The program: trailer, recensione e trama del film

The program, recensione e trama

the-program-trailer-recensione-tramaProprio in contemporanea nei cinema italiani, sono usciti due film diversi per la materia trattata ma simili per struttura e stile. Mi riferisco a Black Mass con Johnny Depp e a The Program con Ben Foster. Basate su vicende realmente accadute, queste due pellicole mettono al centro del campo d’azione la psicologia di due uomini tanto diversi per carattere quanto simili per la loro smania di potere. Entrambi spinti ad agire e condizionati in negativo da vicende tragiche, Jimmy Burger e Lance Armostrong sono prigionieri della loro stessa sofferenza ma il parallelismo tra i due lungometraggi e tra le due personalità finisce qui. The Program è il resoconto dettagliato, giornalistico, di ciò che accadde nel mondo del ciclismo tra il finire degli anni Novanta e gli inizi del Duemila, quando si ergeva sugli altri atleti un solo nome; era quello di un americano del Texas. Lance Armstrong vinse sette Tour de France, che gli furono però tutti revocati con l’accusa di doping. Utilizzando il ritmo del documentario, il regista Stephen Fears ci fa capire, sin dalla scena di apertura, che non gli interessa esaminare l’uomo quanto lo sportivo e tutto ciò che lo spinse a doparsi, creando un vero e proprio programma di doping con l’aiuto di un medico italiano. La vita privata del ciclista è secondaria e, se trapela qualche aspetto della sfera personale di Armstrong, è solo per contestualizzare ciò che avvenne, per raccontare i fatti, per seguire le vicende pubbliche di un uomo che, spingendosi oltre i limiti consentiti, era ossessionato dall’idea di sconfiggere il cancro, la malattia che lo rese vulnerabile e inerte come si vede in alcune sequenze. Armstrong voleva continuare a vincere per devolvere i suoi soldi alla ricerca e non perché era motivato dalla passione o dal talento (almeno questo è quel che si evince dal film). Dagli occhi glaciali e dal volto distaccato e menzognero di Armstrong trapela una sconcertante forma mentis: il fine – se è nobile – giustifica i mezzi illeciti utilizzati. Basato sul libro di David Walsh, che all’epoca seguì la vicenda per il giornale sportivo per cui lavorava (è interpretato da Chris O’Dowd), The program è un film che appassiona e incuriosisce, riaprendo una parentesi su uno sport che è stato condizionato da dinamiche interne, spesso oscure. Che Armstrong sia stato il capro espiatorio di un sistema totalmente marcio, si percepisce tra le righe, ma non è palese perché questa tesi non è dimostrabile. Stephen Fears segue la stessa struttura filmica di Philomena, girando così una pellicola intelligente e riuscita, anche se meno coinvolgente e senza (per ovvi motivi) la piacevole vena comica del lungometraggio con Judi Dench, che attenuava il lato drammatico di una storia intensa. Voto: [usr 3.5]

The program, trailer

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Maria Ianniciello

Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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