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Self/less, trailer del film e recensione

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Fino a dove l’essere umano è disposto a spingersi per debellare la morte? Se lo chiede ancora una volta il Cinema con Self/less, film uscito nelle sale italiane il 10 settembre 2015. La macchina da presa di Tarsem Singh si muove agile in un campo già esplorato, creando un calderone che abbraccia diversi generi, dal thriller al fantascientifico, dal drammatico all’azione. Il cast di ottimi attori, come Ryan Reynolds e Ben Kingsley, entrambi convincenti nei loro ruoli, rende questo film un discreto prodotto. La pellicola affronta i temi cari alla cinematografia di ultima generazione che, stanca dello spazio, da Matrix in poi si avventura nei meandri della mente umana per interrogarsi non solo sulla morte ma anche sui meccanismi dell’inconscio ponendosi un altro interessante interrogativo: cosa si può fare per non “perdere” le menti più geniali del pianeta?

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©Alan Markfield / Gramercy Pictures

Un tempo ci si affidava ai cantastorie e alle biografie che raccontavano le gesta di uomini resi immortali, adesso con le nuove tecnologie si può ottenere molto di più; e se in Transcendence, il cervello di un illustre ricercatore (Johnny Depp) veniva “trapiantato” in un computer, in Self/less ci si spinge oltre facendo rabbrividire i cultori di bioetica: la mente di un ricco e promettente uomo d’affari non più giovane e malato di cancro in fase terminale è “trasferita” in un altro corpo. Questo film, pur non brillando troppo per inventiva, ha il merito di porre l’uomo (e non una macchina) al centro della trama. Il messaggio è chiaro: ogni individuo è unico e tutte le cellule del complesso organismo umano sono le custodi della memoria storica. Self/less, inoltre, sviluppa temi più pragmatici, come l’amore di un padre verso una figlia malata, e proprio, per l’aspetto sentimentale e drammatico (poco delineato per la verità), ricorda vagamente Sommersby, film del 1993 con Richard Gere nei panni di un fuggiasco che finge di essere un proprietario terriero (suo sosia) che ha conosciuto in prigione. Nel complesso Self/less è un film che – nonostante riesca a intrattenere lo spettatore – non mi ha convinto appieno perché la psicologia dei personaggi principali è solo abbozzata. Il risultato finale è un misto di nuove domande (forse questo si voleva ottenere?) e una leggera insoddisfazione. Si poteva fare meglio!? Voto: [usr 3]

Self/less – Trailer del film 

 

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Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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