Musica, i talent show in Italia tra successo e critiche

talent-show-italiaIl fenomeno dei talent show in Italia non cenna a placarsi. I programmi televisivi ideati per scovare e confezionare le pop star del futuro continuano a far registrare numeri da capogiro: milioni di telespettatori ogni settimana, record di commenti e di condivisioni sui social da parte di fan e di appassionati, brani sfornati puntata dopo puntata e subito primi in classifica digitale. Che si chiami X Factor, Amici, The Voice, poco importa. Il meccanismo che regola i talent show è pressoché lo stesso: pensi di saper cantare ma non sai come sfondare nel mondo della musica? Fai una serie di provini e, se hai la fortuna di superare tutti gli step, arrivi alla diretta tv, dove avrai l’opportunità di farti conoscere e di convincere giuria e pubblico a votare per te. Uno solo è il vincitore. Uno soltanto il cantante o la band che otterrà un contratto con una major e che, dunque, potrà pubblicare un album e, magari, partire per un tour.

Le aspiranti pop star sono perlopiù giovanissimi (fascia di età: 19-25 anni) provenienti da ogni parte del Bel Paese. Negli ultimi anni è aumentata notevolmente la presenza di rapper (grazie al boom del genere musicale) ma anche il metal o il rock più duro hanno avuto i propri rappresentanti. Ma come si spiega l’incredibile successo dei talent show italiani? Perché i talent show in Italia piacciono così tanto? Una delle carte vincenti è certamente la presenza della musica, da sempre parte fondamentale della nostra cultura (basti pensare al Festival di Sanremo e a cosa rappresenti per l’Italia e gli italiani da oltre sessanta anni). Aggiungiamoci poi l’adrenalina e la curiosità che si provano nell’assistere alla competizione fra talenti, tra sudore e lacrime, emozioni e arrabbiature. Il pubblico, soprattutto giovane e femminile, si affeziona ai concorrenti, vive in prima persona gioie e dolori, tifa per il ragazzo che, a un certo punto, non vede più come coetaneo sconosciuto, ma personaggio da sostenere e da venerare. E poi c’è il televoto, che consegna una sorta di strapotere nelle mani dello spettatore, chiamato a decidere, con un clic o un sms, le sorti dei vari cantanti in gara. Altra componente da non trascurare e che aiuta il talent show a decollare, è rappresentata dallo spettacolo: luci psichedeliche, scenografie e costumi da sogno, ballerini-acrobati, talvolta anche orchestre che suonano dal vivo e creano atmosfere eteree o da film. Insomma, un circo di colori ed effetti speciali che non lasciano indifferente il pubblico presente in sala e anche quello comodamente seduto sul divano di casa.

talent-show-amiciNella lunga storia di X Factor (format nato dal genio di Simon Cowell, colui che ha scoperto i One Direction, per intenderci), l’unico vero talento italiano che ha raggiunto poi un successo incredibile, è Marco Mengoni (che vi ha partecipato e vinto nel 2009). Non male anche il percorso di altri concorrenti, come Noemi, Giusy Ferreri, Antonio Maggio, Francesca Michielin e Chiara Galiazzo. Nelle tante edizioni del talent (inizialmente andato in onda su Rai Due, ora su Sky Uno) si sono alternati coach, professori, giudici e ospiti di altissimo livello, chiamati a formare, consigliare, promuovere o bocciare decine e decine di cantanti. Morgan è colui che ha registrato il maggior numero di presenze e di vittorie finali. Quest’anno il leader dei Bluvertigo non siederà dietro al tavolo dei giudici: X Factor 2015 sarà infatti guidato dai confermatissimi Fedez e Mika, da Elio (per lui un gradito ritorno) e dalla new entry Skin, voce degli Skunk Anansie e artista di grande esperienza internazionale. I casting sono pronti a partire. Riusciranno le aspiranti star della musica a raggiungere il successo sperato? Lo scopriremo soltanto nella seconda parte dell’anno, quando andrà in onda la nuova edizione condotta da Alessandro Cattelan.

Va a gonfie vele, ed è prossimo al gran finale, il talent show di Canale 5 ideato e condotto da Maria De Filippi. Il serale di Amici continua a essere seguito da oltre 6 milioni di spettatori ogni sabato, sbaragliando la concorrenza. Le due squadre di questa ultima edizione, i blu capitanati da Elisa, i bianchi da Emma Marrone, si sfidano ogni settimana a suon di prove, tra canto e ballo. A livello musicale ci sono già due vincitori per team che avranno un futuro garantito: Mattia Briga da una parte (rapper-poeta già amatissimo dalle ragazzine) e The Kolors, band glam rock favorita per la vittoria (proprio oggi esce il loro album, “Out”).

Amici è il talent più amato e seguito in Italia. Forse perché è sinonimo di qualità, intrattenimento e successo. Il segreto? Capacità di rinnovare la forma, di stare al passo con le mode e con i tempi, senza incidere mai sulla sostanza. Obiettivo principale: far sbocciare il talento innato dei ragazzi, cercando comunque di forgiarli e di insegnare loro regole, disciplina, metodo e, perché no, anche ad accettare le sconfitte in modo costruttivo. Giudici di questa ultima edizione sono Sabrina Ferilli (riconfermata), il bel Francesco Renga e l’incontenibile Loredana Bertè, garanzia di spettacolo e di provocazione. Da Amici sono usciti un gran numero di stelle della musica pop italiana: la già citata Emma, Alessandra Amoroso, Annalisa Scarrone, Dear Jack, Moreno Donadoni e Deborah Iurato, solo per citarne alcuni. Artisti che sono riusciti, chi più, chi meno, a raggiungere la top 10 dei dischi più venduti, talvolta anche la vetta della classifica, e a riempire teatri e palazzetti di tutta Italia. In questo caso, oltre al talento, alla bella voce o al bel faccino, a dar man forte è anche la grande visibilità che la televisione concede ai ragazzi. Un discorso che vale, tuttavia, per tutti i talent show musicali di maggior successo.

Noemi The VoiceTra questi inseriamo anche The Voice, talent show targato Rai approdato in tv parecchi anni dopo rispetto ad Amici e X Factor. Il programma condotto da Federico Russo, però, non convince del tutto. La sua forza è sicuramente racchiusa nel carisma dei coach più che nell’appeal dei vari concorrenti. Noemi, Piero Pelù, J-Ax e i Facchinetti (padre e figlio) se la cavano egregiamente nel ruolo che ricoprono, ma la storia di The Voice ci insegna che nessun partecipante ha poi davvero sfondato nel difficile mondo delle sette note. Che fine ha fatto, ad esempio, Suor Cristina? Chi ricorda il nome del primo vincitore del talent?

Infine, menzione a parte, va fatta per Ti Lascio Una Canzone di Antonella Clerici. Un obbligo citare il talent di Rai Uno non tanto per la bellezza e la consistenza dello show in sé, quanto piuttosto per il merito di aver scoperto e lanciato Il Volo, trio di tenori che ha conquistato il mondo a suon di pop lirico (e prossimo a rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest in programma a Vienna questo weekend). Ultimo, ma non per demerito, Top Dj, nuovissimo talent dedicato al sempre più importante mondo dei deejay: un’idea di Sky Uno, che si è concretizzata nel migliore dei modi (format essenziale e di qualità) e che sta ottenendo un enorme successo di pubblico e di critica. Bravissimi Albertino, Lele Sacchi e Stefano Fontana, tre mostri sacri della musica da Club. Davvero una bella intuizione e una vetrina che mancava per i tanti giovani aspiranti deejay italiani.

Il Volo Ti lascio una canzoneA favore o contro i talent show? L’Italia da sempre è divisa sull’argomento. Molti addetti ai lavori e critici musicali storcono il naso. Cantanti e musicisti della vecchia guardia, magari over 40, puntano il dito contro questo tipo di trasmissioni, colpevoli, secondo loro, di illudere e trattare i giovani come fossero prodotti commerciali già confezionati e pronti al consumo, personaggi televisivi senza un vissuto da raccontare, né idee nuove da proporre. I talent show sono descritti spesso anche come macchine da soldi che rovinano la carriera di molti ragazzini prima ancora che siano in grado di costruirne una. I talent show bruciano davvero i talenti? In molti casi è successo. Ma esiste, in Italia, un’alternativa a questo meccanismo? Realtà come Area Sanremo e Castrocaro possono assumere un ruolo di pari importanza e utilità? Quali sbocchi possibili per gli aspiranti artisti? Le case discografiche hanno ancora voglia e risorse per investire sui giovani? E la sana e dura gavetta, dove può portare oggi? Al mercato discografico l’ardua sentenza.

Silvia Marchetti

 

Commenti

commenti

Lascia un commento

Torna in alto