Il cervello si mantiene giovane con la creatività e gli stimoli nuovi: ecco perché

Mantenere il cervello giovane e in buona salute è possibile attraverso tre vie che, se percosse in sinergia, ci aiutano a stare bene: il movimento, l’alimentazione e la creatività. A dir il vero ce n’è anche un’altra ed è quella della meditazione.

Nel mio primo articolo dedicato al cervello mi sono soffermata sull’importanza del movimento, mentre Angela Pugliese, biologa-nutrizionista, ci ha illustrato in un altro pezzo quali sono i cibi che aiutano questo importante organo a preservare lo stato di salute neuronale.

Per mantenere il cervello giovane è indispensabile fare attenzione non soltanto alle sostanze che ingeriamo sotto forma di alimenti e bevande, facendo al contempo una sana attività fisica, ma anche a tutto ciò che entra nel nostro sangue per altre vie diventando parte di noi.

La gente che frequentiamo, il nostro lavoro, i pensieri, le emozioni diventano corpo… il nostro corpo.

Una delle emozioni che, se non ben incanalata, può distruggere le nostre cellule neuronali è la paura.  Sia inteso, ogni emozione ha il diritto di esistere e ha uno specifico significato nella nostra vita.

Per esempio una mamma consapevole sa che il proprio bambino, gattonando, potrebbe farsi male tuttavia non si fa gestire dalla paura; è vigile ma non spaventata.

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In questo modo guida il figlio nell’esplorazione di nuovi territori affinché il piccolo possa introiettare dentro di sé una figura materna sana che non lo intralci nel processo di sperimentazione e conoscenza. Il piccolo deve essere libero di muoversi e di esplorare usando i suoi cinque sensi, in primis il tatto.

La paura ad ogni modo è un’emozione primordiale che ha il suo specifico ruolo e significato, perciò rinnegarla o farsi travolgere da essa è la medesima faccia della stessa medaglia: fa male al cervello. Usarla a nostro vantaggio è invece salutare.

cervello giovane creatività
© Guido Vrola – Fotolia.com

Cosa c’entra la paura con la creatività? Questa emozione ancestrale (ripeto se non incanalata) annebbia la mente facendoci percorrere sempre le stesse strade e, mentre le nostre gambe fanno gli stessi percorsi e la nostra bocca dice le stesse parole per mesi e anni, le sinapsi (le autostrade cerebrali che collegano un nerucone con un altro) sono sempre le stesse. Non se ne creano altre se non facciamo nuove esperienze. Il cervello così è destinato ad invecchiare e anche precocemente.

Faccio qualche esempio. Un neonato ha una sola paura: quella di essere abbandonato. Se conoscesse altre paure, il suo cervello resterebbe ad uno stato infantile. L’apparato cerebrale comincia a svilupparsi dalla terza settimana di gestazione ma al momento della nascita il peso del cervello è solo un quarto di quello adulto.

Nei primi tre anni – si legge nel manuale Il cervello facile è il segreto della salute (edizioni Riza) – cresce moltissimo producendo migliaia di miliardi di connessioni tra i neuroni. In seguito i circuiti cerebrali inutilizzati vengono eliminati per velocizzare e memorizzare meglio i collegamenti sinaptici che permettono al bambino di apprendere nuove nozioni e azioni.

Sempre nel libro appena menzionato, si legge inoltre che ad aiutare lo sviluppo cerebrale del bambino non è l’esecuzione di compiti sempre più difficili ma semplicemente il contatto umano e le cure, in particolare materne.

Inoltre per il bambino è importante ascoltare il linguaggio e recepire gli stimoli sensoriali dell’ambiente. E per noi adulti? Vale la stessa cosa. I geni determinano solo le basi del patrimonio cerebrale che poi si sviluppa per tutta la vita tramite le esperienze.

Ho creato un percorso di aromaterapia che consiste in dieci incontri. Cinque di questi sono tutti dedicati al talento.

Sono partita da un unico presupposto per ideare il mio percorso: il cervello non è una macchina, è molto di più. Le macchine si usurano, il cervello al contrario cresce di continuo perché più lo stimoli e più si sviluppa. E’ plastico.

E allora ecco l’elenco delle cose che più danneggiano questo organo.

La ripetitività e gli automatismi

Il nozionismo

La sindrome del Bianconiglio. Ne parlo qui: https://www.youtube.com/watch?v=VWyAN7qz1cQ

L’ipercontrollo

Il multitasking

Cosa rafforza il cervello?

Le novità

Le passioni e la creatività

Le azioni minime e consapevoli

L’immaginazione

Sempre nel libro Il cervello facile è il segreto della salute si afferma infatti che è soprattutto il pensiero creativo a stimolare le nostre capacità mentali e ci consente di rispondere in maniera originale ed efficace alla complessità degli eventi che dobbiamo affrontare nel corso della nostra vita e ai problemi di tutti i giorni tenendo lontani disturbi come ansia, panico e sovrappeso.

A forza di guardare le cose sempre dalla stessa angolazione queste diventano mute, trasparenti ed insignificanti…e tutto diventa dannatamente complicato per noi.

La creatività apre nuovi canali a patto che non affianacata dalla performance. E allora cosa ci fa bene? Creare per il solo atto di creare uscendo dalle logiche del consumismo e delle mode. Provare per credere. (articolo di Maria Ianniciello, naturopata ad indirizzo psicosomatico e giornalista)

Per approfondire

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Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Ho una laurea in Lettere e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline, curo dal 2008 il portale www.culturaeculture.it, da me fondato. In Cultura & Culture dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per questo lavoro (il giornalismo intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione. Oggi mi dedico come giornalista ai libri e al cinema in Cultura & Culture e sul mio canale YouTube (Marica Movie and Books). Curo la rubrica Bimbi al cinema sul blog Ricomincio da quattro di Adriana Fusè.

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