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The Walk: trailer del film, trama e recensione

the-walk-trailer-film-trama-recensioneThe Walk è un film che ti prende allo stomaco e che ti fa girare la testa fino all’ultima scena. Letteralmente! Senza la minima esagerazione. La pellicola è adatta per il 3D, considerando la mole di sequenze all’aperto e tenendo conto della materia trattata. Badate bene, però: The Walk non è un lungometraggio d’avventura o d’azione dalle note drammatiche, come Everest per esempio, perché – sebbene il finale sia da cardiopalmo – non ha il ritmo né il tragico epilogo del dramma. Piuttosto si tratta di un film ironico, sagace e dal sottostrato comico. Basato su una storia realmente accaduta, questo film biografico, con spirito giocoso, ci insinua tra i cunicoli di una disciplina affascinante di origine circense. Ed è proprio il circo la prima e importante palestra del protagonista, Philippe Petit, che paradossalmente non si esibirà mai in quell’ambiente, perché lui, il funambolo per antonomasia, scelse la strada e in particolare le due Torri Gemelle dopo aver montato la sua “corda” sulla cattedrale di Notre Dame mentre i parigini, tra il sorpreso e l’estasiato, lo guardavano passeggiare con disinvoltura su quel filo sottile che divide la vita dalla morte, sfidata da Petit. Nel mezzo c’è lei: la paura; uno stato della mente che ci rende vulnerabili, incapaci di osare, di tentare, timorosi più della nostra luce che del buio più profondo. Spinto dalla motivazione e sicuramente dal padre, che lo riteneva un nullafacente, compatito e coccolato dalla madre, che nel film vediamo pochissimo (tranne che nella scena in cui il giovanotto dalle molte ambizioni lascia la casa natia), Philippe si pose un obiettivo impossibile e assurdo: attraversare con la corda lo spazio che divideva le Twin Towers, all’epoca in fase di costruzione, ma per farlo aveva bisogno di complici che incontrò strada facendo. La macchina da presa di Robert Zemeckis ci trascina nella New York acerba, dei primi anni Settanta, sulle tracce di una grande impresa, narrata da Philippe Petit nel suo libro autobiografico. Vediamo l’idea nascere nella mente del protagonista e prendere forma, a poco a poco, fino all’ultimo passo, quello più importante; eppure ciò che ho apprezzato non è tanto la scena finale, che ha certamente dell’incredibile, quanto la fase di preparazione che poi ha condotto il gruppo e Petit al traguardo. The Walk ci restituisce la magia della Grande Mela, quando le due torri erano appena state costruite e dovevano essere inaugurate, facendo sognare chi purtroppo ha visto al posto dei giganti di ferro solo un cratere immenso e tanta desolazione. Un altro mondo. Un’altra epoca. La pellicola – che ricorda tra le righe film come Houdini – L’ultimo mago (2007) – si regge tutta sul talento di un mattatore da avanspettacolo qual è Joseph Gordon-Levitt, che, dopo il divertente Don Jon (2013), ci stupisce ancora e sempre in positivo. Voto: 3.5 out of 5 stars (3,5 / 5)

The Walk, trailer del film 

 

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Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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