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Recensione – Una doppia verità

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Recensione  – Un film come Una doppia verità crea una sensazione di mistero che, mescolato al pathos, rende una semplice serata, magari infrasettimanale, molto piacevole. I misteri dopotutto piacciono sempre, come anche gli intrighi. La Letteratura e il Cinema ci hanno abituati all’arte della menzogna, messa in atto tramite una forma mentis machiavellica, secondo la quale è il fine che giustifica i mezzi usati.

Una doppia verità recensione

Una doppia verità si apre con la voce narrante di Keanu Reeves che ancora una volta veste i panni di un legale proprio come nel film L’avvocato del diavolo. L’attore sa essere estremamente convincente nel ruolo di Richard Ramsay. Portamento sicuro, sguardo fiero e dialettica encomiabile rendono questo personaggio molto accattivante, eppure c’è una lieve sbavatura che ci incuriosisce mettendoci un po’ in allerta. Ramsay non è così sicuro come ci vuol far credere: prima dell’udienza vomita. Il protagonista deve difendere un adolescente accusato di parricidio. Il movente pare sia tutto racchiuso nei continui abusi che la madre dell’imputato ha subito dalla vittima. La donna ha il volto di Renée Zellweger, che – visibilmente dimagrita  – interpreta una persona apparentemente fragile ed insicura, lontana dalla bizzarra e simpatica Bridget Jones.

Una doppia verità

 

La menzogna, dunque, fa da padrona in Una doppia verità e ce ne accorgiamo subito, sebbene il finale sia alquanto imprevedibile. Si tratta di un ottimo thriller, dallo stile classico e dal contenuto deciso, che strizza l’occhio a pellicole quali Schegge di Paura ma ne prende le distanze per alcuni dettagli inediti che non possiamo svelarvi. Ben costruito è il personaggio di Gabriel Basso che sa essere credibile e incisivo nei suoi tanti momenti di mutismo. Alcuni difetti non mancano ma la pellicola ci convince perché il ritmo è serrato e alcuni personaggi – che sono solo abbozzati – sembrano essere gestiti da un ignobile burattinaio. Diretto da Courtney Hunt, Una doppia verità si annovera uno dei migliori film di questo inizio estate 2017.

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Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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