Di tutto un po'

Free State of Jones: trailer, recensione, trama del film

Guardando il film Free State of Jones, le emozioni, che si susseguono, sono disperate. Si passa dalla rabbia – sensazione viscerale provata dal protagonista per tutto il lungometraggio – all’inquietudine, da un leggero disorientamento (causato dai molti flash-forwards) all’amara consapevolezza che il destino e le scelte di un uomo, vissuto meno di un secolo prima, ricadano sulle generazioni future. E` impavido Newt Knight, così come lo era William Wallace di Braveheart (1995), così come lo era il texano Ron Woodroof in Dallas Buyers Club (2014), personaggio che fece vincere l’Oscar a Matthew McConaughey che pure in Free State of Jones mostra tutto il proprio talento. L’attore, che è molto versatile, con l’espressione seria e lo sguardo rude sul volto incavato, alza i riflettori su un uomo del Mississippi vissuto nel 1800 che durante la Guerra Civile seppe far valere le ragioni della piccola cittadina di Jones mettendosi dalla parte dei neri ed emanando quattro principi per il rispetto della dignità umana. «Se una persona cammina su due gambe, è un Uomo», disse anticipando di molto i tempi!

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Il cinema divulga, con Free State of Jones, una storia sconosciuta ma potente. Sebbene la macchina da presa di Gary Ross e la sceneggiatura piuttosto frammentaria non riescano, in tutto e per tutto, a rendere questa pellicola l’ennesimo capolavoro sulla lotta per i diritti degli afroamericani, il lungometraggio ha molti meriti, complici la performance di McConaughey e una fotografia dallo stile documentaristico ed impeccabile. La trama ruota intorno al coraggio e alla caparbietà di un disertore che seppe far fronte ai soprusi della Confederazione creando un piccolo esercito di contadini – che, per proteggere le loro fattorie dalle confische, erano disposti a tutto – e di schiavi fuggiti dalle piantagioni di cotone, i quali ormai non avevano più nulla da perdere.

Free State of Jones non è un film corale come Selma (2014), è piuttosto una pellicola ‘soggettiva’ che lascia l’amaro in bocca, facendoci comprendere sempre di più che le battaglie sono molto più lunghe di quanto si creda e che i processi per ogni genere di emancipazione sono fatti da uomini motivati da condottieri di valore. Storie incredibili, dunque! Vicende personali al centro di un film che ha molto in comune con Il colore viola (1985) o con 12 anni schiavo (2013). Pellicole che, attraverso le gesta/sofferenze di un uomo o di una donna, divulgano con le immagini i drammi di un intero popolo. E intanto aspettiamo il verdetto dell’Academy per le prossime nomination agli Oscar sia per Matthew McConaughe che per gli attori non protagonisti di questo film (Gugu Mbatha-Raw e Mahershala Ali). Di seguito il trailer di Free State of Jones.

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Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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