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UNA MUSA NEL CUORE: CARLO ALLEVA

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Dipinto di Carlo Alleva

Al Teatro  Carlo Gesualdo di Avellino la mostra “Carlo Alleva, la Musa nel Cuore” che sarà inaugurata domani, 4 gennaio,  alle 19, nel Foyer, alla presenza del presidente del teatro Luca Cipriano, di Raffaele Della Fera, curatore della monografia intitolata proprio “La Musa nel Cuore – Carlo Alleva”, di Nicola Scontrino e Michele Miscia critici d’Arte. L’esposizione, che rimarrà aperta dal 4 al 31 gennaio, dal martedì al sabato, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20, è dedicata all’illustre artista irpino in occasione del ventennale della sua scomparsa. La retrospettiva può essere considerata un’antologia pittorica di grande respiro. Una raccolta prismatica e sfaccettata della grande arte del pittore di Lacedonia, che s’inserisce nel cartellone di “Arte in scena”, il progetto di “Teatro aperto” a tutte le forme d’arte, a tutti i linguaggi della cultura e a tutti i talenti che coltivano e difendono il bello, fortemente voluto dal presidente dell’Istituzione Teatro Comunale “Carlo Gesualdo”, Luca Cipriano.

Carlo Alleva nasce a Lacedonia il 5 Settembre 1932. Nel piccolo centro irpino trascorre l’infanzia e la prima giovinezza dipingendo paesaggi, composizioni sacre, ritratti e nudi. Poi si trasferisce nel 1952 a Napoli per frequentare l’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove segue con profitto la “Scuola Libera di Nudo” del maestro Domenico Spinosa. Nel 1960 con l’opera la “Notte Nuda” fissa i canoni del “Neofigurativismo”, un movimento artistico che si pone in polemica con l’astrattismo, il realismo tradizionale e il realismo propagandistico. Da allora, per Alleva, un susseguirsi di premi e riconoscimenti, sia in Italia che all’estero. E’ nominato membro dell’Accademia di San Luca di Roma, dell’Accademia dei Cinquecento, della Burkhardt Akademie, dell’Accademia Tiberina, dell’Accademia di Montecatini e Presidente dell’Unione Artisti Europei. Si accostano negli anni alla sua arte e ne esprimono positivi giudizi i pittori Emilio Notte e Domenico Purificato e i poeti Alfonso Gatto e Salvatore Quasimodo. Dopo una vita dedicata all’arte, Carlo Alleva si spegne nella città di Avellino il 9 gennaio 1993. Aveva 60 anni.

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