Don’t Look Up, una commedia brillante con un cast stellare

Don't Look Up è una commedia che fa ridere amaramente per la strenua decisione di rendere ogni eccesso, ogni sregolatezza, ogni frase di circostanza, ogni diverbio in questo film grottesco.
La cultura con sguardo mindful. Web magazine fondato nel 2008 da Maria Ianniciello
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Don't Look Up è una commedia che fa ridere amaramente per la strenua decisione di rendere ogni eccesso, ogni sregolatezza, ogni frase di circostanza, ogni diverbio in questo film grottesco.

Sergio Rubini nelle vesti di regista stupisce e convince con il suo nuovo film ‘I fratelli De Filippo’. Stupisce per la veridicità dell’immagini. Convince per il classicismo con cui racconta una storia molto affascinante.

Michele Rech, in arte Zerocalcare, ha creato un prodotto geniale (è su Netflix) che racconta un’epoca e un’intera generazione senza finire nella trappola della retrotopia. La serie, che è suddivisa in sei episodi da circa quindici minuti ciascuno, parla della società contemporanea, dove i grandi capisaldi del Patriarcato stanno crollando un pezzo per volta, anno dopo anno.

La protagonista di Maid intraprende, tra sconfitte e piccole vittorie, ricadute e amare scoperte, un percorso che la conduce a superare i condizionamenti per riacquisire non solo l’autostima persa ma anche abilità soppresse da un sistema patriarcale e misogino. Alex è appunto un’eroina dei nostri giorni.

Il film è su Netflix. La regista ha ricevuto il Leone d'argento per questa pellicola.

La Torcia uscì nel 1987, quattro anni dopo la pubblicazione di Kassandra di Christa Wolf. Suddiviso al suo interno in tre libri (La chiamata di Apollo, Il dono di Afrodite e La condanna di Poseidone), la storia ha inizio con il parto di Ecuba, moglie di Priamo, che dà alla luce due gemelli, (Cassandra e Paride appunto), e si conclude con l’arrivo della protagonista in Medio Oriente, dopo la disfatta di Troia.

'Cry Macho - Ritorno a casa' è un titolo che da solo non mi avrebbe mai portato al cinema. Almeno non con lo stesso desiderio e non con la medesima enfasi. Però accanto a quel titolo c’era un nome e c’era un cognome che non possono passare inosservati, soprattutto se sei italiana e se hai amato i film di Sergio Leone. Ovviamente mi riferisco a Clint Eastwood.

Al Cinema è uscito il film-evento ‘Trafficante di virus’ che si ispira al libro omonimo della scienziata Ilaria Capua. La pellicola è sul grande schermo solo per tre giorni, il 29-30 novembre e il primo dicembre 2021. Prima di recensire il film è bene ricostruire i fatti.

Partiamo dal principio e dal contesto. C’è un’isola dove vivono circa un centinaio di anime. Prima ne erano molte di più. Il prima e il dopo è segnato da un evento funesto: l’inquinamento delle acque a causa di uno sversamento petrolifero che ha determinato la morte di animali e l’immigrazione in massa degli isolani sul continente.