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Non solo film

Vinicio Capossela narra l’Ulisse all’inferno

 

Vinicio Capossela MPB_foto @Elettra Mallaby
Vinicio Capossela MPB_foto @Elettra Mallaby

Fino all’8 giugno sarà “Odissea da Tavola” al Piccolo Teatro Studio di Milano. Quella di Vinicio Capossela, che poi tanto da tavola non è. Abbastanza burrascosa visto che tra marinaio, profeta e balena, Ulisse è sempre al timone di una nave in burrasca. La vita come una nave a cui è saltato il timone e nemmeno il capitano sa più governare: quando si crede di essere approdati in un lido sicuro, in quel momento ci si rende conto che la meta era tutt’altro di quella sperata. In un continuo contrappasso tra bene e male, l’odissea non ha fine ed Ulisse, così come i tanti Ulissi, continua nell’impresa ardua del vivere a pieno la vita, con i suoi alti e bassi, con le barricate che si innalzano lungo il cammino, gli imprevisti insormontabili, le balene che cercano di ingoiarti, ed i profeti che cercano di raggirarti ancor prima di consigliarti. Un gioco, né più, né meno!

L’opera che presenta Capossela, L’ombra di Ulisse da Omero all’Inferno e che trae spunto Marinai, Profeti e Balene del 2011 sul fato, sul destino e sul mare come scenario del folle volo umano verso “virtute e canoscenza”, è l’eccezionale conclusione del fuori programma del viaggio degli “Ulissi” che da ottobre ad aprile, in occasione dello spettacolo Odyssey diretto da Robert Wilson, ha attraversato Milano, toccandola nei suoi luoghi più “veri”, dal tribunale al carcere, dalla biblioteca al pub, fino ai luoghi dell’accoglienza come la Casa della Carità. La rassegna, organizzata dal Piccolo Teatro in collaborazione con il Comune di Milano, culmina (dal 5 all’8 giugno 2013) al Piccolo Teatro Studio, con un viaggio in musica con il quale Vinicio Capossela canta il “proprio” Ulisse. Uno spettacolo “di evocazione”, così come il primo, contro la crisi mondiale, un lavoro che prende le mosse dalla Grecia, luogo paradigmatico di tutto ciò che ci riguarda.

Un viaggio da marinai in bottiglia, compendio e distillato degli ultimi tre anni del lavoro del cantante e musicista sull’Uomo, in una compagnia “picciola” (lo affianca solo un suonatore di cetra e di lauto), ridotta alla miniatura, così da avvertire ancor più gigantesche le ombre che l’avventura odisseica evoca, le smisurate cose che sovrastano e determinano l’umana finitezza. Ancora oggi, infatti, dalle remote narrazioni omeriche Ulisse continua a proiettare la sua lunga ombra sull’intera cultura occidentale, trovando sempre nuove raffigurazioni e nuove odissee. Quella che Vinicio Capossela presenta al Piccolo Teatro di Milano, nell’ambito della “stagione nella stagione” dedicata agli Ulissi, sarà un’odissea da tavolo nella quale il Capossela rapsodo, cucitore di canti, e il Capossela aedo, narratore e testimone del verosimile, evocherà ancora una volta quel mito classico che, come diceva Italo Calvino, tende a relegare l’attualità al rango di rumore di fondo.

 

LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO 

Piccolo Teatro Studio Expo (via Rivoli 6 – M2 Lanza), dal 5 all’8 giugno 2013

Marinaio, profeta e balena. L’ombra di Ulisse da Omero all’Inferno

con Vinicio Capossela – voce, pianoforte, chitarra

Peppe Frana – lauto, lira cretese

Vincenzo Vasi (5 e 6 giugno) – theremin, campionatori

Alessandro Stefana (7 e 8 giugno) – chitarra, armonio, campionatori

Testi tratti da:
Moby Dick
di Herman Melville, traduzione di Cesare Pavese (Adelphi)
Odissea
di Omero, traduzione di Rosa Calzecchi Onesti (Einaudi)
Divina Commedia
di Dante Alighieri (Mondadori)

produzione Ponderosamusic&art

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