L’Italia? Ricca di talenti ma inconsapevole della sua forza

italia-unita-giorginoSulla Rai è andata in onda una fiction su Olivetti, un personaggio di assoluto prestigio nel contesto non solo italiano ma anche internazionale, al quale ahimè si è dato poco risalto, come spesso accade nel nostro Paese per le cose belle e per gli individui di successo. Nella fiction si racconta di come Olivetti avesse dei sogni e fosse un visionario, caratteristica fondamentale per un imprenditore (e non solo). L’industriale di Ivrea aveva una mentalità talmente innovativa da essere difficilmente accettata anche all’interno della sua famiglia, che faceva parte del gruppo dirigenziale. Il suo sogno prevedeva una crescita economica e produttiva mediante l’innovazione e la ricerca e un miglioramento delle condizioni dei propri dipendenti. Le sue idee si spingevano oltre; lui voleva migliorare la società attraverso l’apertura di nuove filiali anche nel Mezzogiorno e contemporaneamente spingere coloro i quali volevano rimanere nel loro territorio a unirsi in cooperative capaci di fare impresa. Tutto questo nonostante l’opposizione della Politica e di altri industriali, desiderosi invece di mantenere lo status quo fatto di raccomandazioni e illeciti che oggi purtroppo conosciamo fin troppo bene. La Olivetti tuttavia fu in grado di presentare il primo prototipo di computer, il mezzo che da lì a poco avrebbe cambiato il mondo, anticipando di gran lunga tutti i colossi americani. Cosa ci ha insegnato questa fiction? Sicuramente a credere nei nostri sogni, perché essi rendono possibile le innovazioni, ma anche che l’Italia ha delle potenzialità enormi tenute bloccate dal contesto internazionale e purtroppo anche da quello interno. Credo che sia arrivato il momento di dire basta con fatti e non più solo a parole, pretendendo sviluppo, incentivi alla crescita e rispetto delle regole. Per raggiungere questo obiettivo, ciascuno di noi nel suo piccolo deve fare la propria parte e seguire la regola Aurea che dice appunto: Non fare ad altri ciò che non vorresti venga fatto a te. Non si può chiedere nulla agli altri se noi stessi non siamo coerenti nella nostra sfera d’influenza. In ogni situazione possiamo vedere sia il bello sia il brutto: è una scelta che facciamo costantemente e che comporta delle conseguenze. Pensiamo, dunque, all’Italia non solo in termini negativi (santi all’Estero non ne ho visti tanti), ma come il Bel Paese ricco di Storia, di personaggi che c’invidiano, di creatività che, se solo ne fossimo coscienti, ci porterebbe a essere più competitivi. Siate orgogliosi della vostra italianità, guardate verso una comune crescita, senza scappare bensì rendendo il vostro territorio un posto migliore. Un tempo noi abbiamo dominato il mondo conosciuto e nei secoli la nostra Patria ha generato tanti geni; quindi, come italiani, ognuno di noi, a prescindere dall’età, deve diventare consapevole della propria grandezza, mostrando oggi come in passato di avere talento e competenze.

Carmine Caso

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Autore dell'articolo: Carmine Caso

Carmine Caso
Carmine Caso è editore di Cultura & Culture. Dopo la maturità scientifica, si è laureato in Conservazione dei Beni Culturali al Suor Orsola Benincasa (Laurea Vecchio Ordinamento). Naturopata in formazione presso l'Istituto Riza. Ama il Cinema, l'Arte e la lettura. Su Cultura e Culture gestisce la rubrica/blog "Migliora la tua vita", uno spazio dedicato al miglioramento personale.

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