Ogni tuo respiro: trama e recensione della pellicola

L’amore ci fa realizzare l’irrealizzabile. L’amore ci rende vivi, ci fa evolvere, ci unisce e crea quella sinergia tra le persone come nessun’altro sentimento riesce a fare. Se siete degli inguaribili romantici, che vogliono sentire il cuore battere per quell’amore descritto nelle righe iniziali, allora Ogni tuo respiro  – il film arrivato nelle sale cinematografiche italiane il 16 novembre  2017 – fa al caso vostro. Leggendo la trama, tuttavia, non vi aspettate una storia smielata, tutta baci e abbracci, piuttosto apritevi al piacere della scoperta immergendovi prima nelle ampie panoramiche africane e poi negli spazi ristretti e claustrofobici di un ospedale inglese dove i disabili venivano rinchiusi un po’ come si faceva con i malati di mente nei manicomi. Queste persone erano considerate dei relitti della società, solo perché incapaci di muoversi con le loro gambe e di respirare autonomamente.

Ogni tuo respiro

Ogni tuo respiro è un film che prende l’attenzione passo dopo passo prima con delicatezza e poi in modo dirompente mediante alcuni monologhi che fanno accapponare la pelle. La regia di Andy Serkins sa cogliere il significato nascosto di uno sguardo e di un labiale soprattutto grazie alla straordinaria performance di Andrey Garfield che, dopo La battaglia di Hacksaw Ridge, veste i panni ancora una volta di un personaggio che esce dagli schemi. Il film narra, infatti, la storia vera di Robin Cavendish che a 28 anni – a causa delle Poliomielite – resta paralizzato dal collo in giù. Con il grande amore della moglie Diana (una bellissima e più che convincente Claire Foy), supera il momento di depressione dimostrando al mondo intero che i disabili possono vivere fuori dagli ospedali.

Ogni tuo respiro

La pellicola è un gioco a due che fa leva sull’importanza dei legami affettivi e questo si evince in quelle scene in cui la macchina da presa riesce ad inquadrare entrambi i coniugi nonostante questi ultimi siano collocati in due posti diversi, anche se non lontani, della stanza per dimostrarci che l’Amore infonde coraggio e motivazione. Ogni tuo respiro, pur strizzando l’occhio a film come La teoria del tutto, se ne discosta completamente perché l’aspetto sociale ed educativo – che una pellicola del genere dovrebbe sempre avere – si mescola con il lato sentimentale e drammatico: il risultato è più che garantito!

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Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Naturopata ad indirizzo psicosomatico. Aromaterapeuta. Diplomata in Naturopatia presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica. Lavora sia in gruppo che individualmente con consulenze naturopatiche e sedute di aromaterapia. Giornalista pubblicista. Scrive di benessere, aromaterapia, motivazione al femminile, LifeStyle. Ama la Cultura, in particolare il cinema. Lettrice vorace. Si è laureata in Lettere nel 2005 presso la Seconda Università di Roma con il massimo dei voti.

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