Gravidanza consapevole: tutto sul libro di Bianca Buchal

La gravidanza non è una malattia, è una condizione fisiologica attraverso la quale la donna può esprimere tutta la propria creatività ma è anche una responsabilità perché crescere un figlio vuol dire mettere le basi per un mondo migliore. Bianca Buchal si è dedicata per quasi tutta la vita alla natalità promuovendo una serie di iniziative. Qui trovi la recensione del testo che è consigliato per le future mamme.

La gravidanza non è una malattia, è una condizione fisiologica attraverso la quale la donna può esprimere tutta la propria creatività ma è anche una responsabilità perché crescere un figlio vuol dire mettere le basi per un mondo migliore. Bianca Buchal si è dedicata per quasi tutta la vita alla natalità promuovendo una serie di iniziative. Il suo libro, Gravidanza Consapevole (Uno editori), è adatto alle future mamme che vorrebbero affrontare questo particolare momento della loro esistenza nel modo più naturale possibile.

Gravidanza consapevole

Purtroppo si è affidato al personale medico un evento, che non ha in sé nulla di patologico rendendo anonimo il parto e artificiosa la gravidanza. Il neonato, fino a pochi anni fa, veniva tolto, dopo il parto, dalle braccia della mamma (che secondo i medici aveva bisogno di riposo) con ripercussioni negative non solo per il piccolo ma anche per la madre che si sentiva così privata del suo ruolo. L’importanza di una comunicazione efficace tra la donna e il feto, la necessità di allattare il bambino e di prendersene cura in modo totale ed esclusivo: questi i capisaldi del libro di Bianca Buchal. Un volume intenso ma breve, ricco di spunti di riflessione e di consigli ma con un limite: l’autrice non tiene conto del fatto che la donna oggi non è solo madre bensì è anche lavoratrice. Dopo sei mesi di maternità in genere si torna a lavoro; presupposto, secondo me essenziale, per una vita attiva se si tiene conto anche delle emozioni contrastanti che la donna prova. Magari vorrebbe rimanere con il suo bambino, però il distacco è comunque fondamentale, così come facevano le mamme contadine che andavano nei campi a lavorare.

Le donne hanno sempre lavorato fuori dalle pareti domestiche e non c’è nulla di male in questo, poiché essere madre non significa dover rinunciare ad altri lati di sé che possono convivere armonicamente se si riesce a dare loro spazio quando richiesto. Rivedere poi il sistema – troppo centrato sul profitto – è sicuramente prioritario perché il lavoro di cura è vitale per creare una società più giusta e più equa.  Per il resto vi consiglio di leggere il libro Gravidanza consapevole di Bianca Buchal perché troverete molti spunti per vivere questa fase nel modo più sereno possibile.

Maria Ianniciello
Maria Ianniciello

Giornalista. Divulgatrice culturale. Insegnante Avanzata di Mindfulness AMPT. Dottore Magistrale in Lettere dal 2005 (si è laureata con il massimo dei voti all'Università di Roma Tor Vergata), è giornalista pubblicista da un ventennio. Maria Ianniciello ha collaborato con testate della Campania e ha diretto dal 2010 al 2012, il free press XD Magazine. Nel 2008 ha fondato il portale culturaeculture.it, uno dei primi web-magazine indipendenti della Campania e una delle realtà più longeve In Italia della seconda ondata della blogosfera. Da gennaio 2024 sta proponendo in Campania esperienze culturali con sguardo Mindful nell'ambito del progetto Risveglia la tua essenza: conduce passeggiate, laboratori, percorsi di poesia e Mindfulness e tanto altro. Scrive la newsletter "Risveglia la tua essenza" che partendo dal territorio ha un respiro nazionale.

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