Alla scoperta dell’Irlanda, l’isola di smeraldo
17 ottobre 2013
Raffaella Sbrescia (459 articles)
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Alla scoperta dell’Irlanda, l’isola di smeraldo

Fabrizio Paravisi

Fabrizio Paravisi

L’Irlanda è una terra ricca di storia, fascino e paesaggi mozzafiato. Da sempre avvolta da un alone di mistero, l’isola è spesso meta di viaggio per molti curiosi ed appassionati. Cultura e Culture ha incontrato Fabrizio Paravisi che ha realizzato un interessante reportage di viaggio proprio in Irlanda.  Bergamasco doc, Fabrizio si dedica alla fotografia da più di 10 anni, in particolar modo al ramo naturalistico. A questa grande passione, unisce quella per i viaggi e l’alpinismo documentando le sue numerose escursioni con bellissime gallery fotografiche, tutorial e reportage disponibili sui suoi portali www.fabrizioparavisi.it e www.lightpainting.it

 Fabrizio Paravisi lei è reporter di viaggio e fotografo. Quale delle due passioni è nata prima e perchè?

Senza dubbio la passione per il viaggio è nata prima, viaggio inteso come esplorazione di un posto nuovo. Tutti noi sin da piccoli abbiamo il desiderio di scoprire cosa c’è attorno, di ampliare i nostri orizzonti. Visitare nuovi luoghi, lontano o vicino a casa, incontrare persone di altre  culture e comunità, permette di apprezzare al meglio la bellezza della natura che ci circonda. Attraverso la fotografia cerco di documentare la mia esperienza personale, di catturare scene così come le ho viste e condividere con altri l’esperienza che ho vissuto. Come le immagini di altri fotografi hanno ispirato me a visitare il mondo, spero che il mio contributo possa ispirare altri a fare lo stesso.

 In cosa consiste il Light painting?

Il Light Painting , ossia “pitturare con la luce”, è una tecnica fotografica che consiste nel “dipingere” il soggetto con una sorgente luminosa, proprio come se essa fosse un pennello. Questa tecnica è da utilizzarsi in un luogo buio o quasi, lasciando aperto l’otturatore della fotocamera e illuminando il soggetto con una o più sorgenti luminose “mobili” (ed esempio una torcia); il fotografo gioca un ruolo attivo nel determinare l’aspetto dell’immagine. Questo concetto del dipingere con la luce è un pò il mestiere del fotografo, per questo ho deciso di chiamare cosi il mio sito principale.

Doolin Beach © Fabrizio Paravisi

Doolin Beach © Fabrizio Paravisi

 Il suo reportage sull’Irlanda è stato particolarmente apprezzato. Cosa le è rimasto di quel viaggio on the road?

I luoghi sono senz’altro molto suggestivi e i paesaggi sempre diversi anche se distanti pochi chilometri l’uno dall’altro, ma la cosa che si apprezza di più è l’ospitalità.

Qual è l’approccio degli irlandesi nei confronti dei turisti?

Come ho già detto in precedenza, la cosa che ho apprezzato di più in Irlanda è stata proprio l’ospitalità, il perchè è semplice: fa parte della loro cultura. Un luogo può avere paesaggi bellissimi ma se gli abitanti non sono ospitali, la visita viene in qualche modo “guastata” e poi la gente non torna più. Gli irlandesi sono i “maestri del B&B”, le camere sono parte integrante dell’abitazione dei proprietari, i quali condividono con gli ospiti il resto della struttura e la loro vita. Non ci sono porte chiuse, ci si sente a casa.

Il parco di Ross Castle © Fabrizio Paravisi

Il parco di Ross Castle © Fabrizio Paravisi

 Il meteo è spesso uggioso con abbondanti piogge. Può descrivere il clima irlandese e le conseguenti sfaccettature di natura emotiva?

Prima di partire per l’Irlanda bisogna tenere in considerazione il fatto che sicuramente pioverà! E’ difficile prevedere il meteo perchè i cambiamenti sono repentini, vento, pioggia, nebbia e poi dopo mezzora c’è il sole. Un cielo tempestoso ti può regalare poi un tramonto dai colori spettacolari; è questa una delle caratteristiche dell’Irlanda. Fiorella Mannoia ha descritto alla perfezione il  “Il cielo d’Irlanda” nella sua canzone, la si capisce e apprezza ancor di più dopo esserci stati. Ricordo una maglietta “souvenir” che rappresentava con 4 vignette le 4 stagioni dell’Irlanda, tutte e 4 uguali: una pecora con l’ombrello in mano sotto la pioggia.

 Quello che salta subito all’occhio nel suo reportage sono i panorami mozzafiato e gli scenari naturalistici. Ce ne descrive qualcuno da non perdere?

Fra i luoghi che ho visitato mi sento di consigliare:

– La cittadina di Kinsale nella contea di Cork, molto caratteristica e colorata, località turistica anche per gli irlandesi.

– Il Ring of Beara e il Ring of Dingle nelle contee di Cork e Kerry, queste porzioni dell’isola rappresentano senza alcun dubbio una delle migliori espressioni che l’Irlanda offre di se stessa, sia per quanto riguarda la natura sia per i numerosi siti archeologici.

-Le Cliff of Moher nella contea di Clare, impressionanti scogliere a picco sul mare vicino al paesino di Doolin. Anche se molto turistiche meritano sicuramente una visita, consiglio di proseguire a piedi a destra oltre la torretta, facendo attenzione a non scivolare.

– Il Paese di Doolin è, invece, il punto di riferimento per  la musica folk. Consiglio di andare in zona porto e farsi una camminata lungo gli scogli, costituiti da un tavolato calcareo tipico del Burren.

– Le isole Aran, raggiungibili in traghetto da Doolin, Galway o Rossaveal.

– Il Connemara nella contea di Galway, terra selvaggia ma molto suggestiva, caratterizzata da torbiere e numerosi laghi da cui spuntano decine di isolette.

– La contea di Mayo con le Achill Island dai paesaggi molto variegati: si passa da montagne altissime a spiagge lunghissime.

Una via nel centro di Galway © Fabrizio Paravisi

Una via nel centro di Galway © Fabrizio Paravisi

Come sono i pub tradizionali?

I pub in Irlanda sono un’istituzione. Sempre presenti anche nel più piccolo dei paesi, rappresentano la tappa serale per la cena,  un must per chi visita l’isola! Rispetto ai pub in Italia, qui rappresentano un vero e proprio centro di aggregazione, dove giovani e anziani si trovano insieme per parlare, discutere e ascoltare musica, il tutto davanti a una bella pinta di Guinness. E’ proprio nei pub, chiamati anche bar dalla gente del posto, che i gruppi emergenti fanno sentire la loro musica; l’arredamento è rustico, in legno, molto caldo e accogliente. Gli irlandesi sono amichevoli e non sarà difficile attaccar bottone, non preoccupatevi…  dopo un paio di birre verranno abbattute tutte le barriere linguistiche!

 Quali sono i piatti della cucina irlandese?

 I piatti tradizionali irlandesi si basano su una cucina semplice e gli ingredienti principali sono prodotti della terra e del mare: le verdure (patata in particolare), pesce (salmone e trota), carne (agnello, maiale, manzo), ostriche, cozze e formaggio.

I piatti principali sono:

Irish Stew, spezzatino di carne di bovino con verdure, lo si ritrova anche nella variante con la Guinness.

Cabbage and Bacon, fette di bacon tagliate spesse con contorno di patate,  verdure, senape e soia.

Calcannon, una purea di patate, cavolo e cipolla, a volte vengono aggiunti anche bacon o prosciutto

Lamb soup, zuppa di verdure con agnello, un po più liquido rispetto allo stew e con verdure a pezzi.

Fish & chips, il famoso piatto tipico della cucina britannica.

Pie, di vario tipo, sono un impasto di carne o prosciutto, ricoperti da una purea di patate e formaggio.

Irish salmon, salmone servito affumicato, al vapore oppure alla griglia.

 Tutti questi piatti si possono assaggiare nei pub tradizionali, la sera vi consiglio però di andarci prima delle 21, perchè solitamente la cucina chiude presto.

 E la famosa “Irish breakfast”?

La Irish Breakfast è una delle esperienze immancabili in Irlanda, viene preparata in tutti i B&B ed è composta da molti ingredienti: bacon, uova, salsicce, pomodori, funghi, toast, burro e poi il black pudding. Quest’ultimo è una salsiccia di colore scuro, quando ho chiesto al proprietario del primo B&B cosa fosse, mi ha risposto: «..dopo te lo dico..» , quando ho finito di mangiarla mi ha spiegato che è fatta con sangue e interiora di maiale… Gli irlandesi non fanno questa colazione tutti i giorni, ma solamente la domenica o nei giorni di festa.

 Conosce la festa di San Patrizio?

San Patrizio è il patrono dell’Irlanda e viene celebrato il 17 marzo di ogni anno, è festa nazionale ci sono festeggiamenti e sfilate in tutto il paese. E’ la festa più sentita dagli irlandesi, in quel giorno Dublino si tinge di verde e mezzo milione di persone si riversa per le strade a festeggiare ed ammirare la sfilata.

Ha mai sentito parlare qualcuno in gaelico?

Raramente, ho sentito quasi tutti parlare in inglese, tranne alcuni locali in un pub del Connemara. So che il gaelico irlandese è materia obbligatoria nelle scuole, ma l’uso comune è limitato solo ad alcune zone.

 Qual è lo status della birra in Irlanda?

Gli irlandesi hanno la birra nel sangue. In tutti i sensi! E’ radicata da secoli, inizialmente la produzione era limitata ai monasteri, poi man mano entrò a far parte della cultura popolare e venne brassata in casa dalle donne, finche’ nel ‘700 nacquero le prime industrie della birra. La più famosa è la Gguinness, che è diventata uno dei simboli dell’Irlanda, consiglio la visita alla fabbrica, un pò turistica ma ne vale comunque la pena, soprattutto per la pinta in cima all’edificio più alto di Dublino. Oltre alla Guinness ci sono anche altre birre, fra le più note, ad esempio, la Murphy’s, la Kilkenny, la Harp oltre a numerosi microbirrifici artigianali. Nei pub sia uomini che donne bevono birra, si tratta, senza dubbio, della bevanda più consumata.

The Kilkenny Castle © Fabrizio Paravisi

The Kilkenny Castle © Fabrizio Paravisi

Tra i tantissimi castelli presenti in tutto il territorio, quali sono i meglio conservati e i più famosi?

Tutto il territorio è disseminato di castelli, più o meno conservati, alcuni sono inseriti in contesti naturalistici davvero eccezionali.

Quelli che consiglio sono:

Kilkenny Castle, proprio nel centro della bella cittadina di Kilkenny.

Rock of Cashel, fortezza arroccata su una collina, è ancora in ristrutturazione e una parte della struttura è coperta da impalcature.

Cahir Castle, vicino a Cashel, con i suoi ampi giardini.

Lismore Castle, è chiuso al pubblico ma il parco esterno merita una visita.

Ross Castle, all’interno del Killaneey National Park

Ashford Castle, da non perdere per la bellezza naturalistica in cui è inserito, nel cuore del Connemara.

 Quali sono le attività più praticate nel tempo libero?

Lo sport è un’attività importante nella vita degli irlandesi, il piu popolare è l’hurling, che è una sorta di hockey però praticato sull’erba. Il gioco consiste nel colpire una palla di cuoio con una mazza di legno e centrare lo spazio delimitato fra due pali. La bravura sta nel tenere in equilibrio la palla sulla mazza, evitando gli avversari e arrivare alla meta.  Nell’anno della mia visita in Irlanda aveva vinto il campionato la squadra di Kilkenny, tutta la città era bardata con i colori della squadra e molte persone giravano con le maglie e giocavano per strada. Un altro sport popolare è il calcio irlandese: a differenza di quello classico si possono utilizzare anche le mani e le regole di gioco sono molto più semplici, rendendolo molto spettacolare da vedere.

Che ruolo rivestono la religione e la cultura nel paese?

La maggior parte della popolazione irlandese è cattolica, la religione è molto praticata , lo si nota anche dai numerosi luoghi e  simboli religiosi disseminati ovunque sull’isola. Uno dei simboli più noti è la croce celtica, che rappresenta i cinque elementi dello spiritualismo celtico  (la croce Acqua, Aria, Terra e Fuoco, il cerchio lo Spirito). L’Irlanda è un paese intriso di cultura, fortemente legato alle tradizioni, aspetti che possono essere ascoltati, letti, visti e assaporati solo con un viaggio sull’isola.

C’è qualche scrittore irlandese di cui ricorda le opere?

Non sono un grande lettore, purtroppo ho poco tempo a disposizione da dedicare a questa attività, però conosco alcuni scrittori molto famosi e degni di nota: Oscar Wilde, James Joyce, Bram Stoker l’autore di “Dracula”.

Posso segnalare inotre “Cowboys & Indians” di Joseph O’Connor ( che tra l’altro è il fratello della cantautrice Sinead O’Connor) e lo scrittore Roddy Doyle.

Slea Head © Fabrizio Paravisi

Slea Head © Fabrizio Paravisi

 Quali sono le differenze tra i villaggi in riva al mare e quelli più interni?

I paesi in riva al mare, soprattutto nella zona Sud-Est dell’isola sono molto più variopinti e caratteristici rispetto all’interno e vivono soprattutto di pesca e turismo. Ci sono, poi, molti i resti di complessi fortificati, simbolo di numerose battaglie avvenute lungo le coste. Percorrere le strade costiere ed ammirare questi “confetti” che si specchiano sul mare, è un’esperienza unica e assolutamente da vivere. I paesi interni variano dai piccoli centri abitati nati di recente, ad antichi villaggi medioevali, come ad esempio la bellissima Kilkenny.

 Cosa pensa della tradizionale musica folk?

Il modo migliore per ascoltare e conoscere la musica folk tradizionale irlandese è andare in Irlanda soprattutto per l’atmosfera che si respira durante le esibizioni dal vivo. La musica è , come scritto in precedenza, un cardine della cultura irlandese, basta pensare che il simbolo dell’Irlanda è uno strumento musicale: l’Arpa di Brian Boru. La si può apprezzare la sera nei pub, dove, musicisti più o meno improvvisati, sapranno conquistarvi con ritmi allegri e frenetici. Uno dei luoghi dove è possibile ascoltarla ogni sera dell’anno  è  il paesello di Doolin nella contea di Clare. Io mi sono avvicinato a questo tipo di musica prima di visitare l’Irlanda ascoltando i Coors, anche se il loro genere è piu folk rock o pop rock.

 Com’è la città di Dublino?

Il centro storico è medio-piccolo e, a mio avviso, non offre grandi attrazioni.  Musei a parte, la si può visitare tranquillamente in una giornata. Come in tutte le grandi città c’è più vita e opportunità di divertirsi, il quartiere di Temple Bar la sera è l’ideale per chi cerca locali e tanta gente. Il luogo più visitato è la fabbrica della Guinness, in realtà non si visitano i locali di produzione ma si segue un percorso turistico in questo edificio adibito a museo, nel cui punto più alto c’è un bar con splendida vista su Dublino. Il mio consiglio è di non spenderci più di uno o due giorni, il resto dell’isola merita molto di più!

 Che differenze ci sono tra il nord ed il sud del Paese?

Purtroppo non ho visitato l’Irlanda del Nord e la contea di Donegal. Nella mia idea iniziale di itinerario avevo previsto di farci un salto, giusto per vedere il Carrick–a-Rede Rope Bridge e le Giant’s Causeway, ma il tempo a disposizione era poco e le distanze invece grosse. Per visitare tutta l’isola ci vuole almeno un mese, dovrò ritornarci!

 Qual è il paesaggio che, secondo lei, rispecchia l’essenza dell’Irlanda?

Grandi scogliere a picco sul mare, il tutto circondato da distese di prati verde smeraldo. L’essenza dell’Irlanda è questo: un viaggio, per coloro che amano la natura incontaminata, tra paesaggi variegati, luoghi ricchi di tradizioni popolari e leggende celtiche. L’Irlanda è una terra selvaggia ma allo stesso tempo ospitale, tranquilla ma in continuo fermento.

 Raffaella Sbrescia

Foto di Fabrizio Paravisi

Raffaella Sbrescia

Raffaella Sbrescia

Raffaella Sbrescia è una giornalista iscritta all'ordine dei Giornalisti della Campania dal 2010 e blogger per il blog musicale "Ritratti di note". Dopo la laurea triennale in Lingue, culture e letterature dell'Europa e delle Americhe ha conseguito la laurea magistrale in Lingue e Comunicazione Interculturale in Area Euromediterranea presso l'Università degli Studi di Napoli l'Orientale con il massimo dei voti. Da sempre interessata al mondo della musica, dell'antropologia, dei viaggi e della letteratura, per Cultura & Culture è responsabile della sezione eventi e spettacoli.

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