Tutti i segreti dell’Isola di Ischia

Acqua color verde smeraldo, scenari incantevoli, sorgenti termali, una deliziosa cucina tipica e una storia millenaria alle spalle. Questo è molto altro è Ischia, l’Isola Verde, una delle perle più note del Golfo di Napoli.

Da anni interessata da un forte flusso di turisti, quest’Isola rimane tuttavia sconosciuta sotto tanti punti di vista. Sono numerosi, infatti, i segreti custoditi dagli isolani. Ecco perché abbiamo incontrato un autoctono doc per farcene svelare alcuni.

riccL’intervista Ad introdurci nei meandri dell’isola  è Giovan Giuseppe Mattera, gestore del Lido/Bistrò “Ricciulillo”, situato esattamente a metà tra l’antico borgo di  Ischia Ponte e Ischia Porto e più precisamente sul Lungomare Cristoforo Colombo nella splendida località di Punta Molino.

Lei è un personaggio molto noto qui sull’Isola. Quando è iniziata la sua carriera e come si è evoluta negli anni?

Il bagno Ricciulillo è un’attività di famiglia nata nel 1956 ed io mi sono ritrovato a gestirla in prima persona per una serie di vicissitudini familiari. Lavoro qui  fin dall’età di 14 anni e ho esercitato tutti i tipi di ruolo. Abbiamo iniziato con una semplice attività di noleggio di ombrelloni e sedie a sdraio per poi sviluppare il servizio bar e più recentemente quello della ristorazione, anche un po’ in funzione delle richieste dei clienti.

Quanto e come è cambiata l’utenza negli anni?

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Innanzitutto è cambiato il modo di fare le vacanze: prima si trattava di un momento esclusivamente riservato alle classi sociali più elevate (anni 50, 60) poi anche le classi meno agiate si sono potute permettere una vacanza e si è quindi allargato il giro. Quarant’anni fa un semplice ombrellone, un paio di sdraio e un minimo servizio d’assistenza era più che sufficiente, poi il bacino d’utenza si è diversificato: i clienti hanno cominciato a girare, a confrontare comfort e servizi ed è cambiato il modo di fare turismo.  L’idea del Bistrò nasce quindi per soddisfare le esigenze del cliente: in principio offrivamo una  bruschetta e un’insalatina per poi accrescere il menù. Come ultimo step abbiamo pensato di dare la possibilità ai clienti di cenare sul mare ma solo su prenotazione.

Cosa significa trascorrere l’estate a Ischia?

Ischia potrebbe offrire un ventaglio variegato di divertimenti invece è un’isola che rimane prettamente legata alla tradizione della famiglia. C’è poi una vasta di percentuale di turisti stranieri che sono affezionatissimi a questo posto e che lo amano così com’è; infine ci sono le terme che rimangono, ancora oggi, l’attrattiva principale dell’isola.

©Zbynek Jirousek - Fotolia.com
©Zbynek Jirousek – Fotolia.com

C’è stato un ricambio generazionale o di provenienza da parte dei turisti stranieri?

Fino alla fine degli anni 90 i turisti tedeschi detenevano il primato delle presenze sull’isola mentre, da una decina d’anni, essi sono stati soppiantati dai russi che però non sono degli stanziali. Mi spiego meglio: i russi tendono molto a cambiare, a girare, a scoprire… invece i tedeschi tendono a mettere radici ed affezionarsi.

Se volesse consigliare un itinerario diverso dal solito a chi è un habituèè dell’isola ma rimane un turista sedentario, cosa consiglierebbe?

Purtroppo la sedentarietà è una caratteristica che contraddistingue spesso chi viene in vacanza sull’isola. Partirei col ricordare che Ischia possiede una tradizione enogastronomica estremamente ricca: pur essendo circondata dal mare, l’isola è nota per la sua variegata cucina tipica di campagna. Il coniglio alla cacciatora è infatti il fiore all’occhiello della cucina isolana ma non solo, ci tengo a sottolineare l’elevata qualità del vino. Ci sono tanti produttori locali che tengono alto lo standard qualitativo del vino. Ad esempio: D’Ambra, Cenatiempo, Tommasone. Ci sono, inoltre, tantissimi posti da visitare anche nell’entroterra. Sicuramente salirei sul monte Epomeo da uno dei vari punti d’accesso visto che ognuno di essi ha una sua particolarità. Molto suggestivo è il Bosco delle Acacie o ancora Pietra dell’acqua, una località sita nella zona di Falanga, quasi sulla vetta dell’Epomeo, dove ci sono le vasche tufacee scavate dai ghiacciaioli che vi depositavano il ghiaccio pressato d’inverno per poi utilizzarlo d’estate. Sulla costa invece ci sono decine e decine di piccole calette ed insenature. Abbiamo tratti di costa in cui sgorga l’acqua termale che finisce direttamente in mare come la Baia di Sorgeto. Aldilà dell’aspetto termale è notevole notare che queste piccole baie si trovano in spaccati di montagne in cui gli appassionati di speleologia potrebbero fare delle indimenticabili escursioni. Un posto che conservo nel cuore è, infine, Punta Imperatore, verso Forio. Quello è un posto dove scappavo non appena ne avevo la possibilità, da ragazzo, per godere dei suoi incomparabili tramonti.

 Se volesse descrivere l’isola usando tre aggettivi, quali userebbe?

Che si tratti di un’isola verde, è un’inconfutabile realtà, prosperosa è, invece, il secondo aggettivo a cui mi viene da pensare: tutto quello che si può coltivare sull’isola cresce e si sviluppa a vista d’occhio. Infine Ischia è  multietnica: nonostante si tratti di un’isola e gli abitanti siano quindi relativamente pochi, ogni comune ha una popolazione ed un territorio differente. Mentre Ischia ha conosciuto il boom del turismo e ha basato su questo aspetto il proprio sviluppo, le zone di Piedimonte, Buonopane vivono tutta un’altra realtà che non ha niente a che vedere con il turismo; lì si vive dei prodotti della terra, anche Panza, che si trova a ridosso di Sant’Angelo, una delle località più rinomate dell’isola, rimane slegata dal discorso del turismo. Un’altra grossa differenza sta, infine, anche nei dialetti usati dagli isolani, una diretta conseguenza delle svariate dominazioni e degli influssi che hanno interessato l’isola nel corso dei secoli.

ricc 2Come descriverebbe un isolano?

L’ischitano vive molto la sua stagionalità: d’estate si butta a testa bassa nella mischia, vivendo col turista e nel turismo mentre d’inverno si chiude nella sua tranquillità e nella sua pace. In genere quando si pensa ad un isolano si pensa ad una persona tendenzialmente chiusa ed introversa invece l’isolano è, in genere, un grande viaggiatore. Naturalmente la ragione principale dei suoi spostamenti è il lavoro per cui parliamo per lo più di migranti stagionali. Per lunghi anni grandi gruppi di cuochi e camerieri si sono trasferiti all’estero a lavorare, per poi tornare nel periodo estivo, spesso con mogli straniere al seguito, apportando continue contaminazioni alla cultura, alle tradizioni e alle abitudini locali.

Si considera un uomo di mare o di terra?

Questa è una cosa che mi domando da anni perché pur avendo forti radici di mare, visto che mio padre era un pescatore e marinaio, mia madre era una donna di campagna. Io, a dire il vero, di queste due tradizioni non ho beccato nulla. Sto ancora cercando di capirmi anche se sono certamente un Ischitano, qui ci sto bene e la scelta di rimanere è stata pensata e voluta.

Gli itinerari Sono davvero tantissimi i luoghi degni d’interesse sull’Isola:

Ischia Porto. Il fulcro della movida si concentra qui: i negozietti e le boutique di lusso di Via Vittorio Colonna, i baretti della Riva Destra, la storica discoteca “Il Valentino”, tre hotel a 5 stelle, il rinomato Bar Calise e tanti ristoranti di primissima qualità rendono difficile la scelta di chi desidera trascorrere una serata in allegria.

@ isoladiischia.net
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Sant’Angelo: la tappa obbligata per i più romantici. Il suggestivo scenario che si intravede fin dalle mura d’entrata del paesino è un colpo al cuore. Un piccolo gioiello, arricchito di tanti  piccoli dettagli che lo rendono unico e speciale: indimenticabile.

Forio d’Ischia: la spiaggia di Citara e quella di Cava sono in assoluto le più belle dell’isola. Il colore verde dell’acqua risalta agli occhi riempendoli di linfa vitale. Per i più esigenti, la struttura termale dei “Giardini Poseidon” è la sosta che non può mancare.

Lacco Ameno: piccola, chic e per bene. Un adorabile pontile,  pochi negozietti sparsi qui e lì soprattutto lo splendido Hotel La Reginella Resort e Spa rendono particolarmente piacevole e rilassante questo angolo dell’isola.

Monte Epomeo: Per gli amanti del verde è possibile visitare la vetta del vulcano, ancora attivo, attraverso un percorso ad hoc. Esiste anche la possibilità di noleggiare dei cavalli per un’escursione diversa dal solito per visitare anche i boschi dei dintorni.

Barano d’Ischia: girando tra i tantissimi comuni dell’entroterra, di cui è piena l’isola, è interessante notare il cambio degli scenari paesaggistici e territoriali. Interi vitigni, coltivazioni di agrumi e immense distese di terra coltivata riportano il cuore e la mente indietro nel tempo.


ischia 3Ischia Ponte
: il Castello Aragonese è il monumento per eccellenza. Scavato nella roccia e voluto verso la metà del Quattrocento da Alfonso V d’Aragona, conserva, intatte al suo interno, una decina di piccole Chiesette, le carceri politiche usate durante il Risorgimento italiano e la famosa sala delle torture in cui sono custoditi alcuni dei più noti strumenti di tortura di origine medioevale. Proprio di fronte ad Ischia Ponte c’è la spiaggia di Cartaromana. Sovrastata da una serie di antiche torri d’avvistamento, la costa è piena di piccole strutture in cui è possibile fare il bagno godendo di tutti i comfort. Tra tutti, degni di menzione sono l’Eden ed il Cocò Beach, situati proprio sotto la Torre di Michelangelo.

cast 2L’evento Ogni anno sull’isola d’Ischia si svolge la Festa a Mare degli Scogli di Sant’Anna, una splendida manifestazione che vede al centro della scena alcune bellissime piattaforme galleggianti allestite con delle scenografie che rispecchiano l’antica storia dell’isola. La tradizione racconta che il 26 di Luglio di ogni anno, le donne incinte erano solite andare in processione per venerare l’effige della Madre della Madonna che si trova in una cappella nella Baia di Cartaromana, accompagnate da una sfilata di barche di pescatori che per l’occasione addobbavano gli scafi con frasche e ghirlande di fiori. Nel 1932 ad un gruppo di amici venne in mente di istituire un premio per la barca più bella, in seguito si unì anche un falegname che sostituì i gozzi con delle piattaforme galleggianti dagli ornamenti fantastici e così ebbe inizio la processione a mare con carri allegorici acquatici, “Il Palio di Sant’Anna”. La sfilata parte dal Castello Aragonese ed arriva fino alla Chiesetta dedicata a Sant’Anna, nel mezzo di una scenografia unica: la suggestiva Baia di Cartaromana diventa lo scenario in cui  il pubblico, posto sulla scogliera, può contemplare l’evento. Un altro spettacolo caratteristico della serata è, infine, “L’Incendio del Castello”: il Castello Aragonese viene illuminato con delle fiaccole rosse per rappresentare  i numerosi attacchi saraceni subiti nei secoli e si conclude con uno spettacolare gioco di  fuochi pirotecnici.

Raffaella Sbrescia

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Autore dell'articolo: Raffaella Sbrescia

Raffaella Sbrescia
Raffaella Sbrescia è una giornalista iscritta all'ordine dei Giornalisti della Campania dal 2010 e blogger per il blog musicale "Ritratti di note". Dopo la laurea triennale in Lingue, culture e letterature dell'Europa e delle Americhe ha conseguito la laurea magistrale in Lingue e Comunicazione Interculturale in Area Euromediterranea presso l'Università degli Studi di Napoli l'Orientale con il massimo dei voti. Da sempre interessata al mondo della musica, dell'antropologia, dei viaggi e della letteratura, per Cultura & Culture è responsabile della sezione eventi e spettacoli.

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