Bruce Springsteen a Napoli: “sono un uomo del Sud”

bruce springsteenTre ore di concerto, di cui buona parte tra il vento e una pioggia insistente. Sotto al palco allestito in piazza del Plebiscito a Napoli, come sempre un pubblico entusiasta. Forse, dato il costo del biglietto (una settantina di euro), non troppo numeroso rispetto alle potenzialità della piazza napoletana, ma di certo un pubblico delle grandi occasioni, che nonostante il brutto tempo non ha smesso neppure un attimo di cantare e ballare. Stiamo parlando del primo concerto della parte italiana del tour 2013 del Boss, di quel Bruce Springsteen che a più di sessant’anni non perde la sua grinta e regala ogni volta concerti che passano alla storia. Ieri sera, quindi, la prima tappa italiana del nuovo tour, che nelle prossime settimane porterà il cantante americano anche a Padova (il 31 maggio) e a Milano (il 3 di giugno), fino all’ultimo concerto in programma nella capitale per l’11 di luglio.

Uno spettacolo, quello di ieri, che non ha tradito i fans, ai quali il rocker ha dedicato anche un fiori programma con due ore di anticipo rispetto all’inizio ufficiale del concerto. Sono, infatti, le 18 circa quando Springsteen compare sul palco di piazza del Plebiscito e intona due dei suoi pezzi, “This hard land” e “Growin’ up”. Poi, un paio di ore dopo, l’inizio del concerto con un brano inaspettato, ossia “O’ sole mio”, in quanto lui, il Boss, è “un uomo del Sud” (sua madre è di Vico Equense). Tre ore ricche di brani storici come “Born to run”, “Born in the USA”, “The river”, “Long walk home”, “My hometown”, e poi ancora i pezzi dell’ultimo album, “Wrecking ball”, e “Who’ll stop the rain” dei Creedence Clearwater Revival, una canzone che riesce davvero a far terminare la pioggia. Numerosi, come sempre, gli sketch con il pubblico, dal consueto bambino chiamato sul palco a intonare “Waitin’ on a sunny day” a una speciale “Rosalita”, brano che su richiesta è stato dedicato a una Rosy presente sotto al palco.

Infine, salutati i musicisti dell’immancabile E Street Band, un’ultima grande sorpresa. Chitarra e armonica alla mano, Springsteen saluta Napoli con quel pezzo che proprio mancava a una serata memorabile: dinanzi a una piazza emozionata e in un silenzio quasi mistico il Boss regala, infatti, una versione tutta acustica di “Thunder road”. Non poteva esserci un finale migliore.

Commenti

commenti

Autore dell'articolo: Valentina Sala

Valentina Sala
Giornalista pubblicista. Tra i suoi campi di interesse soprattutto viaggi e cultura. Dopo una laurea di primo livello in Scienze della Comunicazione consegue la specialistica in Editoria con il massimo dei voti e con una tesi sul rapporto tra letterati e città, ricostruendo la Parigi di Émile Zola e la Vienna di Joseph Roth. Collabora con più giornali e riviste e affianca alla professione giornalistica quella di insegnante di Psicologia della Comunicazione. Tra le sue passioni i romanzi capaci di raccontare un luogo e un’epoca, i film di François Truffaut, il buon cibo, le città europee e, soprattutto, il viaggio inteso come modo per scoprire e confrontarsi con realtà diverse.

Lascia un commento

 COPIA NEGLI APPUNTI