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Natura

L’acqua è una risorsa preziosa. Amarla è un obbligo: ecco perché

L’acqua è la risorsa più preziosa del nostro pianeta perché senza di essa nessuna forma vivente esisterebbe sulla Terra. Questo elemento sembra essere presente, qua e là, in tutto l’Universo, tanto che la Scienza ipotizza che a portarlo siano state proprio le Comete. L’acqua, dunque, sarebbe arrivata dal ‘cielo’. Eppure continuiamo a sprecarla utilizzandola in modo improprio.

L’acqua e l’emergenza idrica

Il 23 giugno scorso è giunto in redazione un comunicato di Legambiente, nel quale si legge di emergenza idrica in Campania (e non solo). Le cause? La siccità e l’inadeguato sistema idrico che fa acqua da tutte le parti. A questo si aggiungono l’elevato consumo e la mancata messa in pratica del riutilizzo delle acque reflue depurate.

L’Istat comunica che ogni italiano consuma 245 litri di acqua potabile ogni giorno; inoltre gli acquedotti hanno una dispersione del 40 per cento. Insomma il prezioso elemento, pur essendo una risorsa di tutta l’umanità, scarseggia per una serie di fattori. In Africa il problema si acuisce con grandi ripercussioni sulla vita di molte popolazioni che, per approvvigionarsi, devono percorrere molti chilometri a piedi. Questa mansione viene svolta dalle donne in maniera encomiabile ma è giusto?

In Occidente la paghiamo a caro prezzo e la sprechiamo, salvo poi renderci conto della sua indispensabilità quando gli enti locali, che gestiscono gli acquedotti, ce la tolgono! Tutta questa premessa per dirvi che l’acqua va tutelata, sempre, e non sono d’estate come facevano popolazioni, ritenute tribali, ma sicuramente più sagge di noi.

L'acqua risorsa

L’acqua e il popolo dei Selknam

Ogni essere umano si sviluppa nel liquido amniotico. L’acqua, per le antiche tradizioni matriarcali, era il simbolo del femminile. Era inoltre sinonimo di rinascita spirituale, perché era in grado di purificare il corpo e l’anima dell’Uomo, come dimostra l’antica cerimonia del Battesimo, le cui tracce si perdono nella notte dei tempi. L’acqua ha avuto sempre un ruolo di primo piano in tutte le culture. Pensate alla Genesi, dove Dio divise la Terra dalle Acque. Pensate all’Odissea. Omero definisce Oceano (il dio delle acque) “Origine del Tutto”. Le civiltà, poi, sono nate presso i fiumi: gli Egiziani sul Nilo; i Romani lungo il Tevere e così via…

Nello splendido documentario La Memoria dell’acqua il regista Patricio Guzmán, con la sua macchina da presa, compie un sensazionale viaggio conducendo lo spettatore in Cile. Il Paese sudamericano è bagnato longitudinalmente dal Pacifico. A Sud, prima dell’invasione dei colonizzatori, c’erano i Selknam, un popolo che aveva consacrato se stesso all’acqua e al rispetto delle leggi naturali. Questa popolazione fu quasi del tutto decimata e oggi sono pochi i superstiti.

Il Pacifico, inoltre, fu l’unico testimone, molti anni dopo, delle atrocità della dittatura militare che mise in ginocchio il Paese addolorando le madri cilene, che videro scomparire i loro figli nel nulla. Se l’acqua dovesse avere una memoria, il sangue dei cileni scomparsi e dei Selknam urlerebbe vendetta attraverso la voce dell’oceano…

L'acqua

La ‘Memoria’ dell’acqua tra psiche e soma: la Psycho Water Therapy

L’acqua unisce ciò che normalmente non può essere unito (tramite le vie di navigazione), disseta e ammorbidisce la mente perché ci dona flessibilità, morbidezza, armonia, pace. Essa rappresenta, quindi, il ponte tra corpo, mente e spirito e li collega attraverso un processo che conduce al Ben-Essere dell’individuo[1].

L'acqua

L’acqua risveglia la memoria e riaccende i ricordi sopiti. Ci sono diverse tecniche che ci permettono di ritrovare serenità grazie all’acqua. Tra queste figura la Psycho Water Therapy. Si tratta nello specifico di una terapia dall’approccio moderno, olistico, maieutico ed energetico [2] che si pone come obiettivo di riportare l’individuo – attraverso un processo di consapevolezza – a rivedere le proprie emozioni e i propri bisogni, ristabilendo un nuovo equilibrio, sicuramente più armonico, e liberandolo dagli squilibri emotivi. Con una serie di esercizi, molti dei quali in acqua, si ottengono particolari benefici ritrovando uno stato di benessere psicofisico. C’è dunque tutta una simbologia nell’acqua, la quale rappresenta l’inconscio, sia esso collettivo, sia individuale, e ci riconduce al momento del parto, in acque calme o agitate…

 

[1] Riza Scienze, giugno 2004, numero 193, pag. 15

[2] Riza Scienze, giugno 2004, numero 193, pag. 24

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Mi occupo di critica cinematografica, libri ed emancipazione femminile. Ho una laurea in Lettere (vecchio ordinamento), conseguita con il massimo dei voti nei tempi, e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline (ho diretto anche un magazine locale per due anni circa), curo dal 2008 www.culturaeculture.it, da me fondato. In culturaeculture.it dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per il mio lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità in tutte le sue sfaccettature. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione e formazione. Amo studiare e formarmi. Ah! Dimenticavo! Ho scritto un romanzo quando avevo sedici anni che ho pubblicato nel 2010.

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