Fabiana uccisa perché si rende omaggio alla violenza

Fabiana aveva sedici anni ed è stata uccisa, in modo atroce, dal suo giovane killer. Ma perché un rifiuto ha suscitato tanto odio, così tanta ferocia? In Italia sono molte le Fabiane che vengono mortificate e ferite, se non addirittura uccise. Ragazze e donne che sentono di valere meno di niente e che legano la loro vita a quella di un uomo, il quale a volte si rivela brutale e feroce. Qualcuno potrebbe trovare la causa di questi gesti inconsulti nei facili costumi, qualcun altro potrebbe accusare il femminismo, altri potrebbero sostenere che nel dna maschile c’è scritto solo “violenza”. Io ritengo che la motivazione vada ricercata in un insieme di fattori che vanno dall’avvilimento del corpo femminile messo in bella mostra in televisione e sui giornali alle scene di violenza che si vedono nei film, dove gli eroi sono coloro che uccidono in nome delle giustizia; feroci assassini che sono considerati degli angeli. Di questo però nessuno scrive o parla. I giornalisti si limitano a divulgare le notizie dimenticando spesso che, come ha affermato di recente Sergio Zavoli, hanno anche un’altra funzione: quella di formare l’opinione pubblica. Perciò, una volta comunicata la notizia, è necessario diffondere anche messaggi positivi invitando le persone alla cooperazione e al rispetto delle idee altrui senza rincorrere lo scoop per fare audience e tenendo presente che dietro lo schermo televisivo o il monitor di un computer ci sono delle persone e non dei robot. Ogni loro gesto inconsulto cade sulle coscienze di giornalisti senza scrupoli che tentano di sopravvivere nella giungla dell’informazione. Facciamo in modo che non ci siano più altre Fabiane. Come? Basta non fare di questi feroci assassini dei disadattati o trasformarli in vittime della società! E poi bisogna proporre soprattutto notizie positive per evitare il pericoloso fenomeno dell’emulazione. Perché anche sentimenti come la gioia fanno audience…

Maria Ianniciello

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Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Ho una laurea in Lettere e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline, curo dal 2008 il portale www.culturaeculture.it, da me fondato. In Cultura & Culture dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per questo lavoro (il giornalismo intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione. Oggi mi dedico come giornalista ai libri e al cinema in Cultura & Culture e sul mio canale YouTube (Marica Movie and Books). Curo la rubrica Bimbi al cinema sul blog Ricomincio da quattro di Adriana Fusè.

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