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La cacciatrice di storie perdute: recensione del romanzo

Quando i personaggi di un romanzo diventano reali tanto da farti percepire le loro emozioni addirittura nel corpo, significa che quel libro è stato scritto con il cuore. Nessun cliché ne La cacciatrice di storie perdute ma solo la perenne sensazione che quanto riportato su carta da Sejal Badani, pur appartenendo al regno della fantasia, sia stato il risultato di storie realmente accadute che s’intersecano e che nel corso dei secoli hanno accomunato donne di molti Paesi del mondo.

la cacciatrice di storie perdute

E, infatti, La cacciatrice di storie perdute – che in Italia, è edito da Newton Compton editori – ha come protagoniste due donne, lontane dal punto di vista cronologico eppure così vicine.

Jaya è ad un passo dal divorzio. Dopo tre aborti che l’hanno allontanata dal marito, decide di seguire le tracce del destino e si reca in India, la terra natia dei genitori. Qui incontra Ravi, un intoccabile che ha fatto da domestico a sua nonna Amisha, la coprotagonista di questo romanzo meraviglioso.

Essere donne in India, soprattutto negli anni della colonizzazione britannica, era una sciagura. Il destino era già deciso: a una certa età la ragazza lasciava la casa dei genitori che stipulavano una sorta di contratto matrimoniale con la famiglia dello sposo che era per la ‘malcapitata’ uno sconosciuto. Si dava una dote in cambio della sposa che era destinata alla cura della casa e della prole. Più la dote era cospicua più il promesso sposo era benestante. Un baratto, dunque.

Questo fu anche il destino di Amisha che ebbe la colpa di pensare con la sua testa. Raccontava storie Amisha e le sapeva riportare su carta.

Ma non voglio anticiparvi nulla… nel frattempo posso solo suggerirvi di leggere questo romanzo meraviglioso che con le sue oltre quattrocento pagine riesce a farti sentire le sensazioni che provano i personaggi aprendo quella ferita che probabilmente molte donne, Occidentali e non, portano dentro di sé, cioè quell’amara e atavica sensazione che qualcosa o qualcuno possa impedirci di realizzare i nostri desideri più intimi.

La cacciatrice di storie perdute è un romanzo che tutte le donne dovrebbero leggere per conoscere e conoscersi, dato che insegna quanto potente siano l’amore e il coraggio di mantenersi fedeli ai propri valori.

Se ti è piaciuta la recensione segui Maria Ianniciello sul suo canale Youtube Marica Movie and Books e su Instagram @maricamovieandbooks.

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Ho una laurea in Lettere e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline, curo dal 2008 il portale www.culturaeculture.it, da me fondato. In Cultura & Culture dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per questo lavoro (il giornalismo intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione. Oggi mi dedico come giornalista ai libri e al cinema in Cultura & Culture e sul mio canale YouTube (Marica Movie and Books). Curo la rubrica Bimbi al cinema sul blog Ricomincio da quattro di Adriana Fusè.

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