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Non solo film

Il sindaco del rione Sanità: recensione del film di Martone

Mario Martone porta sul grande schermo Il sindaco del rione Sanità, commedia in tre atti di Eduardo De Filippo. La recensione.

Antonio Barracano è un uomo che fa giustizia a suo modo seguendo canoni precisi. Infatti, per Antonio un cane che azzanna la padrona di notte fa solo il proprio dovere. Per lui non esistono sfumature ma solo bianco e nero. Per lui, i figli devono rispettare i padri i quali hanno il dovere di facilitare in qualche modo la vita dei figli.

Che Antonio Barracano sia un perdente o un vincente della nostra società ce lo dirà il proseguire della storia che è stata scritta in modo encomiabile da Eduardo De Filippo.

Protagonista de Il sindaco del rione Sanità, Antonio è l’ennesima e convincente maschera del grande drammaturgo partenopeo che, facendosi ispirare dal Teatro pirandelliano, si è preso gioco delle antinomie dell’esistenza riflettendo sulla crisi dei valori della famiglia patriarcale ma anche, come nel caso de Il sindaco del rione Sanità, sul senso della giustizia con un pessimismo non cosmico bensì molto terreno, a misura d’uomo.

Il sindaco del rione Sanità

Eduardo difatti non aveva fiducia in un certo tipo di umanità ed era dalla parte del popolo minuto, degli ignoranti, dei diseredati. Di conseguenza pure un uomo sui generis, quale era Antonio Barracano, poteva custodire in sé valori intramontabili. Mentre una persona che si dichiarava apertamente onesta, presa dalla paura, avrebbe potuto commettere la più ignobile delle azioni.

In cosa è attuale il testo di Eduardo?

Il testo di Eduardo è molto attuale. Tanto che Mario Martone ne ha fatto addirittura un lungometraggio che è uscito al cinema il 30 settembre. In particolare si tratta di un film-evento che potete vedere fino al 2 ottobre 2019.

Il sindaco del rione Sanità è stato riproposto dal regista de Il giovane favoloso in chiave moderna. Ed è una pellicola che, rimanendo fedele quasi del tutto al testo teatrale, ti prende strada facendo, un passo per volta.

La forza di questo film è tutta nel ritmo enfatico e cadenzato delle parole. Ogni frase è stata studiata a tavolino per rendere giustizia all’ingiustizia che si accanisce sempre sulla povera gente. Non un movimento di camera, non le sparatorie alla Gomorra, nessuna inquadratura creata per far spettacolo… ma solo il testo di Eduardo nudo e crudo, con qualche modifica per renderlo più attuale.

Il sindaco del rione Sanità

Il personaggio di Antonio Barracano è più che moderno. E’ modernissimo. Così come lo sono il professor Fabio Della Ragione (un cognome a caso?) e il ricco panettiere Arturo Santaniello che ha diseredato il figlio Rafiluccio perché a suo dire è un nullafacente.

Da Barracano arrivano i poveracci per chiedere giustizia e il figlio del panettiere, con la fidanzata incinta, è uno di questi. Don Antonio deve acquietare gli animi tra padre e figlio.

Cantata dei giorni dispari di Eduardo De Filippo

Ma perché Martone ha deciso di far rivivere sul grande schermo Il sindaco del rione sanità?

Penso che questa commedia, scritta in tre atti nel 1960, sia una panoramica disincantata della nostra società che guarda e passa oltre, con estrema indifferenza e a volte freddezza, cercando una giustizia che esiste solo sulla carta ma che nei fatti resta inapplicabile.

E Martone lo ha fatto affidando il ruolo del protagonista a Francesco Di Leva, bravo nel rendere incisivo e credibile questo personaggio che non è un boss.

Antonio è invece un uomo dai trascorsi infelici che vuole solo evitare inutili spargimenti di sangue che ricadrebbero sulle generazioni future. Bello, lodevole, tagliente, a tratti raffinato: Il sindaco del rione Sanità di Martone è un piccolo gioiello della Settima Arte.

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Mi occupo di critica cinematografica, libri ed emancipazione femminile. Ho una laurea in Lettere (vecchio ordinamento), conseguita con il massimo dei voti nei tempi, e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline (ho diretto anche un magazine locale per due anni circa), curo dal 2008 www.culturaeculture.it, da me fondato. In culturaeculture.it dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per il mio lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità in tutte le sue sfaccettature. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione e formazione. Amo studiare e formarmi. Ah! Dimenticavo! Ho scritto un romanzo quando avevo sedici anni che ho pubblicato nel 2010.

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