Don’t Look Up, una commedia brillante con un cast stellare

Don't Look Up è una commedia che fa ridere amaramente per la strenua decisione di rendere ogni eccesso, ogni sregolatezza, ogni frase di circostanza, ogni diverbio in questo film grottesco.
La cultura con sguardo mindful. Web magazine fondato nel 2008 da Maria Ianniciello
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Curato da Maria Ianniciello, questo blog di informazione culturale oggi si distingue per il suo sguardo lucido e critico, dando una visione imparziale sui film, sui documentari e sulle serie tv da vedere al Cinema, in Televisione e sulle varie piattaforme di streaming.
Tanti i titoli già recensiti, come il Re Leone, Joker e tanti altri film e serie tv che dal 2008 in poi sono usciti al Cinema, in Televisione e in streaming.
Maria Ianniciello è giornalista pubblicista dal 2007. Si occupa di Cultura dal 2008, anno in cui ha creato questo progetto.
Ti auguriamo una buona lettura e soprattutto una Buona Visione.
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Don't Look Up è una commedia che fa ridere amaramente per la strenua decisione di rendere ogni eccesso, ogni sregolatezza, ogni frase di circostanza, ogni diverbio in questo film grottesco.

Sergio Rubini nelle vesti di regista stupisce e convince con il suo nuovo film ‘I fratelli De Filippo’. Stupisce per la veridicità dell’immagini. Convince per il classicismo con cui racconta una storia molto affascinante.

Michele Rech, in arte Zerocalcare, ha creato un prodotto geniale (è su Netflix) che racconta un’epoca e un’intera generazione senza finire nella trappola della retrotopia. La serie, che è suddivisa in sei episodi da circa quindici minuti ciascuno, parla della società contemporanea, dove i grandi capisaldi del Patriarcato stanno crollando un pezzo per volta, anno dopo anno.

La protagonista di Maid intraprende, tra sconfitte e piccole vittorie, ricadute e amare scoperte, un percorso che la conduce a superare i condizionamenti per riacquisire non solo l’autostima persa ma anche abilità soppresse da un sistema patriarcale e misogino. Alex è appunto un’eroina dei nostri giorni.

Il film è su Netflix. La regista ha ricevuto il Leone d'argento per questa pellicola.

'Cry Macho - Ritorno a casa' è un titolo che da solo non mi avrebbe mai portato al cinema. Almeno non con lo stesso desiderio e non con la medesima enfasi. Però accanto a quel titolo c’era un nome e c’era un cognome che non possono passare inosservati, soprattutto se sei italiana e se hai amato i film di Sergio Leone. Ovviamente mi riferisco a Clint Eastwood.

Al Cinema è uscito il film-evento ‘Trafficante di virus’ che si ispira al libro omonimo della scienziata Ilaria Capua. La pellicola è sul grande schermo solo per tre giorni, il 29-30 novembre e il primo dicembre 2021. Prima di recensire il film è bene ricostruire i fatti.

Mata Hari era una danzatrice olandese che durante la Grande Guerra fu uccisa in Francia con l’accusa di essere una spia tedesca. La vita di questa donna misteriosa ha incuriosito scrittori e cineasti, tanto che, nel corso degli anni, sono state realizzate diverse produzioni cinematografiche e due prodotti televisivi. Ma il suo mito è tuttora vivo anche grazie a Greta Garbo che nel 1931 conferì ancor più charme a questa donna rendendola immortale.

Partiamo dal principio e dal contesto. C’è un’isola dove vivono circa un centinaio di anime. Prima ne erano molte di più. Il prima e il dopo è segnato da un evento funesto: l’inquinamento delle acque a causa di uno sversamento petrolifero che ha determinato la morte di animali e l’immigrazione in massa degli isolani sul continente.