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Regali da uno sconosciuto: trama, trailer e recensione

“Regali da uno sconosciuto – The Gift”: trama e recensione del film
Il film “Regali da uno sconosciuto – The Gift” poteva essere il frutto imperfetto di un’operazione troppo rischiosa per un neofita del lungometraggio, qual è il regista e attore australiano Joel Edgerton, e invece si è rivelato un’autentica sorpresa. Il rischio, che si correva, era quello di imitare film già visti sullo stalking come per esempio il mediocre “Il ragazzo della porta accanto” (2015) con Jennifer Lopez. Edgerton, che qui riveste anche il ruolo di attore, riesce nello straordinario intento di girare una pellicola che somiglia solo a se stessa e lo fa con brio e intelligenza, regalando allo spettatore forti momenti di pathos e paura, soprattutto nel primo tempo. All’inizio il film sembra procedere nella direzione di pellicole quali per esempio “Rivelazioni” (1994) ma se proprio vogliamo fare qualche paragone, calcando un po’ la mano, con le dovute differenze la pellicola ricorda vagamente “Le verità nascoste” (2000) o anche “A letto con il nemico” (1991) oppure il recente “L’amore bugiardo” (2015). Il titolo inglese poi richiama alla mente “The Gift” (2000) ma con questa pellicola “Regali da uno sconosciuto” ha in comune solo una verità celata che dimora nel substrato del ricordo.

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Il protagonista, Simon (Jason Bateman), è un uomo di successo che sembra ottenere tutto con estrema facilità. Con la moglie Robyn (Rebecca Hall) si trasferisce da Chicago in California; qui in un centro commerciale incontra Gordon (Joel Edgerton), un ex compagno di scuola. Costui comincia a frequentare i coniugi e a fare loro dei regali, che lascia spesso davanti al portone dell’abitazione, ma le cose prendono una piega inaspettata. La sintonia che si viene a creare tra Robyn e Gordon ci fa pensare a qualcosa di sottaciuto, non detto. Sarà solo un’impressione? “Regali da uno sconosciuto. The Gift” è un film da vedere per i suddetti motivi e soprattutto perché – oltre a creare nell’animo dello spettatore cupi stati d’inquietudine proprio come sempre dovrebbe fare un buon thriller – riflette su un tema molto attuale, che non possiamo rivelarvi per non togliervi il gusto della sorpresa. Le scene d’azione sono ridotte ai minimi termini, perché ciò che conta è portare alla luce un passato scomodo che torna a galla nonostante la volontà di seppellirlo una volta per tutte ma le azioni che danneggiano l’altro alla fine si ritorcono sempre su chi le fa e non solo su chi le subisce. Consigliato? Sì. Di seguito il trailer.

 

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Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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