Evasioni

Il Terrone che non ci sta. Rubrica a cura di Nunziante Minichiello (ogni giovedì). L’appuntamento con Nunziante Minichiello ritorna il 22 agosto 2013. 

 

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Si evadono tasse, responsabilità e doveri e si evade dall’Italia, soprattutto verso la non sempre amata Germania, che attira e valorizza braccia e menti, che non mancano neanche nella godereccia e festaiola Italia, quasi tutta presa da moda, lusso, lussuria, sesso, distrazioni, divertimenti e voglia di sbalordire: esistenza affidata alla buona sorte. Per definizione paese civile e repubblica fondata sul lavoro è l’Italia, che, per dimostrarlo non ha bisogno di palazzi, a cominciare dal vetusto Campidoglio, vieto per i tempi moderni; di industria cantieristica, meccanica, chimica, elettrica ed elettronica, di IRI, di scuola, di ricerca ed insomma di quanto è chiaramente riportato nella Costituzione e ricordato dalla storia, la quale, da quando il piacere è diventato l’essenza della vita italica, ha cambiato contenuto e tono.

Chi ama godere non vuole problemi e non sa di articolo 2 ed altri della Carta, ma, se impotente, si arrangia e la fa pure finita. Libertà di elemosinare, oltre quella di manifestare e protestare anche senza risultato, fa scordare diritto equo, che provveda a tutti quanti.

Operazione, prima culturale e poi politica, sempre in nome di libertà, di democrazia, di diritti umani e di Costituzione e con l’ausilio di potere di propaganda, fa dare per naturali disagi, per cui in vacanza non ci va chi non c’è mai veramente andato e, con l’aria che tira, non ci andrà mai. In fondo si tratta di una minoranza, anche se a due cifre percentuali, della popolazione, che tutta quanta non vuole grattacapi, controlli e regole, perché d’istinto sa spesso ben vivere pure in un mare di degrado, di ignoranza e di bisogno, dove prosperano malaffare, corruzione ed illegalità, che consentono a molti di fare fortuna ed avere successo, anche a spese di tanti che sgobbano e di altri che soffrono.

Si è creata convivenza di campa e lascia campare con le illegalità, che, però, quando gli equilibri saltano, diventano violente e cruente.

I governi sono fatti da persone, che, per essere elette, rielette e consolidate, hanno bisogno di voti, per cui promettono sempre e mantengono quanto basta per non perdere terreno; popoli non sanno di essere sovrani, non sanno essere sovrani e non si preoccupano di essere sovrani, ma vogliono soldi, che prima o poi arriveranno: dal palatino alla suburra si sa che la crisi si risolve da sola, per cui non si cercano spiegazioni e nessuno dice chiaramente e con conti alla mano come stanno le cose.

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