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Nonno scatenato: trailer, trama e recensione

Nonno scatenato è un film che diverte grazie soprattutto all’inconfondibile mimica facciale di Robert De Niro, sempre più a suo agio in questi ruoli. La commedia non è brilla per inventiva; si tratta per lo più di una comicità volgare, spicciola e viscerale che fa ridere il pubblico in sala. La prima sequenza si apre con il più triste degli eventi, un funerale. Proprio durante il rito funebre, si vede Jason (Zac Efron) – nipote della defunta – discutere con l’acida e insensibile fidanzata. Al centro della diatriba? Il colore della cravatta che il ragazzo dovrà indossare a una festa organizzata poco prima delle sue nozze. La morte viene così sdrammatizzata perché si mescola con le frivolezze della vita creando un’atmosfera che diventa sempre più goliardica quando compare, con un ingresso trionfale, il marito della donna scomparsa.

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Si chiama Dick (Robert De Niro) ed è il nonno scatenato che trascina il giovane sposo in Florida, precisamente a Daytona, tra feste da sballo, alcol e momenti di totale follia in stile Una notte da Leoni. Nonno scatenato, con quelle battute piccanti, senza veli o doppi sensi, è un film che regala istanti di spensieratezza, facendoci riflettere ma solo vagamente verso il finale sulla necessità di condurre un’esistenza più vera e, quindi, più in linea con i nostri bisogni.

Nonno scatenato ci riporta con la mente a un altro personaggio, sempre interpretato da Robert De Niro, meno appassionato e verace di Dick ma ugualmente fiero e deciso. Vedovo e solo, Ben Whittaker del film Lo stagista inaspettato decide di rimettersi in pista proprio come fa questo nonnetto sui generis che, per supportare il nipote nella complicata arte di vivere, si finge ciò che non è, riappropriandosi della propria identità agli occhi di suo figlio che gli rimprovera di non «aver mai fatto il padre». Diretto da Dan Mazer, questa commedia non eccelle e si tinge di banalità in molte, forse troppe, gags tuttavia mantiene alta l’attenzione della platea per merito dell’ottimo cast. Se lo hai visto e ti è piaciuto, ti consigliamo di vedere Single ma non troppo, simile per stile e genere. Di seguito il trailer.

 

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Mi occupo di critica cinematografica, libri ed emancipazione femminile. Ho una laurea in Lettere (vecchio ordinamento), conseguita con il massimo dei voti nei tempi, e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline (ho diretto anche un magazine locale per due anni circa), curo dal 2008 www.culturaeculture.it, da me fondato. In culturaeculture.it dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per il mio lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità in tutte le sue sfaccettature. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione e formazione. Amo studiare e formarmi. Ah! Dimenticavo! Ho scritto un romanzo quando avevo sedici anni che ho pubblicato nel 2010.

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