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La verità sul caso Harry Quebert: recensione della serie tv

La verità sul caso Harry Quebert, recensione e trama della serie tv in onda su Canale 5 – La Letteratura, che si tinge di giallo, è tale se ha come ingrediente principale quella giusta dose di mistero che incolla il lettore al libro pagina dopo pagina.

La verità sul caso Harry Quebert

Se poi il coprotagonista è uno scrittore rinomato che si innamora di una ragazza bella ma acerba nella sua semplicità, allora il gioco è fatto.

Complice un stile narrativo accattivante e un omicidio irrisolto, quel romanzo non potrà che essere un successo. Dalle pagine di un libro al piccolo o grande schermo il passaggio è breve perché una storia del genere, trasformata in immagini, non può far altro che presa. Questo è quello che è accaduto a ‘La verità sul caso Harry Quebert’.

Nati dalla penna di Joël Dicker, i personaggi di questa avvincente serie tv sono passati dalle reti di Sky a quelle di Mediaset approdando in prima serata su Canale 5. E devo dire che la notizia mi ha fatto piacere, perché la serie televisiva è un prodotto valido e merita di essere visto in chiaro.

La trama è accattivante, il finale disarmante, tutti gli episodi sono ricchi di pathos. La serie è come un labirinto, ci si perde se non si scorge quel filo d’Arianna che lega tutte le puntate.  

Harry Quebert (Patrick Dempsey) è uno scrittore di fama mondiale, oltre che docente universitario. Harry passa il testimone all’ex allievo Marcus Goldman (Ben Schnetzer), il quale indaga sull’omicidio di Nola Kellergan (Kristine Froseth), avvenuto oltre trenta anni prima e per il quale è accusato lo stesso Quebert che rischia l’ergastolo.

Ne  ‘La verità sul caso Harry Quebert’ i personaggi sono in bilico tra il desiderio di naturalezza e l’incapacità di essere loro stessi fino in fondo.

La verità sul caso Harry Quebert

Non solo mistero ma anche menzogna e doppiogiochismo in una serie che ti sorprende e ti induce a ricercare il colpevole in una parola pronunciata, in un gioco di sguardi, in un volto contratto, in un’andatura ricurva ma la ricerca potrebbe non essere fattiva se ci si lascia ingannare dai pregiudizi.

Il contesto è di cartapesta e la tendenza dei Media a condannare l’imputato prima ancora che lo faccia la Giustizia si intravede tra le righe. Però non è l’asse portante. C’è molto altro in questo prodotto televisivo.

Fra Il nome della rosa e Sette anni in Tibet (i due film famosi del regista Jean-Jacques Annaud) c’è ‘La verità sul caso Harry Quebert’, perché il primo fa leva sul mistero, mentre il secondo sull’introspezione. La serie televisiva è un po’ la sintesi dei due.

I primi episodi sono andati in onda su Canale 5 lunedì 2 settembre 2019. Gli altri questa sera, martedì 3 settembre. E poi ogni martedì e mercoledì in prima serata, sempre in due puntate. Gli episodi in tutto sono dieci. Non posso dirvi altro per non rovinarvi il gusto della sorpresa. Da non perdere.

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Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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