Diari,  Il terrone che non ci sta

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Valori naturali emergeranno da egoismi e viltà. Astuzie, che farebbero arrossire l’Ulisse omerico, spacciate per nuovo, divertente e conveniente, evidenziano con chiarezza i fini di atti e di discorsi, colmi di libertà e democrazia: riaffermare, impegnando ipocrisia e distribuendo danaro e privilegi, signorie, già conquistate con la forza. Qualcuno prudentemente accennò a percorsi virtuosi, ma non andò oltre, essendo pericoloso toccare interessi, che il servizio alle dipendenze del potere aveva resi audaci e portati in evidenza, assetati di comando diretto.

I nuovi soggetti commisero, pure loro, cresciuti nell’ombra, l’errore di prendere confidenza, oltre il consentito dalla prudenza, col rischio.

Non naturale rischiare e portare in alto inetti, cui finire asserviti, e logico usare proprie possibilità per se stessi o per qualcuno della propria categoria od, ancor meglio, per qualcuno della propria famiglia, che all’occorrenza sarebbe a portata di voce e sinceramente disponibile. Non più condizioni di ricchezza e di potere più o meno sporchi e più o meno occulti, ma pretesa di cariche di prestigio e ben pagate, da primo posto e da prima pagina. Vecchi tromboni non azzarderebbero commenti, per non essere presi per un orecchio ed essere ridotti all’obbedienza.

Vita e concezione di vita nello scontro fisico danno vittoria a chi è nato e cresciuto nella violenza ed a chi nota quotidianamente che non serve istruzione diretta, essendo un titolo comunque raggiungibile quasi sempre con danaro e con buone azioni, quali aiuti in concorsi ed in carriera, e pure conoscenze ed esperienze a pagamento.

Uomini d’arme non si nasce, ma si diventa, vincendo e spogliando nemici, come racconta la storia di ogni tempo: vince il coraggio e la forza e perde la paura e la fiacchezza; si aggiornano le armi, passando da strumenti di morte a mezzi di convinzione, che danno migliore risultato con minore spesa e poco rumore; scontro fisico mortale si aggiorna e diventa potere finanziario e potere di propaganda di asservimento: successo massimo si raggiunge, quando informazione diventa cassa di risonanza di poteri, dai quali ed a spese dei lettori prende sovvenzioni, e quando sudditi possono distrarsi, divertirsi, ma non pensare e tanto meno parlare di diritti.

…Fare le coscienze diventerà sempre più difficile.

Nunziante Minichiello

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Nunziante Minichiello

"Distribuisco cultura, quella che mi ritrovo, e cose che servono. La cultura è gratis; le cose che servono costano, ma a volte costano meno che altrove. Nei miei voti è la buona fortuna di tutti quanti". Questo è il motto di Nunziante Minichiello che su Cultura e Culture firma la rubrica "Il Terrone che non ci sta", riflessioni sul Mezzogiorno e sull'Italia, in generale, gli editoriali e alcuni articoli di attualità.

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