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Opinioni

FIAT, IL VERTICE DI PALAZZO CHIGI? OPPIO PER GLI AMMALATI

L’Italia sta pagando a caro prezzo anni di sperperi e di parassitismo. Fiat ne è un esempio. La casa automobilista torinese e tutti i suoi indotti sono stati un ufficio di collocamento, senza se e senza ma. Fiat era un affare che andava bene a tutti, politici compresi. Per gli operai, senza generalizzare, che entravano in Fiat, quell’occupazione era per la vita, un posto sicuro dove il merito aveva poco, pochissimo, valore.

Oggi ci si lamenta che il vertice di Palazzo Chigi non ha risolto la situazione. Ma come dare torto al Lingotto che per anni ha dato da mangiare agli affamati, i quali (non tutti s’intende) si mostravano anche ingrati e privi di riconoscenza? Tanto per fare un esempio: ho visto operai della Fiat acquistare auto di altri gruppi. E poi parliamo e scriviamo di crisi? Perché non ci facciamo tutti un esame di coscienza? La Fiat si è stancata di dare. E’ vero che ha ricevuto molto dallo Stato, ma è anche evidente, e questo nessuno può negarlo, che l’industria italiana si regge sulla Fiat, oltre la quale c’è quasi il nulla…

Qualsiasi imprenditore, che vive in una nazione irresponsabile, focalizzerebbe la sua attenzione solo sull’azienda. L’Italia è un Paese dove la pagnotta quotidiana, e spesso più della pagnotta quotidiana, ha la priorità sul benessere della collettività! La soluzione purtroppo è utopistica e per realizzarla ci vorrebbero anni: bisognerebbe creare una società in cui gli imprenditori sappiano fare impresa, mettendo in prima linea il merito, e gli operai svolgano con dedizione il proprio lavoro. Fatto questo, l’Italia potrebbe uscire dalla crisi! I ddl, i piani, i vertici? Soluzioni momentanee che sono come oppio per gli ammalati terminali…

Maria Ianniciello

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Mi occupo di critica cinematografica, libri ed emancipazione femminile. Ho una laurea in Lettere (vecchio ordinamento), conseguita con il massimo dei voti nei tempi, e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline (ho diretto anche un magazine locale per due anni circa), curo dal 2008 www.culturaeculture.it, da me fondato. In culturaeculture.it dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per il mio lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità in tutte le sue sfaccettature. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione e formazione. Amo studiare e formarmi. Ah! Dimenticavo! Ho scritto un romanzo quando avevo sedici anni che ho pubblicato nel 2010.

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