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Non solo film

“La Grande Bellezza”: un premio all’Italia in decadenza

La grande bellezzaL’Italia è come una stella che – nonostante si sia spenta – manda ancora sulla Terra la sua meravigliosa luce. Il nostro Paese continua ad affascinare il Mondo per il suo passato illustre, i cui segni evidenti li ritroviamo tra le mura della Città eterna, dove i successi di ieri entrano in simbiosi con le sconfitte di oggi, in un confronto spesso deludente che lascia l’amaro in bocca. Tra il 1700 e il 1800 (e non solo) l’Italia era la meta ambita dei giovani rampolli della nobiltà europea che diventavano veramente adulti solo dopo un viaggio “iniziatico” nel Bel Paese, il quale oggi sopravvive grazie a quella luce riflessa. Come giustamente ha evidenziato il New York Times a proposito de “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino, che ha vinto il Golden Globe come migliore film straniero. La pellicola esplora il declino italiano, attraverso il personaggio simbolico di Jep Gambardella, interpretato in maniera magistrale da Toni Servillo. Jep è un giornalista che deve la sua fama proprio a quel passato illustre, raccontato splendidamente da Federico Fellini ne “La dolce vita”, quando Roma era il centro della mondanità e dettava le mode del momento. Quei favolosi anni Sessanta che Gambardella rievoca con enfasi interrogandosi sul senso della vita, mentre lungo il suo cammino compaiano personaggi stantii, degni rappresentanti della società italiana che invecchia sempre di più e che, probabilmente, proprio per questo non riesce a dare spazio al nuovo. E forse la decadenza è causata da questo tentativo, mal riuscito, di frenare quanto più possibile l’inesorabile e naturale fluire degli eventi. Tutto scorre. Tutto passa. Tutto si evolve. Ma non per l’Italia, evidentemente!

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Mi occupo di critica cinematografica, libri ed emancipazione femminile. Ho una laurea in Lettere (vecchio ordinamento), conseguita con il massimo dei voti nei tempi, e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline (ho diretto anche un magazine locale per due anni circa), curo dal 2008 www.culturaeculture.it, da me fondato. In culturaeculture.it dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per il mio lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità in tutte le sue sfaccettature. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione e formazione. Amo studiare e formarmi. Ah! Dimenticavo! Ho scritto un romanzo quando avevo sedici anni che ho pubblicato nel 2010.

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