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Libri: recensioni & interviste

Luciano Ligabue: testi, canzoni e parole

ligabue“Si viene e si va comunque, fischiando, cantando il motivo, ci serve comunque un motivo” canta Luciano Ligabue che, nel libro intitolato “La vita non è in rima (per quello che ne so). Intervista sulle parole e i testi”, a cura del linguista italiano Giuseppe Antonelli ed edito da Laterza, realizza un completo autoritratto di sé stesso con una particolare attenzione alla scrittura. Frutto di dodici ore di conversazione e 11 capitoli, comprensivi dei testi, inediti, delle canzoni che comporranno il nuovo album di Ligabue, intitolato “Mondovisione”, in uscita il prossimo 26 novembre, il libro è incentrato sulle parole. Parole usate per parlare di parole mentre l’artista parla dell’uomo e viceversa. I temi sono la lingua, il dialetto,l’amore, il sesso, i figli, la famiglia, la politica, il dolore, la speranza, l’arte, l’amicizia, la memoria, la felicità: la vita.«L’analisi delle parole è una delle cose peggiori che si passa fare ad una canzone», spiega Ligabue, ma quello che davvero è interessante notare in questo testo è il suo approccio trasversale ai più disparati linguaggi espressivi: cinematografico, musicale, letterario senza mai dimenticare che ogni vocabolo rappresenta l’espressione di un punto di vista sulla vita.

Luciano Ligabue
Luciano Ligabue

La sensazione di impellente urgenza di dover dire qualcosa e non riuscire a tenerla per sé, il racconto del mondo senza sconti, la suggestione di un’idea, il gioco di parole, il ribaltamento dei modi di dire e delle frasi fatte, la voglia di mettersi in gioco sono gli ingredienti basilari del “lavoro di esser leggeri”. «Che pesantezza, a volte cercare di raggiungere la leggerezza, la leggerezza musicale sa di vita, fischiare e cantare sanno di vitalità», Ligabue preferisce una poetica sostanziosa, fatta di cose semplici. Bando alla leziosità letteraria, Luciano Ligabue nello scrivere i suoi testi segue tre criteri: la scelta del senso, la scelta del suono e la commistione delle parole con la melodia per un rock che non segue un fantomatico rimario della vita ma si affida al mistero che racchiude la magia di una canzone: nell’incontro tra la penna, la chitarra, la voce di chi canta e l’orecchio di chi ascolta  passa, quindi, la nostra idea di realtà.

 Raffaella Sbrescia

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Raffaella Sbrescia

Raffaella Sbrescia è una giornalista iscritta all'ordine dei Giornalisti della Campania dal 2010 e blogger per il blog musicale "Ritratti di note". Dopo la laurea triennale in Lingue, culture e letterature dell'Europa e delle Americhe ha conseguito la laurea magistrale in Lingue e Comunicazione Interculturale in Area Euromediterranea presso l'Università degli Studi di Napoli l'Orientale con il massimo dei voti. Da sempre interessata al mondo della musica, dell'antropologia, dei viaggi e della letteratura, per Cultura & Culture è responsabile della sezione eventi e spettacoli.

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