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Sergio Sylvestre: “Big Boy” dal cuore tenero e dalla voce potente

Sergio Sylvestre, il big boy venuto dalla California, conquista l’Italia e vince la quindicesima edizione di Amici, il talent show di Maria De Filippi. L’ha fatto un passo per volta con l’umiltà di chi sa che non gioca in casa, con la semplicità di chi non vuole deludere, con i modi di un ragazzo certamente perbene ma non viziato, cresciuto sui campi di football tra stiramenti e voglia di vincere. Sergio alla musica ci è arrivato quasi per caso dopo un infortunio. Come del resto è accaduto con l’Italia, terra straniera sulla quale è approdato per trascorrere le vacanze. Si è lasciato affascinare dal Bel Paese, tanto da decidere di mettervi radici. La sua voce conquista tutti ad Amici, giuria e critica comprese. I giornalisti nel corso della Finale lo incalzano a seguito delle sue notevoli esibizioni, non usuali per il panorama musicale italiano. Qualcuno gli comunica che l’inedito, Big Boy, da cui prende il nome il suo primo album, prodotto dalla Sony, è stato fatto ascoltare anche allo stadio di San Siro, altri gli fanno notare che la sua musica è poco commerciale e che dovrà affrettarsi a imparare bene l’italiano se vuole lasciare un segno in Italia. Eppure Sergio ha già ammaliato gli italiani con le sue tonalità che spaziano dal soul al blues e al jazz, attraversando generi e sottogeneri musicali.

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In realtà, a mio modesto parere, Sergio Sylvestre è padrone della propria voce, così come del resto lo è Elodie che si aggiudica il premio della Critica e che convince tutti, compresa la sottoscritta, prima sfidando il ballerino Gabriele Esposito, che aveva battuto Lele, poi confrontandosi con il suo caro amico, Sergio, con il quale condivide l’amore per la Puglia e la grande passione per la Musica. Elodie stupisce e coinvolge; la sua voce fa accapponare la pelle, ma di fronte al talento evidente di Sergio Sylvestre anche lei si deve arrendere. E` una Finale di grande spettacolo, nel corso della quale il Talent si fa ancor più Talent dando spazio solo ai ragazzi, come aveva accennato durante la conferenza stampa del 23 maggio la stessa Maria De Filippi, che è stata pioniera in Italia. E` doveroso riconoscerglielo. Le scenografie di Giuliano Peparini toccano tutte le corde del cuore, giacché i meravigliosi quadri parlano spesso di cruda attualità.

E` bello vedere un ragazzo come Sergio Sylvestre visibilmente emozionato alzare la coppa al cielo che Maria De Filippi gli ha appena consegnato. Proprio in questo momento sto ascoltando il suo album che comprende otto tracce: dall’inedito Big Boy fino a Hello, pezzo che canta anche in Finale e che forse decreta la sua vittoria. E` un piacere ascoltare Sergio; questo ragazzo alto oltre due metri gioca con la voce come un veterano, regalando emozioni pure alla signora che guarda Amici15 da casa e che senza conoscere l’inglese si emoziona. Tempo fa una persona mi disse che non sopportava coloro che canticchiavano brani in un’altra lingua pur non comprendendone le parole. Io sorrisi. Non risposi. Dentro di me in quel preciso istante maturò l’dea – oggi è sempre più certezza – che la musica, quella vera, non conosce geografia, né divisioni linguistiche, perché parla un altro idioma che abbatte le distanze e che di conseguenza solo un animo sensibile può cogliere. Gli italiani difatti hanno colto il talento in questo ventiquattrenne americano, un big boy appunto, che si definisce nel toccante inedito (scritto da Ermal Metal) “un ragazzone dal cuore infranto lontano da casa”, quindi finge a volte di stare bene, ma la certezza che l’amore può ogni cosa riesce a infrangere la sofferenza e, perciò, si deve continuare a correre. Sergio Sylvestre ha mostrato nel corso di Amici15 una sensibilità fuori dal comune, le sue lacrime ne sono la prova. I coach J-AX e Nek hanno fatto su di lui un lavoro soprattutto psicologico, per lasciare andare insicurezze e paure. Lui li ringrazia spesso. In bocca al lupo, dunque, a Sergio Sylvestre. Le premesse ci sono. Basta dare uno sguardo alla classifica di iTunes: il suo album al momento è quarto, subito dietro di lui c’è Elodie con “Un’altra vita”. Di seguito puoi ascoltare l’album Big Boy di Sergio Sylvestre.

 

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Mi occupo di critica cinematografica, libri ed emancipazione femminile. Ho una laurea in Lettere (vecchio ordinamento), conseguita con il massimo dei voti nei tempi, e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline (ho diretto anche un magazine locale per due anni circa), curo dal 2008 www.culturaeculture.it, da me fondato. In culturaeculture.it dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per il mio lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità in tutte le sue sfaccettature. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione e formazione. Amo studiare e formarmi. Ah! Dimenticavo! Ho scritto un romanzo quando avevo sedici anni che ho pubblicato nel 2010.

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