27 ottobre 2012
Redazione (4056 articles)
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MARATONA DI INDIPENDENTI

Con la terza Maratona di Indipendenti la Casa del Cinema di Roma, in collaborazione con A.G.P.C. (Associazione giovani produttori cinematografici) torna a dare visibilità al nostro “Cinema indipendente”, ossia a quei film prodotti in Italia senza il sostegno del Ministero e dei fondi pubblici (o dove questo sostegno è veramente minimo). Un Cinema che produce sempre più spesso lavori di grande qualità e interesse ma che altrettanto spesso diventa  “invisibile”. Sono film e documentari a basso budget, spesso interamente autofinanziati,  che non trovano distribuzione o che arrivano in sala per restare pochi giorni, anche se non di rado hanno partecipato a festival importanti e vinto anche dei premi.

Nella terza maratona, che si terrà martedì 30 e mercoledì 31 ottobre con repliche giovedì 1 e venerdì  2 novembre,  sarà possibile vedere quattro film e quattro documentari. I lungometraggi sono tutti opere prime:  L’estate di Giacomo  di Alessandro Comodin, vincitore  del concorso Cineasti del presente al Festival di Locarno 2011,  Solitudo di Pino Borselli, Sleeping Around  di Marco Carniti, che ha ottenuto 6 premi al Festival Internazionale del Cinema di Ibiza (2008), tra cui miglior film e miglior regista e Amore liquido di Marco Luca Cattaneo.

I documentari sono invece realizzati da documentaristi  già affermati come  Pietro Marcello  che nel suo bellissimo  Il silenzio di Pelesjan narra la storia del leggendario cineasta armeno, da giornalisti e scrittori come Giuseppe Carrisi, che racconta il fenomeno del traffico di ragazze nigeriane dal loro Paese in Italia con Le figlie di Mami Wata,  da fotografi e filmmaker come Francesco Cavaliere che in (R)esistenza  narra  otto storie di resistenza civile a Scampia, noto quartiere alla periferia nord di Napoli) e da “affabulatori visuaili” come Giuseppe Carrieri  che racconta, ne L’alfabeto del fiume,  qualcosa in più dei bimbi dei ghats di Varanasi dove un giovane professore universitario ha inventato un modo per dare un’istruzione ai figli dimenticati dei pescatori dei ghat.

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