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A ROMA LA MOSTRA DI TIZIANO

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Tiziano Vecellio, Flora, 1517 ca. - Firenze, Galleria degli Uffizi © Ministero per le attività e i beni culturali
Tiziano Vecellio, Flora, – Firenze, Galleria degli Uffizi © Ministero per le attività e i beni culturali

Il Concerto e la Bella di Palazzo Pitti, la Flora degli Uffizi, la Pala Gozzi di Ancona, il Ritratto di Paolo III senza camauro e la Danae di Capodimonte, l’Uomo con il guanto del Louvre, il Carlo V con il cane e l’Autoritratto del Prado o lo Scorticamento di Marsia di Kromeriz sono solo alcune delle opere più conosciute di Tiziano che saranno esposte alle Scuderie del Quirinale. Con una mostra antologica che raccoglie 40 opere del Vecellino, Roma celebra il trionfo della pittura veneta e il ruolo cardine che essa ha avuto nel rinnovamento della cultura italiana ed europea. L’attesa esposizione, annunciata lo scorso dicembre, si inaugura domani, 5 marzo 2013, e sarà aperta al pubblico fino al 16 giugno.

Venezia celebrò Tiziano in una fondamentale retrospettiva a Cà Pesaro nel 1935, impressa nella memoria delle mostre esemplari, e nel 1990 a Palazzo Ducale. Trascorsi più di vent’anni dall’ultima monografica, e dopo esposizioni che hanno indagato le diverse fasi della carriera del pittore, le Scuderie del Quirinale rendono omaggio a uno dei massimi interpreti del Cinquecento europeo con una mostra che ne evidenzia l’intero arco d’attività e che chiude idealmente il percorso sulla pittura veneta, che ha visto protagonisti Tintoretto, Antonello da Messina, Giovanni Bellini e Lorenzo Lotto.

Tiziano Vecellio, Danae e la pioggia di monete d'oro, Napoli, Museo di Capodimonte © Fototeca della Soprintendenza speciale per il PSAE e per il Polo Museale della città di Napoli
Tiziano Vecellio, Danae e la pioggia di monete d’oro, Napoli, Museo di Capodimonte © Fototeca della Soprintendenza speciale per il PSAE e per il Polo Museale della città di Napoli

Le opere esposte ripercorrono i tratti salienti dell’inarrestabile ascesa del pittore italiano: dagli esordi veneziani in seno alle botteghe di Giovanni Bellini e Giorgione all’autonomia acquisita con le grandi tele per i dogi, gli Este e i Della Rovere fino ad arrivare alle committenze imperiali di Carlo V e poi del figlio Filippo II. Decennio per decennio, l’intera carriera sarà rappresentata sottolineando il magistrale senso del colore e l’evoluzione di una pennellata capace di travalicare i limiti dell’immaginario pittorico.

Mediante confronti iconografici – tra i molti, emblematico, quello tra la Crocifissione della chiesa dei domenicani di Ancona, il Crocifisso dell’Escorial di Madrid e il frammento di Crocifissione oggi alla Pinacoteca Nazionale di Bologna – si potrà percepire direttamente la novità d’impostazione e la grammatica compositiva del Maestro, in un’esposizione attenta a narrarne non solo la fondamentale dimensione di pittore religioso, ma anche la complessa attività di ritrattista della nobiltà del tempo.

Ad accompagnare il percorso espositivo, gli esiti dell’ampia campagna di analisi scientifiche che ha interessato gran parte della produzione dell’artista. Compiute dal Centro di Ateneo di Arti Visive dell’Università degli Studi di Bergamo, le indagini hanno offerto risultati di assoluto rilievo per riuscire a definire i rapporti tra opere autografe e opere di bottega e per documentare compiutamente l’evoluzione tecnica di Tiziano, a partire dagli anni della sua formazione.

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