18 settembre 2012
Redazione (4052 articles)
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POPMAKERS: ELIO FIORUCCI E LUDMILLA RADCHENKO TRA MODA E ARTE

Elio Fiorucci e Ludmilla Radchenko - popmakers.it

Verrà presentato il 12 ottobre 2012 il catalogo Popmakers, Elio Fiorucci e Ludmilla Radchenko tra moda e arte, edito da “La compagnia della stampa” di Massetti&Rodella, che fa riferimento alla mostra dei due artisti, che si svolgerà dal 13 al 30 ottobre a Villa Morando, a Logrado in provincia di Brescia. Un allestimento che comprende le 24 opere di Ludmilla Radchenko e le foto del passato e del presente con gli amici, con i protagonisti – dal primo negozio di famiglia all’ultimo – di Elio Fiorucci.

«Popmakers – scrive Silvia Landi – vuole creare un incontro tra i protagonisti della Pop Art, la corrente artistica che rivolge il suo interesse alla vita del pubblico di massa, che contestualizza la quotidianità e la sintetizza in perfetta armonia con la leggibilità e la comprensione. Con la sua semplicità di linguaggio ha trasmesso idee e ha influenzato il costume e la società».

«Al pop va restituito qualcosa. Il giusto. Pop è la capacità d’intercettare il pensiero comune, è l’abilità di prendere il presente, decontestualizzarlo e trasformarlo in oggetto senza tempo (come ha fatto Andy, come fa Ludmilla). È lo schioccare di dita, il pensiero più veloce della luce. È il pensiero magico che rende tutto possibile (come credeva Elio), tra la frusta di Grace Jones e il taglio di luna che accarezza lo Studio 54. Il pop non muore, nell’arte e nella musica. Perché è fotografia della vita, ma cambiandone i connotati, può sopravvivere alla vita stessa», scrive Massimo Cotto sul catalogo Popmakers.

«Già da questi brevi cenni è evidente come il linguaggio pop sia assolutamente vivo, magari inconsapevolmente, negli occhi di una società che correndo ha attraversato capitalismo, edonismo, new economy e che si trova ormai in scollamento con una realtà socio-economica drammaticamente mutata […] – spiega Raffaella A. Caruso nel catalogo – Elio Fiorucci nasce a Milano il 10 giugno del 1935. Ragazzo a suo dire irrequieto, poco studioso ma curioso, giovanissimo partecipa così vivamente alla vita lavorativa paterna (una rivendita di pantofole nella già commercialissima Via Torino a Milano) da intraprendere la ricerca di modi e mondi nuovi nel mercato calzaturiero sino a gestire nel 1962 una sua rivendita. E’ il 1967 però l’anno della svolta per lui e per la moda intera con l’apertura del negozio, che diventerà famoso in tutto il mondo, in Galleria Passarella, su progetto di Amalia Dal Ponte. Nasce lo “Stile Fiorucci” con cui i giovani della boom generation escono dal grigiore degli anni ’50… Poliedrico designer, talent scout, attento alle suggestioni della strada e del mondo dell’arte, ma soprattutto ottimo comunicatore, Elio Fiorucci adotta come marchio i famosi due angioletti, un’immagine vittoriana che l’architetto Italo Lupi reinterpreta, simbolo garbato ed ironico, mai dissacratore. Ed è l’amore che muove il fare artistico di Ludmilla Radchenko, una passione energica ed insopprimibile che la strappa al mondo dello showbiz. E’ il 2009 quando Ludmilla decide di dedicarsi completamente alla pittura ed in pochissimi anni, sorretta da ferrea determinazione e da una sorta di fede incrollabile, brucia velocemente ogni tappa, sino ad arrivare con opere già mature in Triennale a Milano e alla 54° Biennale di Venezia. Istintiva e piena di vitalità, la sua pittura nasce da un’attenta, acuta, disincantata osservazione del reale, da una vivace ed intelligente curiosità, da una costante ricerca di stimoli visivi. Dal pop “object”, quello statunitense per intenderci, al Pop Realism dunque: e sotto le mentite spoglie del decòr la Radchenko compie un’operazione ardita, osserva l’oggetto con pragmatico distacco e lo ricontestualizza in chiave sociale. Spesso di denuncia».

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