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“La carogna da dentro a me”, pièce contro la tortura

onuLa Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti (in inglese, United Nations Convention against Torture and Other Cruel, Inhuman or Degrading Treatment or Punishment) è uno strumento internazionale per la difesa dei diritti umani, sotto la supervisione dell’Onu. Fu approvata dall’assemblea dell’organo internazionale a New York il 10 dicembre del 1984, entrò in vigore il 26 giungo 1987 e fu ratificata da 145 Paesi nel giungo del 2008. La data di entrata in vigore fu scelta come giornata internazionale di sostegno alle vittime della tortura.  Molti gli eventi organizzati in tutta Italia e nel mondo. Tra i tanti, a Milano, una testimonianza che apre anche una questione legislativa per il nostro Paese e cioè la mancanza nel nostro codice penale del reato di tortura. Infatti, la Convenzione Onu prevede una serie di obblighi per gli Stati aderenti, fra i quali: autorizza gli ispettori delle Nazioni Unite e osservatori dei singoli Stati a visite a sorpresa nelle strutture carcerarie per verificare l’effettivo rispetto dei diritti umani, stabilisce il diritto di asilo per le persone che al ritorno in patria potrebbero essere soggetti a tortura. Il Comitato contro la Tortura,  pur essendo uno dei più efficaci e incisivi tra i vari comitati dei diritti umani, può esercitare controlli solo se uno Stato contraente dichiara espressamente di accettarli. Dal “buco” legislativo prende corpo l’evento di domani a Piazza dei Mercanti, presso la Loggia del Broletto, alle ore 18, quando verrà rappresentata “La carogna da dentro a me”, pièce teatrale liberamente tratta da una sentenza penale, messa in scena dalla compagnia Sudatestorie teatro-ricerca. L’iniziativa, a ingresso libero, è proposta dal Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, Alessandra Naldi. A precedere la rappresentazione gli interventi di Roberto Cenati di Anpi – Comitato provinciale di Milano, Silvia Buzzelli dell’Università di Milano Bicocca, Claudio Sarzotti dell’Associazione Antigone (autore del testo della pièce), Alba Bonetti di Amnesty International-Circoscrizione Lombardia e Alessandra Naldi, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Milano.

«Nel Codice penale italiano – ha dichiarato Alessandra Naldi – non esiste il reato di tortura. L’Italia è obbligata a correggere questa anomalia per ottemperare a un impegno che ha sottoscritto siglando la Convenzione Onu contro la tortura. Le norme in vigore non bastano come dimostrano alcune recenti sentenze, come quella della Cassazione su Bolzaneto o quella sui fatti della scuola Diaz. Punire in modo adeguato i responsabili di violenze subite in luoghi di privazione della libertà è impossibile se non viene istituito il reato di tortura». Il Coordinamento dei Garanti locali (a cui il Garante di Milano ha aderito) è tra i promotori, insieme a un vasto cartello di enti e associazioni, di una campagna per la raccolta firme a sostegno di tre leggi di iniziativa popolare, tra cui l’introduzione del reato di tortura. Per info sulla campagna: www.3leggi.it

Anche l’Unione Europea, nel 1987,  ha redatto è una Convenzione, oggi in vigore, per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti, ratificata da 47 Stati europei. L’organo di controllo è il Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti.

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