culturaeculture non ha banner pubblitari da maggio 2020 (quelli che vedi in qualche articolo sono antecedenti a questa data). Contiamo quindi sul tuo aiuto, per un cultura che pone al centro le persone e non i numeri! Tu non sei un numero. Qui condividiamo conoscenza in modo sostenibile ed etico per chi scrive e per te che leggi. Aiutaci a crescere!

Non solo film

Hostiles: recensione. Al cinema c’è Christian Bale

Hostiles, il film diretto da Scott Cooper, ci dimostra che il cinema western americano è ancora in buona salute e non bisogna per forza aspettare le pellicole cruenti di Quentin Tarantino per rendersene conto, perché anche altri cineasti propongono delle valide alternative senza troppo sangue ma con la medesima sete di vendetta.

In Hostiles c’è però dell’altro; c’è la presa di consapevolezza di un popolo che, dopo aver fatto mea culpa per aver calpestato i diritti degli afroamericani, sta cercando una nuova redenzione chiedendo scusa ai nativi. Il film è uscito nel periodo che precede la Pasqua; non sappiamo se questa scelta sia casuale oppure sia il frutto di un ragionamento ma una cosa è certa: la pellicola ci insegna che solo il perdono guarisce e lo fa attraverso la vicenda del capitano di fanteria, Joseph Blocker (un ottimo Christian Bale), che si ritrova suo malgrado a dover accompagnare il peggior nemico, il capo Indiano Falco Giallo, che ha ucciso molti dei suoi amici eppure egli ha fatto altrettanto senza mai risparmiare nemmeno donne e bambini (questo concetto risuona spesso nel film).

Hostiles recensione

Non ci sono vinti né vincitori in Hostiles, perché tutti perdono. La violenza ci rende troppo vulnerabili e alimenta altri conflitti, rodendo e corrodendo l’animo dei guerriglieri. E` sempre stato così. E poi c’è una storia dentro la storia ed è quella di Rosalie Quaid (Rosamund Pike), che non fa di tutta un’erba un fascio; infatti non si fa manipolare dall’odio e riesce a tendere la mano ai nativi, nonostante abbiano sterminato la sua famiglia. Due vite che s’intrecciano, dunque: quella del capitano e della vedova.

Hostiles recensione

 Hostiles è un film di genere che non lascia spazio all’immaginazione, perché il contesto è ben definito e i personaggi sono molto delineati. La pellicola tuttavia con il suo significato simbolico riesce a colmare molte lacune senza raggiungere però l’acme poetico di Balla coi lupi, anche se i due protagonisti compiono un percorso iniziatico simile che li conduce alla riscoperta di sé e di quel fanciullino che dimora ancora nei loro cuori, a prescindere dalle guerre e dal clima di violenza. Il film viene così pervaso da un senso di pietas e di pace che mette a tacere le coscienze di un popolo che chiede perdono…

close

Commenti

commenti

culturaeculture non ha banner pubblitari da maggio 2020 (quelli che vedi in qualche articolo sono antecedenti a questa data). Contiamo quindi sul tuo aiuto, per un cultura che pone al centro le persone e non i numeri! Tu non sei un numero. Qui condividiamo conoscenza in modo sostenibile ed etico per chi scrive e per te che leggi. Aiutaci a crescere!

Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Mi occupo di critica cinematografica, libri ed emancipazione femminile. Ho una laurea in Lettere (vecchio ordinamento), conseguita con il massimo dei voti nei tempi, e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline (ho diretto anche un magazine locale per due anni circa), curo dal 2008 www.culturaeculture.it, da me fondato. In culturaeculture.it dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per il mio lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità in tutte le sue sfaccettature. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione e formazione. Amo studiare e formarmi. Ah! Dimenticavo! Ho scritto un romanzo quando avevo sedici anni che ho pubblicato nel 2010.

Lascia un commento

shares