Monuments Men, la recensione del film di George Clooney

La pellicola, con attori del calibro di Matt Damon e Cate Blanchett, è nelle sale cinematografiche dal 13 febbraio...

monuments-men locandina“Monuments Men”, diretto da George Clooney, con un cast stellare, è un film che coinvolge poco, e in alcuni momenti annoia. La pellicola, a metà strada tra l’ironico e il drammatico, non convince: troppo artificiosa e patriottica; il ritmo, soprattutto nel primo tempo, è piuttosto lento e anche nei momenti clou e molto drammatici, come la morte di Jean-Claude Clermont (Jean Dujardin), c’è sempre quel fastidioso pizzico d’ironia che non abbandona mai il film, nonostante i temi affrontati, quali l’olocausto (i denti d’oro trovati nella miniera appartenevano agli Ebrei) e la morte di milioni di soldati e di civili. Eppure, questa pellicola un merito ce l’ha, anzi forse più di uno. George Clooney, che interpreta anche il ruolo del tenente e studioso d’arte George Stout, racconta una storia vera, che s’ispira al libro di Robert M. Edsel. Siamo in piena Seconda Guerra Mondiale quando un gruppo di studiosi è chiamato a  proteggere e ritrovare in Europa le opere d’arte rubate dai Nazisti. Tra queste c’è anche la Madonna con il bambino di Michelangelo. I critici, con fucili in spalla, armati di coraggio e soprattutto di passione per quei capolavori, sono pronti a tutto, anche a scontrarsi con l’esercito americano che si mostra, in più di un’occasione, insensibile alla missione dei “Monuments Men” (questo il loro nome). Un’opera vale la vita di una o più persone? Per i “Monuments Men”, la risposta è affermativa, perché per distruggere completamente un popolo bisogna annientare la sua Storia e quindi la sua Cultura, che viene tramandata ai posteri soprattutto mediante l’Arte e i libri. Per questi uomini, i capolavori non avevano un valore economico e solo affettivo, ma erano il viatico per l’evoluzione della nostra specie. Perché un popolo senza passato è privo d’identità!

In un mondo in cui l’Arte è ormai completamente in balia delle leggi di mercato, questa pellicola ha il merito di aver tentato di ridare alla Cultura la sua reale dimensione attraverso una vicenda poco nota. I “Monuments Men” restituivano le opere ai proprietari, mentre altri compivano razzie. Almeno questo è ciò che traspare dal film di Clooney (alla quinta regia), che ha diretto attori del calibro di Matt Damon e Cate Blanchett. In particolare, l’attrice australiana mostra anche in questo ruolo la propria eleganza e raffinatezza, oltre che le straordinarie doti interpretative.

Trailer: http://youtu.be/qP0xQ2ip9Xs

Maria Ianniciello

 

Maria Ianniciello
Maria Ianniciello

Giornalista. Divulgatrice culturale. Insegnante Avanzata di Mindfulness AMPT. Dottore Magistrale in Lettere dal 2005 (si è laureata con il massimo dei voti all'Università di Roma Tor Vergata), è giornalista pubblicista da un ventennio. Maria Ianniciello ha collaborato con testate della Campania e ha diretto dal 2010 al 2012, il free press XD Magazine. Nel 2008 ha fondato il portale culturaeculture.it, uno dei primi web-magazine indipendenti della Campania e una delle realtà più longeve In Italia della seconda ondata della blogosfera. Da gennaio 2024 sta proponendo in Campania esperienze culturali con sguardo Mindful nell'ambito del progetto Risveglia la tua essenza: conduce passeggiate, laboratori, percorsi di poesia e Mindfulness e tanto altro. Scrive la newsletter "Risveglia la tua essenza" che partendo dal territorio ha un respiro nazionale.

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