Senza categoria

Inferno: trailer del film, trama e recensione

SEGUICI SU FACEBOOK. OGNI MERCOLEDI UNA DIRETTA

Tra i numerosi film usciti nelle sale, non passa inosservato Inferno, la pellicola tratta dalla saga di Dan Brown che ha fatto molto discutere e ottenuto grande successo. In realtà Inferno è un film che si discosta dai due lungometraggi (Il codice da Vinci e Angeli e Demoni) precedenti per ritmo e incisività ma anche per la trama, troppo macchinosa, poco fluida e se vogliamo anche scontata. Il lungometraggio in realtà non mi ha convinto per un motivo sostanziale. Quando cala la palpebra già a inizio del primo tempo, in una cinefila come me, c’è qualcosa che nel film non funziona e nemmeno la vicenda del Sommo Poeta riesce ad appassionare, perché sembra essere stata messa lì, quasi a caso.

inferno-film-trailer-trama-recensione

Non me ne vogliano i cultori di Dan Brown ma Inferno non è né un thriller né un perfetto film d’azione, perché si colloca a metà strada tra questi due filoni senza abbracciare appieno nessuno dei due. La pellicola è diretta da Ron Howard, la cui macchina da presa ci conduce sin da subito in un mondo surreale, barocco, ricco di simboli e di enigmi da scoprire che rievoca un po’ le atmosfere dell’inferno dantesco. Lo spettatore segue le vicende del professor Robert Langdon, interpretato da un ottimo Tom Hanks, che riesce a conferire con la sua bravura un minimo di pathos a questo film. Il suo sguardo disorientato è anche il nostro che ci barcameniamo in una Firenze bella e seducente. Le immagini sono ben girate, il montaggio è privo di sbavature, i difetti di cui parlavo prima sono tutti nella sceneggiatura. Accanto al professor Langdon c’è ancora una donna, una dottoressa di diritto dall’occhio ambiguo e dal portamento fiero (Felicity Jones).

Inferno è un film New Age. Quasi interamente ambientato in Italia, tra Firenze e Venezia, con una tappa in Turchia, il nuovo lungometraggio basato sul libro omonimo dello scrittore americano mostra ancora quanto Dan Brown sia ossessionato dall’Arte, nella quale trova messaggi nascosti e indirizzati alla società contemporanea, e dalla Religione; anche se in Inferno di religioso c’è ben poco. A muovere l’azione è la strampalata idea di un guru (Ben Foster) di decimare la popolazione mondiale perché in sovrannumero. L’alta natalità metterebbe a rischio l’intero pianeta e, quindi, come nei miglior lungometraggi apocalittici, ci si affida a un virus che dovrebbe agire indisturbato. Il professor Langdon dovrà ricostruire quanto gli è accaduto, perché un vuoto di memoria (i flashback sono una costante anche in questo film) non gli permette di ricordarsi ciò che ha fatto nelle ultime ventiquattro ore. Nel complesso Inferno è un film mediocre, totalmente privo dell’intensità di pellicole quali per esempio World War Z, trasposizione cinematografica del romanzo di Max Brooks, o anche The Road. Di seguito il trailer di Inferno.

close

Salve, sono Maria Ianniciello. Grazie per aver letto l'articolo. Se ti è piaciuto il sito e il pezzo, iscriviti alla mia newsletter settimanale. Riceverai ogni lunedi una mail con gli articoli e i nuovi episodi del podcast, contenuti inediti, buoni sconto su libri e tanto altro!

Commenti

commenti

Salve, mi chiamo Maria Ianniciello. Cultura & Culture è un blog indipendente. Redigere articoli ed editare podcast di qualità richiede tempo e concentrazione. DONA ORA affinché io possa creare contenuti migliori. Grazie mille!

Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Ho una laurea in Lettere e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline, curo dal 2008 il portale www.culturaeculture.it, da me fondato. In Cultura & Culture dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per questo lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione.

Lascia un commento

shares