#Anne Frank. Vite parallele: recensione del documentario

#Anne Frank. Vite parallele torna in sala il 23 novembre 2019.

Si dice che la scrittura sia terapeutica e di certo aiutò Anne Frank ad affrontare meglio la sua prigionia. Anna si inventò, dunque, l’amica Kitty e a lei confidò ansie e paure ma anche momenti felici. Tutto questo si evince nel film-evento #Anne Frank. Vite parallele con una forza dirompente.

Il documentario in soli tre giorni di proiezione ha suscitato l’interesse di circa 30mila persone in Italia. Visto il successo, è stata quindi organizzata un’altra giornata di replica in contemporanea nazionale prevista per il prossimo 23 novembre.

#Anne Frank. Vite Parallele: recensione

La scrittura e… poi un diario. Lo stesso che fece utilizzare Erin Gruwell alla sua scolaresca per esorcizzare il dolore di traumi irrisolti. L’insegnante – che nel film Freedom Writers (2007) ha il volto di Hilary Swank – raccontò ai suoi allievi ‘problematici’ la storia del Nazismo e di Anna Frank creando scalpore tra i ragazzi che si rividero così in quell’adolescente degli anni Quaranta, nonostante Anna fosse benestante.

#Anne Frank. Vite parallele riprende così l’espediente narrativo della pellicola americana lasciandomi più volte senza fiato per il modo in cui la grande Storia entra in simbiosi con piccole vicende quotidiane che però segnarono un’intera generazione e lasciarono nei sopravvissuti un misto di impotenza, pudore e paura.

I milioni di ebrei che furono uccisi dai persecutori nazisti risuonano ancora nelle vite di chi oggi ha ricevuto un’eredità ingombrante che può imparare a gestire solo conoscendola per quel che è nel profondo.

#Anne Frank. Vite parallele

Ma perché vite parallele?

Il documentario – che è scritto e diretto da Sabina Fedeli e Anna Migotto –  ci fa vedere, inoltre, come le vite parallele pur non toccandosi hanno molto in comune. Helen Mirren è voce narrante e volto di questo tragico excursus storico.

Nel frattempo la giovanissima Martina Gatti ripercorre i luoghi della Shoah e di Anne Frank, dal campo di sterminio alla casa olandese dove la ragazza visse nascosta per ben due anni, insieme alla famiglia. Martina scatta le foto e poi le condivide sui social con gli hashtag. 

#Anne Frank. Vite parallele alza inoltre l’obiettivo su cinque sopravvissuti allo sterminio: Arianna, Sarah, Helga, Andra e Tatian all’epoca avevano la stessa età di Anne. Il docu-film ci spiega, poi, dando la parola agli esperti, perché questo genocidio sia considerato ancora oggi il più efferato della storia: il piano di sterminio coinvolse 22 Stati europei e fu ideato in Occidente, da uno dei Paesi più sviluppati al mondo… Risponde così ai negazionisti e a quanti minimizzano la Shoah.

#Anne Frank. Vite parallele è, dunque, un documentario necessario che commuove e che aiuta a mantenerci vigili affinché simili tragedie non si verifichino più.

Il film è prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital che si sono avvalsi della collaborazione di Rai Cinema, della Anne Frank Fonds di Basilea nonché del Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa. La colonna sonora è di Lele Marchitelli. (Marica Movie and Books – Se ti è piaciuta questa recensione cercami su Facebook, su Instagram e su Youtube)

Maria Ianniciello
Maria Ianniciello

Giornalista. Divulgatrice culturale. Insegnante Avanzata di Mindfulness AMPT. Dottore Magistrale in Lettere dal 2005 (si è laureata con il massimo dei voti all'Università di Roma Tor Vergata), è giornalista pubblicista da un ventennio. Maria Ianniciello ha collaborato con testate della Campania e ha diretto dal 2010 al 2012, il free press XD Magazine. Nel 2008 ha fondato il portale culturaeculture.it, uno dei primi web-magazine indipendenti della Campania e una delle realtà più longeve In Italia della seconda ondata della blogosfera. Da gennaio 2024 sta proponendo in Campania esperienze culturali con sguardo Mindful nell'ambito del progetto Risveglia la tua essenza: conduce passeggiate, laboratori, percorsi di poesia e Mindfulness e tanto altro. Scrive la newsletter "Risveglia la tua essenza" che partendo dal territorio ha un respiro nazionale.

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