Di tutto un po'

Pinocchio – Il grande musical, recensione dello spettacolo

SEGUICI SU FACEBOOK. OGNI MERCOLEDI UNA DIRETTA

©Alessandro Pinna
©Alessandro Pinna

Una bambina bionda ride a crepapelle quando sulla scena compare Pinocchio, lo storico burattino che prende vita da un pezzo di legno, mentre gli adulti presenti riassaporano le emozioni dell’infanzia. Al Teatro Carlo Gesualdo di Avellino è tutta una festa, un tripudio di applausi, che terminano con una lunga standing ovation, segno che Pinocchio – Il grande musical è piaciuto davvero. Il merito è delle dolci e sinuose melodie dei Pooh, della capacità interpretativa degli attori e soprattutto delle meravigliose scenografie che ci conducono in una dimensione fatata, dove prende forma la misera esistenza di un burattino monello (Manuel Frattini), il quale non ascolta la voce della coscienza, incarnata dal Grillo Parlante (Luigi Fiotenti), e si lascia ammaliare dalla Volpe (Giulia Marangoni) e dal Gatto (Gianluca Sticotti), animali che simboleggiano nelle favole i vizi degli esseri umani. Poi, si fa trascinare dall’amico Lucignolo (Gioacchino Inzirillo) nel Paese dei Balocchi ma non prima di aver commosso Mangiafuoco (Fabrizio Carucci) e di aver incontrato la Fata Turchina (Beatrice Baldaccini), che nella rivisitazione della Compagnia della Rancia è meno centrale rispetto alla versione del 1883, nata dalla penna di Carlo Collodi.

Nel musical mancano diversi aneddoti e scompare Mastro Ciliegio, sostituito da Angela (Claudia Belli), una donna bionda e aggraziata che si è innamorata di Geppetto (Roberto Colombo). Pinocchio – Il grande musical, tuttavia, resta fedele al testo originale e ci regala momenti di emozione che diventano più forti verso il finale. Il burattino nella pancia del pesce trova il suo amato babbo per poi trasformarsi in un bambino. Se proprio si vuol trovare un difetto a questo spettacolo, lo si vede nella presenza marginale della Fata e nell’aver lasciato tra le righe il messaggio della fiaba: l’evoluzione di un burattino che, proprio grazie alle sue disavventure, diventa umano. L’importanza della scuola, del lavoro e di valori quali l’onestà e la capacità di aiutare gli altri, anche a costo di sacrificare se stessi, qui sono marginali rispetto alla voglia di stupire l’immaginario della platea.

©Alessandro Pinna
©Alessandro Pinna

Lo spettacolo, comunque, è ben costruito e il pubblico irpino è soddisfatto della performance. Questa storia, dunque, continua ad affascinare il teatro quanto il cinema; basta ricordare l’indimenticabile Pinocchio di Walt Disney o il personaggio di Roberto Benigni o ancora Le avventure di Pinocchio di Luigi Comencini, con Gina Lollobrigida nei panni della Fata Turchina. La Compagnia della Rancia, dopo l’allestimento di Avellino, sarà in tour con Pinocchio – Il grande musical – spettacolo campione d’incassi, diretto da Saverio Marconi e Pierluigi Ronchetti – a Cosenza (24 e 25 novembre), a Legnano (28 e 29 novembre), a Verona (dal 1 al 3 dicembre), ad Assisi (8 dicembre), a Firenze (12 e 13 dicembre), a Genova (dal 17 al 20 dicembre). Per le altre date potete visitare il sito www.pinocchio.musical.it.

close

Salve, sono Maria Ianniciello. Grazie per aver letto l'articolo. Se ti è piaciuto il sito e il pezzo, iscriviti alla mia newsletter settimanale. Riceverai ogni lunedi una mail con gli articoli e i nuovi episodi del podcast, contenuti inediti, buoni sconto su libri e tanto altro!

Commenti

commenti

Salve, mi chiamo Maria Ianniciello. Cultura & Culture è un blog indipendente. Redigere articoli ed editare podcast di qualità richiede tempo e concentrazione. DONA ORA affinché io possa creare contenuti migliori. Grazie mille!

Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Ho una laurea in Lettere e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline, curo dal 2008 il portale www.culturaeculture.it, da me fondato. In Cultura & Culture dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per questo lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione.

Lascia un commento

shares