L’evoluzione artistica di Andy Warhol in mostra a Pisa

Andy Warhol Ritratto«Nessun artista è stato capace di incarnare le contraddizioni degli Stati Uniti come Andy Warhol». Parole, queste, di Walter Guadagnini e Claudia Beltramo Ceppi, curatori della mostra interamente dedicata al controverso artista americano, evento imperdibile che si terrà a Pisa dall’11 di ottobre all’uno febbraio 2014. A ospitare circa 150 opere firmate Andy Warhol sarà BLU | Palazzo d’arte e cultura, lo spazio espositivo che in quattro anni ha contato oltre 300.000 visitatori, giunti nella città toscana per visitare mostre monografiche come quella di Chagall, Mirò, Picasso e Kandinsky.  “Andy Warhol. Una storia americana”, questo il titolo dell’esposizione promossa dalla Fondazione Palazzo Blu in collaborazione con Gamm Giunti e che intende ripercorrere l’itinerario creativo dell’autore che ha rivoluzionato l’arte del XX secolo, il tutto grazie a prestigiosi prestiti in arrivo da collezioni come l’Andy Warhol Museum di Pittsburgh, le gallerie Sonnabend, Feldman, Goodmann di New York e musei europei come il Museo d’arte moderna e contemporanea Berardo di Lisbona, il Museo d’arte moderna di Nizza, l’Albertina e il Mumok di Vienna.

Andy Warhol Liz TaylorLA MOSTRA – Al centro del percorso espositivo quei temi che hanno reso emblematica l’esperienza di Warhol, in un periodo, quello della seconda metà del Novecento, in cui la centralità dell’arte si è definitivamente spostata dal Vecchio Continente agli Stati Uniti. In mostra, quindi, opere passate alla storia tra cui i Brillo Box o le Campbell Soup, i noti ritratti di Marylin Monroe, Liz Taylor, Mao e Richard Nixon. Presenti, poi, anche alcune tele di grande formato come Miths, Dollar, Skull e alcune serie che permetteranno di cogliere l’evoluzione stilistica dell’artista, dalla fotografia al disegno e all’opera su tela.

L’ARTISTA – “Una storia americana” è il sottotitolo della mostra e, forse, non poteva esserci modo migliore per riassumere la vicenda personale di Andy Warhol. Figlio di immigrati cecoslovacchi, il futuro massimo esponente della Pop Art nasce a Pittsburgh e presto si trasferisce a New York. La sua formazione si deve al Carnegie Institute of Technology in Pennsylvania, il tutto in un contesto di riferimento che è quello dell’America conservatrice degli anni Quaranta. Andy Warhol MaoIl boom economico, la guerra fredda, le tensioni degli anni Sessanta: «la sua stessa vita – spiegano i curatori della mostra – scorre veloce come un grande racconto americano, tanto da costituire un modello per i romanzi di Don DeLillo e una fonte di ispirazione primaria per una recente serie televisiva di successo mondiale come Mad Men». Una figura controversa, amata e odiata, osannata e criticata, contemporaneamente «creativo della pubblicità e artista di ricerca», Warhol «mescola i due livelli – continuano – fino a sovrapporli, dando l’impressione di sciogliere il secondo nel primo: viene esaltato dalla critica come un Bertolt Brecht nell’età del capitalismo avanzato e allo stesso tempo criticato a causa della sua totale fascinazione per l’estetica commerciale, per la ricchezza. A distanza di cinquant’anni dalle sue opere più celebri e a più di trenta dalla morte, il suo gesto artistico resta comunque ambiguo, “reazionario” e “rivoluzionario”. Vicino e lontano, al contempo, attrattivo e repulsivo – concludono – come il sogno americano stesso».

Andy Warhol FioriScheda tecnica della mostra

11 ottobre 2013 – 1 febbraio 2014

BLU | Palazzo d’arte e cultura, Pisa

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Orari: da lunedì a venerdì 10.00 – 19.00, sabato e domenica 10.00 – 20.00

Biglietti: intero 10 euro, ridotto 8,50 euro

Promotori: La mostra è promossa dalla Fondazione Palazzo Blu, prodotta in collaborazione con GAmm Giunti e The Andy Warhol Museum – Pittsburgh, curata da Walter Guadagnini e Claudia Beltramo Ceppi, col patrocinio del Comune di Pisa, con il contributo della Fondazione Pisa, con il coordinamento artistico e segreteria scientifica di Claudia Zevi & Partners.

Info: mostrawarhol.it

 

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Autore dell'articolo: Valentina Sala

Valentina Sala
Giornalista pubblicista. Tra i suoi campi di interesse soprattutto viaggi e cultura. Dopo una laurea di primo livello in Scienze della Comunicazione consegue la specialistica in Editoria con il massimo dei voti e con una tesi sul rapporto tra letterati e città, ricostruendo la Parigi di Émile Zola e la Vienna di Joseph Roth. Collabora con più giornali e riviste e affianca alla professione giornalistica quella di insegnante di Psicologia della Comunicazione. Tra le sue passioni i romanzi capaci di raccontare un luogo e un’epoca, i film di François Truffaut, il buon cibo, le città europee e, soprattutto, il viaggio inteso come modo per scoprire e confrontarsi con realtà diverse.

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