2013 escono i primi due quaderni della serie: Le interviste di Maria Ianniciello. Il direttore di Cultura & Culture intervista Aldo Masullo e il fratello di Salvo D'Acquisto, Alessandro. Da gennaio 2016 è naturopata in formazione presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica, presieduto da Raffaele Morelli. Su Cultura & Culture si occupa di benessere e naturopatia con un occhio sempre attento alla cultura. Pratica l'aromaterapia sia in gruppo che individualmente e fa consulti naturopatici.

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