Alla Biennale di Venezia la mostra sul Vetro
12 aprile 2013
Redazione (4050 articles)
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Alla Biennale di Venezia la mostra sul Vetro

©Polly Apfelbaum

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Il vetro protagonista alla 55esima edizione della Biennale di Venezia con la mostra Glasstress.  L’evento collaterale dell’Esposizione Internazionale d’Arte, giunto alla sua terza presenza in laguna, apre al pubblico dal 31 maggio al 24 novembre 2013.

Glasstress. White Light / White Heat, a cura di Adriano Berengo e James Putnam, propone agli artisti di confrontarsi con luce e calore, aspetti intrinseci del vetro e della sua lavorazione. Il vetro prende vita dalla forza distruttrice e creativa del fuoco, che trasforma gli elementi chimici di base in un fluido modellabile. Il risultato è una materia solida, ma dotata di struttura molecolare caotica, che offre alla luce una varietà illimitata di superfici, colori, trasparenze e riflessi. Glasstress nasce da un’idea di Adriano Berengo. Ha preso avvio con l’edizione 2009 della Biennale di Venezia per far evadere il vetro dal suo carcere ornamentale, restituendolo al processo espressivo degli artisti. Tra gli artisti invitati a partecipare a Glasstress, provenienti da tutto il mondo, molti si sono confrontati per la prima volta con questo materiale.  L’esposizione è ambientata in tre sedi: oltre a quelle ormai consuete del Palazzo Cavalli – Franchetti / Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti (Campo S. Stefano) e del Berengo Centre for Contemporary Art and Glass (Murano), quest’anno si affianca la Scuola Grande Confraternita di San Teodoro (San Marco). Accompagna la mostra un importante volume in inglese con testi di Adriano Berengo, James Putnam, Frances Corner. Glasstress 2013 è promossa da LCF-London College of Fashion con il supporto di Venice Projects, Berengo Studio 1989, Wallace Collection, Julius Baer Bank, Steinmetz Diamonds, Valmont. Nelle due precedenti edizioni della Biennale di Venezia Glasstress ha coinvolto più di 150 artisti, quali Josef Albers, Arman, Jean Arp, Barbara Bloom, Monica Bonvicini, Louise Bourgeois, Daniel Buren, Lawrence Carroll, Cèsar, Tony Cragg, Jan Fabre, Lucio Fontana, Kendell Geers, Dan Graham, Zaha Hadid, Richard Hamilton, Zhang Huan, Joseph Kosuth, Jannis Kounellis, Oleg Kulik, Vik Muniz, Orlan, Jean Michel Othoniel, Luca Pancrazzi, Giuseppe Penone, Anton Pevsner, Robert Rauschenberg, Man Ray, Kiki Smith, Patricia Urquiola, Fred Wilson, Erwin Wurm, Chen Zhen.

©Whitney McVeigh

©Whitney McVeigh

65 gli artisti presenti – Parteciperanno AES+F, Alice Anderson, Polly Apfelbaum, Ron Arad, Ayman Baalbaki, Miroslaw Balka, Rina Banerjee, Fiona Banner, Pieke Bergmans, Budicca, Pedro Cabrita Reis, Loris Cecchini, Hussein Chalayan, Mat Chivers, Oliver Clegg, Mat Collishaw, Tony Cragg, Tracey Emin, Paul Fryer, Francesco Gennari, Recycle Group, Cai Guo-Qiang, Dmitri Gutov, Stuart Haygarth, Mona Hatoum, Charlotte Hodes, Shirazeh Houshiary, Shih Chieh Huang, John Isaacs, Michael Joo, Ilya&Emilia Kabakov, Kiki&Joost, Joseph Kosuth, Hew Locke, Delphine Lucielle, Alastair Mackie, Jason Martin, Kris Martin, Oksana Mas, Whitney McVeigh, Aldo Mondino, Mariko Mori, Tim Noble &Sue Webster, Tony Oursler, Lucy Orta, Mimmo Paladino, Cornelia Parker, Javier Pérez, Jaume Plensa, Karim Rashid, Ursula von Rydingsvard, Thomas Schutte, Joyce Scott, Conrad Shawcross, Sudarshan Shetty, Meekyoung Shin, Helen Storey, Zak Timan, Gavin Turk, Koen Vanmechelen, Joana Vasconcelos, Martin Walde, Zhan Wang, Zak Ové, Marta Klonowska.  Ron Arad parteciperà con il progetto speciale Last Train.

Berengo Studio, fondato nel 1989 da Adriano Berengo, si pone l’obiettivo di avvicinare al mondo del vetro artisti contemporanei internazionali affinché, in collaborazione con i maestri vetrai, possano tradurre la loro ricerca artistica nel linguaggio tridimensionale della pasta vitrea. Lo Studio lavora prevalentemente con autori affermati o emergenti, le cui opere sono perlopiù esposte in importanti musei e collezioni private, senza tralasciare i giovani artisti agli esordi. Gli artisti che collaborano con Berengo Studio normalmente utilizzano materiali espressivi differenti dal vetro e per tale ragione nell’approccio con il nuovo medium portano sempre una originale e più libera interpretazione delle possibilità di questo straordinario materiale.

Per info: www.glasstress.org;  facebook.com/Glasstress@Glasstress

 

 

 

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