Romeo e Giulietta – Ama e cambia il mondo, recensione del musical

La recensione del musical “Romeo e Giulietta – Ama e cambia il mondo” visto al teatro Linear 4 Ciack di Milano, dov’è in scena fino al 29 marzo 2015. Lo spettacolo proseguirà la tournée fino a giugno 2015 toccando le città di Genova, Torino, Pesaro, Trieste, Acireale (Catania), Lugano, Piazzola sul Brenta, Reggio Emilia.

Valutazione spettacolo (3,5 / 5)

Romeo-e-giulietta-ama-e-cambia-il-mondo-musical“Romeo e Giulietta”, una delle storie d’amore più immortali e potenti di tutti i tempi, continua a essere fonte di ispirazione per trasposizioni cinematografiche (è recente l’annuncio di Kenneth Branagh, straordinario interprete e regista di testi shakespeariani, il quale sta pensando a un film con Lily James e Richard Madden, i due protagonisti del suo Cenerentola – attualmente in sala) e messe in scena teatrali che vanno dalla prosa (tra queste segnaliamo l’ottima lettura di Gigi Proietti   vista al Globe Theatre di Roma nella scorsa stagione) al musical. Ed è proprio di quest’ultimo che vi vogliamo parlare e, in particolare, di una versione pop che sta spopolando in ogni tappa: Romeo e Giulietta – Ama e cambia il mondo. Prodotto da David Zard, con musiche e libretto di Gérard Presgurvic (versione italiana di Vincenzo Incenzo), il musical colpisce subito per l’impatto visivo. Il mix di coregografie (Veronica Peparini), scenografia (Barbara Mapelli) e costumi (Frédéric Olivier), sotto la precisa e puntuale regia di Giuliano Peparini, crea un coinvolgimento non facilmente raggiungibile, tanto più sui nostri palcoscenici.

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Sin dal momento in cui il pubblico prende posto in platea l’atmosfera inizia a delinearsi: è proiettato, infatti, un libro, aperto su due pagine dove sono incisi i versi d’amore, quelle parole che tutti, chi più chi meno, avranno ascoltato dai banchi di scuola a uno schermo e questo aspetto può risultare un’arma a doppio taglio. Non è mai semplice catturare sul piano emotivo quando un plot è già molto noto, con quei versi spesso ridotti a frasi sui bigliettini dei cioccolatini; una delle funzioni dell’arte sarebbe proprio quella di ridonare poeticità a quelle parole decontestualizzate per altri fini e Romeo e Giulietta – Ama e cambia il mondo ci riesce con un buon livello di spettacolo, per quanto il tasto recitativo resti un po’ quello dolente della produzione nostrana. Tra i due amanti, infatti, Davide Merlini (proveniente da X-Factor) è meno in parte rispetto alla Giulietta interpretata da Giulia Luzi, anche se entrambi sul piano canoro danno il meglio di sé. Mentre gli spettatori vengono immersi in un profumo di incenso, le pagine del libro “immaginario” iniziano a scorrere: lo spettacolo vero e proprio può iniziare! musical-romeo-e-giuliettaSi percepisce sin dalle prime scene una linearità tesa a voler arrivare a tutti, anche a quei pochi che non conoscono la storia. I costumi differenziano le due famiglie: i Montecchi (principalmente vestiti con tonalità del blu e verde) e i Capuleti (con sfumature di rosso e arancio). In questo adattamento si dà spazio alle voci delle madri, magistralmente interpretate da Barbara Cola e Roberta Faccani, pronte a esprimere con la loro vocalità e gestualità l’odio delle due rispettive famiglie e i sentimenti finali, dopo la sorte dei loro figli… Senza dubbio le scenografie computerizzate, le proiezioni in 3D e i passi di danza esplodono in alcuni punti centrali della tragedia di Shakespeare come il ballo in cui avviene il coup de foudre (un trionfo di colori e allegria) o i duelli. L’elemento scenico sembra ricercare spesso una coerenza architettonica (esaltando il gioco prospettico) e la regia di Peparini si prende delle libertà (come una rivisitazione particolare della scena del balcone) spesso riuscite, talvolta non completamente sorrette a causa della performance a tratti monocorde del Romeo. Molto in parte sono, invece, Benvolio (Riccardo Maccaferri) e Tebaldo (Gianluca Merolli), anche a loro è riservata un’attenzione particolare in questa trasposizione e le rispettive interpretazioni ne rendono merito. A fronte di una scena chiave in cui si perde un po’ di potenza emotiva, il finale (anche dal punto di vista visivo) vi compenserà sul piano delle vibrazioni del cuore…ma non vogliamo anticiparvi altro. Godetevi lo spettacolo!

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Maria Lucia Tangorra

 

ROMEO E GIULIETTA. Ama e cambia il mondo è una produzione di David Zard, tratto dall’opera di William Shakespeare; musiche e libretto di Gérard Presgurvic, versione italiana di Vincenzo Incenzo, regia di Giuliano Peparini; coreografie di Veronica Peparini; Scenografia di Barbara Mapelli; Costumi di Frédéric Olivier; Casting Director e Vocal Coach Paola Neri.

Interpreti: Davide Merlini (Romeo) che si alternerà con Federico Marignetti, Giulia Luzi (Giulietta), Luca Giacomelli Ferrarini (Mercuzio), Vittorio Matteucci (Conte Capuleti), Silvia Querci (la Nutrice), Gianluca Merolli (Tebaldo), Leonardo di Minno (il Principe), Roberta Faccani (Lady Montecchi), Barbara Cola (Lady Capuleti), Riccardo Maccaferri (Benvolio), Giò Tortorelli (Frate Lorenzo).

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Autore dell'articolo: Maria Lucia Tangorra

Nata a Conversano (Ba) nel 1987, da alcuni anni si è trasferita a Milano per coltivare la passione per cinema, teatro e giornalismo col desiderio di farne un lavoro. Free-lance, critico e corrispondente dai festival per web magazine di cinema e teatro; ha realizzato anche reportage e approfondimenti di spettacoli tra cui “Invidiatemi come io ho invidiato voi” di T. Granata e “Un giorno torneranno” ideato e interpretato da S. Pernarella. Si è appassionata al cinema e al teatro vedendo recitare gli attori forgiati dal maestro Orazio Costa Giovangigli e da lì ha cercato di conoscere i diversi modi di fare e vivere il teatro e il cinema (senza assolutamente disdegnare alcuni lavori televisivi di qualità). Quando ha sentito sul palco queste parole: «Sai cosa vuol dire vivere in un sogno? Ciò che tu non sei, sei: e, ogni notte, lo frequenti» (dal testo teatrale “Orgia” di P. P. Pasolini) ha pensato che questo accade quando ci si immerge nel buio della scatola magica e della sala cinematografica. Grazie a questo lavoro fatto anche di incontri umani, non solo professionali, pensa che senza il teatro e il cinema il respiro sulla vita sarebbe diverso perciò, nonostante tutto e tutti, crede che di cultura e arte si possa vivere e che le passioni possano trasformarsi in una professione.

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