Ferragosto, il significato tra Storia e Mito

Anche quest’anno è arrivato Ferragosto, ma qual è il suo significato? Quale la sua storia? Oggi siamo abituati a considerarlo il culmine e, nello stesso tempo, il declino dell’estate e delle vacanze, una festa da trascorrere in famiglia, per godere della compagnia dei nostri cari, ma anche una giornata di totale libertà al mare o in montagna. Molti, però, non conoscono la vera origine di questa festa, che ha subito una grande evoluzione nel tempo ed è ricca di significati e simboli nascosti. Per chi crede Ferragosto rappresenta una tappa solenne nel ciclo annuale delle celebrazioni religiose, ovvero il dogma dell’Assunzione in Cielo della Vergine Maria, ascesa in corpo e spirito. Tutto questo è il nostro presente. Come si è arrivati, però, a identificare il 15 agosto con la conclusione della vita terrena di Maria? Come è nato, esattamente il Ferragosto? E’ un’invenzione cristiana, oppure ha radici ben salde in un passato più remoto? Iniziamo dal nome, il quale ha una chiara origine latina, “Feriae Augusti”, cioè “il riposo di Augusto”.

ferragosto-significato

L’imperatore Ottaviano Augusto (63 a.C.-14 d.C.), infatti, decise di istituire questa festa nel 18 a.C. e lo fece per un tornaconto propagandistico e politico, ovviamente, (era sempre cosa gradita interrompere la dura routine, l’ordine stabilito, per festeggiare e allo stesso modo era benvoluta l’autorità che, generosamente, concedeva tali svaghi) ma anche per dare il giusto risalto a una fase importantissima dell’anno, il raccolto. A dire il vero esistevano già feste simili: i “Vinalia Rustica” e i “Consualia”: i primi, dedicati a Venere e Giove, si celebravano il 19 agosto e il 23 aprile, i secondi il 21 agosto e il 15 dicembre. I “Vinalia Rustica” prevedevano il sacrificio di un agnello a Giove e tale uso si è conservato fino a oggi; in alcuni piccoli paesi del Lazio si usa ancora mangiare questo tipo di carne proprio tra il 18 e il 19 agosto e festeggiare con fiere e sagre, benché sia andato perso il significato originario di tali ricorrenze. C’è, però, un particolare legato alle “Feriae Augusti” che dobbiamo ricordare: il 13 agosto era uno dei giorni più solenni di queste antichissime celebrazioni, in quanto dedicato alla dea Diana.

Diana - Louvre
Diana – Louvre

 

Il popolo romano si riuniva nel suo tempio, che sorgeva sull’Aventino e lì venerava la signora della caccia, dei boschi e degli animali, protettrice delle donne soprattutto in momenti tanto delicati quanto gioiosi come quello del parto. Diana era una delle dee principali nel pantheon romano e aveva molto in comune, dal punto di vista simbolico, con la sua controparte greca, Artemide, benché considerare le due divinità uguali o tentare di fonderle in una sola sarebbe errato, poiché stiamo parlando di figure simili in alcuni particolari ma, di fatto, distinte. In questo articolo parleremo ancora di associazioni tra differenti divinità femminili, ma dobbiamo tenere conto del fatto che la loro nascita ed evoluzione in determinati pantheon non sempre è chiara e del tutto documentabile e, così, l’origine di queste “associazioni” e assimilazioni. Inoltre la natura degli dei e la loro simbologia può essere reinterpretata in base ai tempi e ai luoghi. Torniamo a Diana: tutto in lei era vita, a cominciare dal nome, che si ricollegava direttamente al concetto di luce, luminosità la quale, appunto, permette l’esistenza di ogni creatura terrena. Nell’iconografia legata alla dea non è rara l’associazione al cervo e la raffigurazione di questa con una fronda in una mano e una coppa con dei frutti nell’altra, simboli di natura e abbondanza. Con l’avvento del Cristianesimo le cose mutarono e le feste considerate pagane vennero “riconvertite” secondo il nuovo credo che si era, ormai, consolidato. Ciò accadde anche con le “Feriae Augusti” e le altre celebrazioni legate al raccolto, che divennero l’Assunzione della Madre di Cristo. Da Diana, dea pagana a Maria, una sorta di “dea” cristiana, per usare un termine che, in altre epoche, sarebbe stato considerato eretico. Soffermiamoci un momento proprio sull’aspetto divino di Diana e della Vergine: molte teorie legate al matriarcato e all’origine della Dea Madre riconoscono il filo rosso che si dipana dalle prime dee della fertilità per poi proseguire, attraversando le epoche e la storia del mondo, fino alla Madre di Cristo. Gli studiosi hanno trovato caratteristiche comuni (e molte dissonanti, per ovvie ragioni) a queste entità femminili e sovrannaturali, ma occorre cercare di evitare accostamenti forzati e generalizzazioni, proseguendo sempre secondo un’analisi scientifica, come è giusto che sia. Ricostruire la storia del culto della Dea non è semplice e nemmeno totalmente documentabile. Nel caso di Diana e Maria, comunque, possiamo ravvisare, attraverso la stratificazione delle celebrazioni e i ruoli attribuiti a entrambe, elementi comuni: tutte e due, oltre a rappresentare l’essenza femminile, sono legate alla maternità, alla vita, alla luce e alle diverse fasi dell’esistenza della donna, alla protezione intesa nel senso più ampio. Non solo: la caratteristica della verginità e, quindi, della castità, è comune sia alla dea dei boschi che alla madre di Gesù. Quest’ultima è considerata genitrice dell’umanità, Diana delle creature della natura (qui iniziamo, però, a intravedere le prime, importanti differenze tra Maria e Diana, poiché dobbiamo tenere conto delle distinzioni evidenti che caratterizzano l’appellativo di “madre” a loro riferito). Purtroppo, nel tempo, soprattutto nei secoli dominati dall’Inquisizione e dalla caccia alle streghe, l’associazione di Diana a Ecate (signora degli inferi, della magia e rappresentata nell’iconografia come triplice) e a Selene nel culto del ciclo lunare (Ecate/Luna calante; Diana/ Luna crescente; Selene/Luna piena) favorì il collegamento e lo sviluppo, nell’immaginario collettivo, del concetto di “sabba” stregonesco. Si consolidò perfino la convinzione secondo la quale dee come Diana o Ecate fossero “maestre” occulte di riti e incantesimi da insegnare alle streghe adepte, secondo un fraintendimento verso questi antichi culti (quanto inconsapevole?) operato dal potere religioso dominante, che voleva cancellare, oscurare e ostracizzare tutto ciò che veniva reputato pagano, contrario all’ortodossia, eretico e demoniaco.

L'Assunzione di Tiziano
L’Assunzione di Tiziano

Un discorso del genere merita un approfondimento che non è possibile esaurire in un solo articolo; ciò che conta, adesso, è riuscire a prendere coscienza della sovrapposizione, benché quasi mai completa, dei culti, di una logica che può essere alla base di essa e ha molto a che vedere con il pensiero e il sentimento religioso degli uomini. Fu Papa Niccolò I (800 circa- 867; papa dall’858) a stabilire che la Festa dell’Assunzione di Maria dovesse cadere il 15 agosto. Vediamo, dunque, quanto complessi e pieni di riferimenti siano la storia e il significato del Ferragosto. E non è finita qui. Alcuni fanno, a volte, confusione tra la Dormizione di Maria e l’Assunzione. In realtà si tratta di due momenti distinti, anche se indubbiamente collegati con il termine dell’esistenza terrena della Vergine. Con Dormizione si intende il trapasso vero e proprio definito da molti teologi come una sorta di sonno profondo di Maria e non di vera e propria dipartita, in quanto non può morire colei che è stata concepita senza il peso del peccato originale (Immacolata Concezione) ed è madre di Gesù, morto, risorto e asceso al Cielo in spirito e corpo. La Dormizione è celebrata dai cristiani ortodossi e di rito bizantino il 15 agosto, stessa data dell’Assunzione. Sia i cattolici che gli ortodossi, però, credono nell’Assunzione (dogma di fede solo per la Chiesa cattolica e dal primo novembre 1950, sotto il pontificato di Pio XII, attraverso la costituzione apostolica “Munificentissimus Deus”), mentre i protestanti non l’accettano, adducendo come motivo la mancanza di riferimenti nelle Sacre Scritture. Ci siamo dedicati molto all’aspetto religioso e storico, ma Ferragosto è anche un momento di svago e libertà; il suo significato originario, del resto, racchiude il concetto di riposo, di ozio che non ha nulla a che vedere con la pigrizia; si tratta, bensì, di un tempo stabilito di quiete, di pausa dai ritmi imposti dalla quotidianità, in cui possiamo dedicarci a noi stessi e, perché no, alle nostre passioni. Ricordate quando le città si svuotavano per tutto il mese e il sole si ritrovava a fissare, con il suo sguardo infuocato, case e strade quasi del tutto deserte? Allora si usava partire con la macchina o il treno, lasciandosi alle spalle la quotidianità affrontata per tutto l’anno.

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Oggi, invece, le cose sono cambiate e, complice la crisi, le vacanze sono diventate più brevi, spesso di una manciata di giorni, affidandosi all’opzione last minute o all’invito di parenti e amici. Una cosa è certa: al mare, noi italiani, non rinunciamo e, del resto, abbiamo coste e paesaggi davvero meravigliosi. Questa usanza di andare al mare o in montagna a Ferragosto, oggi tanto popolare, è nata durante il periodo fascista, quando il regime organizzò le prime gite con i “Treni popolari di Ferragosto”, su cui si poteva viaggiare a prezzi ridotti dal 13 al 15 agosto. Si trattava di un’iniziativa di impronta propagandistica attraverso la quale gli italiani potevano usufruire di una piccola vacanza e vedere posti in cui, altrimenti, non sarebbero mai stati. Il Ferragosto e il mare, però, ci riportano subito alla mente anche un’altra tradizione mai passata di moda: il falò sulla spiaggia. In Sicilia (e non solo in questa splendida isola) si accendono fuochi sulle spiagge già dal 14 agosto (in alcune zone anche prima), si danza e si fanno bagni notturni: tali abitudini hanno, anche in questo caso, origini antiche legate alla potenza del Sole che permette al raccolto di maturare. Il 15 agosto, poi, è una data fondamentale per la Storia. Vediamo alcuni eventi del passato accaduti proprio in questo giorno:

1096: iniziò la Prima Crociata indetta da Papa Urbano II;

1534: a Parigi Ignazio di Loyola, Francesco Saverio e Pietro Favre fecero voto di castità, povertà e di pellegrinare in Terra Santa. Era nata la Compagnia di Gesù.

1620: la Mayflower salpò dal porto di Plymouth con a bordo i Padri Pellegrini. Destinazione Nord America;

1877: Thomas Edison compì la prima registrazione sonora;

1915: Prima Guerra Mondiale, il Giappone entra in guerra come alleato della Triplice Intesa, contro la Germania;

1944: Seconda Guerra Mondiale, gli Alleati sbarcano in Provenza;

1945: resa del Giappone, fine della guerra;

1947: India e Pakistan proclamarono la loro indipendenza;

1961: inizio della costruzione del muro di Berlino.

 

Un solo giorno, tanti fatti, tradizioni e ricordi che si affastellano per plasmare non solo la Storia e la vita di tutti noi, ma il vero significato del Ferragosto.

 

 

 

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Autore dell'articolo: Francesca Rossi

Francesca Rossi
Francesca Rossi, romana, è specializzanda in "Lingue e Civiltà Orientali" a “La Sapienza", ha vissuto ad Alessandria d'Egitto per approfondire lo studio della lingua e la cultura araba. Gestisce tre siti: "La Mano di Fatima", "Divine Ribelli", "Angelica la Marchesa degli Angeli". Per la casa editrice “La Mela Avvelenata” ha scritto diversi racconti tra cui “La Spada di Allah” e partecipato a molte antologie come “50 Sfumature di Sci-Fi” con il racconto “La Preghiera della Sera”. E’ in pubblicazione il suo romanzo “Il Palazzo d’Inverno” e in fase di scrittura l’opera a tema islamico “Alamut”. Il sito: http://elioreds.wix.com/francescarossi Pagina Fb: https://www.facebook.com/FrancescaRossiAutrice

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