Venezia a Napoli: Via Castellana Bandiera

OLYMPUS DIGITAL CAMERACon l’inaugurazione della rassegna cinematografica “Venezia a Napoli – Il cinema esteso” una selezione di film, scelti tra le opere presentate durante la 70ª edizione della Mostra internazionale del Cinema di Venezia,  sarà proposta, in 7 sale del capoluogo campano (Astra, Filangieri, Pierrot, La Perla, Modernissimo, Auditorium TAN Piscinola, Vittoria), fornendo, così, agli autori un concreto sostegno nella diffusione delle loro opere. La prima giornata dei lavori ha visto la proiezione del film “Le mani sulla città” di Francesco Rosi, il quale ha anche presenziato ad un incontro con gli studenti durante il pomeriggio, la presentazione del film “Estern Boys” di Robin Campillo e del lavoro cinematografico di Daniele Gaglianone intitolato “La mia classe”. Alle 18.30, al Blu di Prussia di Via Filangieri, a Napoli, c’è stata, invece,la consegna ufficiale del “Premio Lina Mangiacapre”(ex PremioElvira Notari). La giuria,  composta da Valerio Caprara, Titta Fiore, Simone Manceau, Franco Mariotti, ha assegnato il riconoscimento al film “Via Castellana Bandiera” della regista teatrale Emma Dante “per aver messo in scena la sfida personale di due donne che, per il loro atteggiamento ribelle e imprevedibile,diventano espressione collettiva di rifiuto della violenza,della sopraffazione e della sofferenza che il potere patriarcale produce”. Assegnate anche due menzioni speciali al film“Traitors” di Sean Gullette e al documentario “Ukraina Ne Bordel” di Kitty Green, incentrato sul movimento femminista più noto del momento: quello delle Femen. A ritirare la consegna del premio Mangiacapre, una scultura di Niobe, realizzata dall’artista Teresa Mangiacapre, la produttrice di “Via Castellana bandiera” Marta Donzelli: « Il tema dell’identità femminile è sicuramente un tema che Emma sente molto suo. Questo film è stato un lavoro collettivo di un gruppo che ha lavorato per 3 anni su un progetto che ci sta dando molte soddisfazioni perché lascia qualcosa a chi lo guarda e, a noi produttori, questo tipo di riscontro regala il senso di ciò che facciamo». In effetti Via Castellana Bandiera è un film che non somiglia a nessuno, così come ribadito dal critico cinematografico Valerio Caprara, «Emma Dante lascia che i contenuti emergano attraverso lo stile, senza freddezza alcuna». In effetti l’originalità di questo lavoro sta nel proporre l’essenza conflittuale anche nelle inquadrature delle protagoniste. Il popolo è rappresentato in tutta la sua semplicità e  senza manicheismi, lo spettatore è libero di farsi un’idea sua di cosa sarebbe o non sarebbe giusto fare.

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© la Biennale di Venezia – Foto ASAC

 “Via Castellana bandiera”, lo sappiamo, tratta di un duello, soprattutto visivo ma non solo. Samira (Elena Cotta, vincitrice della Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile) è un’anziana donna che ha perso tutti i suoi affetti e che si scontra con la cocciutaggine di Rosa (Emma Dante), ed è guerra. Attorno alle auto delle due protagoniste c’è tutto un microcosmo: la numerosissima famiglia Calafiore, imparentata con Samira e Clara (Alba Rohwacher), la compagna di Rosa che, più insofferente che mai, non comprende i conflitti irrisolti della sua partner. Una torrida domenica pomeriggio qualsiasi in quel di Palermo diventa, allora, teatro di una scena da moderno far west. Il fatto più esilarante è che lo spazio per passare ci sarebbe ma lo scontro, muso contro muso, è voluto, cercato, vissuto attimo per attimo. Per Rosa il duello rappresenta l’uscita forzata da uno stand by esistenziale per Samira è l’occasione per farla finita, per smettere di trascinarsi in una vecchiaia fatta di infinito dolore.

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© la Biennale di Venezia – Foto ASAC

I contorni di quella che è tutti gli effetti una tragedia, si fanno sempre più grotteschi, minuto dopo minuto, battuta dopo battuta eppure la surrealità della vicenda è raccontata attraverso toni e linguaggi assolutamente realistici, quasi come se si trattasse di un documentario. Dal pomeriggio si passa alla sera, alla cena, al giro di scommesse clandestino, alla notte in cui, Samira abbandonata a sé stessa, chiude ogni collegamento con la vita, morendo. All’alba la svolta: tutto il quartiere rompe l’immobilità spostando, letteralmente, ciascuno degli abitanti fuori dalla strada  per rincorrere la macchina di Samira che, intanto, finisce in un precipizio. Ad accompagnare la ridicola corsa dei paesani la bellissima “Cumu è sula la strata” dei fratelli Mancuso che si è aggiudicata, tra l’altro, il premio Soundtrack stars a Venezia.

Via Castellana Bandiera è la via in cui viviamo tutti noi, dove, per mere e spesso ridicole questioni di principio, comunicare diventa impossibile.

 Raffaella Sbrescia

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