culturaeculture non ha banner pubblitari da maggio 2020 (quelli che vedi in qualche articolo sono antecedenti a questa data). Contiamo quindi sul tuo aiuto, per un cultura che pone al centro le persone e non i numeri! Tu non sei un numero. Qui condividiamo conoscenza in modo sostenibile ed etico per chi scrive e per te che leggi. Aiutaci a crescere!

Non solo film

Il velo dipinto: recensione del film

Spazi sconfinati. Erba verde e bagnata. La pioggia e poi il fango. E poi un dettaglio: le scarpe degli anni venti di lei che giocano con la poltiglia scura. La macchina da presa si sofferma poco sull’uomo che, incurante degli stati d’animo della donna che gli siede accanto, legge un libro come se nulla stessa accadendo, con la disinvoltura di chi guarda e passa oltre. Comincia così il film Il velo dipinto, un’intensa storia d’amore che vede protagonisti Naomi Watts ed Edward Norton, entrambi nelle vesti di produttori. (N.B. Il nuovo episodio del podcast è in calce)

Il velo dipinto

Il velo dipinto: recensione

Il velo dipinto è ambientato negli anni venti tra Londra (poche sequenze per la verità) e la Cina dove il coprotagonista Walter Fane svolge la professione medica. Il personaggio di Norton decide – dopo aver scoperto che la moglie Kitty ha una relazione con un altro – di lasciare Shangai e di recarsi in un villaggio sperduto e molto povero. Il film comincia da qui, andando indietro nel tempo mediante i ricordi di Kitty.

Il velo dipinto

Una travolgente storia d’amore

Il velo dipinto è la cronistoria appassionata e travolgente della trasformazione di una donna che si ritrova suo malgrado a sposarsi con un uomo che non ama. kitty, da persona capricciosa ed effimera quale era, si trasforma in una donna matura e consapevole. E` come se per crescere e abbandonare così il ruolo del figlio l’essere umano, maschio o femmina che sia, abbia bisogno di superare gli ostacoli e di guardare in faccia la sofferenza per farla propria e per poi esorcizzarla. I territori selvaggi e incontaminati diventano qui il simbolo e l’archetipo dei sentieri accidentati che conducono alla rinascita ampliando le vedute.

Trovi il film qui

Eppure è solo l’amore che salva. Così come accade ne La mia Africa, un altro travolgente film d’amore, anche esso ispirato ad un libro. L’amore infatti salva, sana, tempra, rafforza e ci fa diventare più veri, forse anche migliori, ma sicuramente meno artificiosi. Il film inoltre descrive, tra le righe, la condizione femminile degli anni venti del secolo scorso. La pellicola uscì nel 2006, è diretto da John Curran ed è tratto dal romanzo di William Somerset Maugham, che fu pubblicato negli anni venti su Cosmopolitan a puntate. Sublime la colonna sonora di Alexandre Desplat. La pellicola è su Amazon Prime Video. Maria Ianniciello

close

Commenti

commenti

culturaeculture non ha banner pubblitari da maggio 2020 (quelli che vedi in qualche articolo sono antecedenti a questa data). Contiamo quindi sul tuo aiuto, per un cultura che pone al centro le persone e non i numeri! Tu non sei un numero. Qui condividiamo conoscenza in modo sostenibile ed etico per chi scrive e per te che leggi. Aiutaci a crescere!

Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Mi occupo di critica cinematografica, libri ed emancipazione femminile. Ho una laurea in Lettere (vecchio ordinamento), conseguita con il massimo dei voti nei tempi, e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline (ho diretto anche un magazine locale per due anni circa), curo dal 2008 www.culturaeculture.it, da me fondato. In culturaeculture.it dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per il mio lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità in tutte le sue sfaccettature. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione e formazione. Amo studiare e formarmi. Ah! Dimenticavo! Ho scritto un romanzo quando avevo sedici anni che ho pubblicato nel 2010.

Lascia un commento

shares