“Storia d’inverno”: un film per puri di cuore, la recensione

locandinaL’Amore può tutto, anche sconfiggere le barriere del tempo per salvare le vite di persone che sono collegate tra loro proprio da questa magia; una luce universale che avvolge ogni cosa e che trasforma gli esseri umani (quelli buoni) in stelle che brillano nel firmamento. Beverly Penn è una creatura leggiadra, ricca, saggia e soprattutto coraggiosa che ama il pianoforte e la vita, anche se presto dovrà lasciare questo mondo per ritornare laddove tutto ebbe inizio. Peter Lake è un orfano, ladro di professione, che sta fuggendo dalle grinfie dell’impavido e brutale Pearly Soames, un demone con un’orrenda cicatrice sul volto, quando in groppa a un cavallo bianco e alato il ragazzo approda nell’abitazione di Beverly con l’intenzione di svaligiare la casa. Ma quell’incontro cambierà l’esistenza di Peter che, grazie all’Amore, dovrà compiere un miracolo oltrepassando lo spazio e il tempo per salvare un’altra persona. Perché con la morte nulla si crea e nulla si distrugge. La storia che vi ho appena raccontato è quella del film “Storia d’inverno”, nelle sale cinematografiche dal 13 febbraio. La pellicola è diretta da Akiva Goldsman, sceneggiatore di successo (ha scritto la sceneggiatura di A Beautiful Mind) ed è alla sua prima esperienza di regista. Goldsman, lettore appassionato del libro “Storia d’inverno” di Mark Helprin, ha voluto realizzare la versione cinematografica, con Colin Farrell nel ruolo di Peter, Jessica Brown Findlay nei panni di Beverly e Russell Crowe in quelli di Pearly Soames. Nel cast anche attori del calibro di Will Smith, che interpreta Lucifero, Jennifer Connelly nelle vesti di Virginia Gamely, e William Hurt che in questa pellicola è Isaac Penn, il padre di Beverly.

“Storia d’inverno” è un film per puri di cuore ed è anche un po’ New Age, ma attenzione alle aspettative: non si tratta di una romantica commedia d’amore, uscita in occasione di San Valentino, bensì di un Fantasy che proprio come il libro può essere capito appieno solo se si mette da parte la razionalità per dare voce ai sentimenti che ci consentono di entrare in un luogo fatto di simboli e di creature misteriose. Il mondo della fantasia, appunto!

Per info: http://youtu.be/4oh7n942bHQ#aid=P9niXjTktpw 

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Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Ho una laurea in Lettere e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline, curo dal 2008 il portale www.culturaeculture.it, da me fondato. In Cultura & Culture dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per questo lavoro (il giornalismo intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione. Oggi mi dedico come giornalista ai libri e al cinema in Cultura & Culture e sul mio canale YouTube (Marica Movie and Books). Curo la rubrica Bimbi al cinema sul blog Ricomincio da quattro di Adriana Fusè.

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