Opinioni

Fabiana uccisa perché si rende omaggio alla violenza

Fabiana aveva sedici anni ed è stata uccisa, in modo atroce, dal suo giovane killer. Ma perché un rifiuto ha suscitato tanto odio, così tanta ferocia? In Italia sono molte le Fabiane che vengono mortificate e ferite, se non addirittura uccise. Ragazze e donne che sentono di valere meno di niente e che legano la loro vita a quella di un uomo, il quale a volte si rivela brutale e feroce. Qualcuno potrebbe trovare la causa di questi gesti inconsulti nei facili costumi, qualcun altro potrebbe accusare il femminismo, altri potrebbero sostenere che nel dna maschile c’è scritto solo “violenza”. Io ritengo che la motivazione vada ricercata in un insieme di fattori che vanno dall’avvilimento del corpo femminile messo in bella mostra in televisione e sui giornali alle scene di violenza che si vedono nei film, dove gli eroi sono coloro che uccidono in nome delle giustizia; feroci assassini che sono considerati degli angeli. Di questo però nessuno scrive o parla. I giornalisti si limitano a divulgare le notizie dimenticando spesso che, come ha affermato di recente Sergio Zavoli, hanno anche un’altra funzione: quella di formare l’opinione pubblica. Perciò, una volta comunicata la notizia, è necessario diffondere anche messaggi positivi invitando le persone alla cooperazione e al rispetto delle idee altrui senza rincorrere lo scoop per fare audience e tenendo presente che dietro lo schermo televisivo o il monitor di un computer ci sono delle persone e non dei robot. Ogni loro gesto inconsulto cade sulle coscienze di giornalisti senza scrupoli che tentano di sopravvivere nella giungla dell’informazione. Facciamo in modo che non ci siano più altre Fabiane. Come? Basta non fare di questi feroci assassini dei disadattati o trasformarli in vittime della società! E poi bisogna proporre soprattutto notizie positive per evitare il pericoloso fenomeno dell’emulazione. Perché anche sentimenti come la gioia fanno audience…

Maria Ianniciello

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Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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